Tutti noi li abbiamo incontrati!
Tutti noi li abbiamo incontrati: persone che sembranoย essere in grado di rafforzare la loro immagine di sรฉย solo mettendo in cattiva luce gli altri. Incontriamo unย personaggio del genere nel fariseo del Vangelo diย questa domenica.
Come il fariseo nel Vangelo di questa settimana, aย volte possiamo intendere la fede come un insieme diย gesti, rituali e preghiere personali che ci fannoย pensare di essere stati fedeli alla chiamata di Dioย perchรฉ abbiamo fatto questo o quell’altro.
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La spiritualitร , invece, consiste nel coltivare la nostraย โfedeโ con un profondo senso della presenza di Dio,ย dell’amore di Dio per noi e del nostro amore per ilย prossimo. Viviamo, lavoriamo e preghiamo a partireย dalla nostra relazione con Dio, profondamenteย consapevoli del dono di amore e misericordia che Dioย ci fa e che ci circonda.
Lo sfondo del Vangelo รจ costituito dalla prima letturaย tratta dal libro del Siricide (35, 12-14, 16-19): il giudizio diย Dio non si lascia ingannare dalle apparenze esterioriย della ricchezza, del potere o delle manifestazioniย religiose di pietร . Dio non puรฒ essere ingannato nelย giudicare il ferito, il povero, la vedova o l’orfano.
ร la persona โche con tutto il cuore serve Dioโ adย essere accettata.
La parabola di questo Vangelo, ci viene spiegato, รจย rivolta alle persone che โavevano lโintima presunzioneย di essere giusti e disprezzavano gli altriโ.
Il fariseo (persone ben rispettate per la loro pietร ย personale) prega Dio, ricordando a Dio (e a se stesso)ย quanto sia una brava persona e tutte le azioniย religiose che ha compiuto. In questo modo haย adempiuto ai doveri di una persona โreligiosaโ eย โgiustaโ – a differenza, dice, dell’esattore delle tasse.
Tuttavia, l’esattore delle tasse (considerato unย peccatore ai tempi di Gesรน), non si ritiene degnoย nemmeno di alzare gli occhi verso Dio e riconosce diย aver peccato e di considerarsi indegno di stare allaย presenza di Dio. Ma, come dice Gesรน, lascia il tempioย โgiustificatoโ. Il suo rapporto con Dio nasce dal cuore.
Sopraffatto da una profonda consapevolezzaย dell’amore di Dio per lui e della sua indegnitร , non osaย nemmeno alzare gli occhi. Mentre il fariseo, per la suaย mancanza di umiltร e per l’apparente presunzione diย essere a posto con Dio, se ne va dando per scontato diย essere nel giusto in rapporto con Dio.
La nostra preghiera e la nostra adorazione non devono mai rimanere parole vuote o azioniย meramente simboliche. Devono provenire realmenteย dal nostro cuore e condurci non solo a un rapportoย piรน profondo con Dio, ma anche al servizio di tutti.
Per gentile concessione dall’ordine dei Carmelitani. Scarica il PDF.
