Carlo Miglietta – Commento alle letture di domenica 31 Luglio 2022

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DIO ASCOLTA IL GRIDO DEI POVERI

Il Dio della Bibbia ha una caratteristica, una peculiaritร , direi quasi un โ€œpallinoโ€: la predilezione per i poveri. Israele lo ha capito fin dallโ€™origine della sua storia, quando, in Egitto, Dio โ€œascolta il lamento di Israeleโ€ (Es 2,24), โ€œosserva la miseria del suo popolo e ode il suo grido…, conosce le sue sofferenze… e scende per liberarloโ€ (Es 3,7-8).ย 

Nella Bibbia cโ€™รจ una vera e propria โ€œteologia del grido (seaqร ) del poveroโ€: il lamento dellโ€™oppresso sempre arriva a Dio e da lui viene ascoltato; infatti โ€œla preghiera del povero va agli orecchi di Dio, il giudizio di lui verrร  a suo favoreโ€ (Sir 21,5).ย 

Dio ascolta il grido degli ultimi della terra: โ€œQuesto povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosceโ€ (Sl 34,7.18; 12,6; 102,18). Dio perรฒ non solo accoglie sempre il grido di chi รจ in difficoltร , ma fa anche giustizia allโ€™oppresso, castigando duramente i suoi persecutori (Es 22,21-23; cfr Dt 24,14-15; Ml 3,5; Sl 9; 76,10โ€ฆ). La teologia della vendetta di Dio contro gli oppressori non รจ un oscuro retaggio veterotestamentario, ma รจ presente con forza anche nel Nuovo Testamento: โ€œIl salario da voi defraudato ai lavoratoriโ€ฆ grida; e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti… Vi siete ingrassati per il giorno della strageโ€ (Gc 5,4-5).ย 

Dio vindice dei poveri รจ un concetto troppo spesso dimenticato, perรฒ รจ Parola rivelata: esso sostiene la speranza quando si รจ nella desolazione (si pensi a quale forza ha dato e dร  a tanti poveri questa โ€œGioiosa Notiziaโ€, ad esempio nelle varie โ€œteologie della liberazioneโ€…); e incute ai credenti un santo timore quando troppo spesso si dimenticano degli altri, non mettono in comune i loro beni, non si preoccupano di un disordine economico mondiale che fa alcuni di loro sempre piรน ricchi e gli altri sempre piรน poveri…

IL GIUDIZIO DI GESUโ€™ SULLE RICCHEZZE

Gesรน, sul tema delle ricchezze, annuncia uno sconvolgente messaggio che certamente scandalizzรฒ i suoi contemporanei e che non finisce di turbarci tuttโ€™oggi. Anche se i beni terreni sono cosa buona, il loro accaparramento รจ pesantemente condannato da Gesรน, come si afferma nel Vangelo odierno (Lc 12,13-21). Gesรน definisce la ricchezza come โ€œdisonestaโ€, โ€œingiustaโ€, โ€œรฒ ร dikos mamonร sโ€ (Lc 16,11). La ricchezza รจ ingiusta perchรฉ, dice Gesรน, รจ sempre โ€œricchezza altruiโ€, รจ accumulo di beni che invece vanno condivisi, compartecipati (Lc 16,12). Le ricchezze sono beni di cui diventiamo โ€œamministratori disonestiโ€ (Lc 16,1-15).ย 

Gesรน riprende allora i โ€œGuai!โ€ profetici contro i ricchi: โ€œGuai a voi, o ricchi, perchรฉ avete giร  la vostra consolazione. Guai a voi che siete sazi, perchรฉ avrete fameโ€ (Lc 6,24-25). Gesรน li considera come esclusi dal Regno per il solo fatto di possedere beni. Sconcertante รจ la parabola del ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31), in cui Gesรน pone allโ€™inferno il ricco solo per lโ€™abbondanza dei suoi beni, e Lazzaro โ€œnel seno di Abramoโ€ solo perchรฉ povero in terra, indipendentemente dalle loro disposizioni interiori. Il testo parla di un vero contrappasso: โ€œAbramo rispose (al ricco): ยซFiglio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui รจ consolato e tu sei in mezzo ai tormentiยปโ€ (Lc 16,25).

Nel brano cosiddetto โ€œdel giovane riccoโ€ (Mc 10,17-27), il Maestro annuncia la grande difficoltร  della salvezza dei ricchi. โ€œI discepoli rimasero stupefatti a queste sue paroleโ€: ma Gesรน incalza con il famoso esempio del cammello che deve passare per la cruna di un ago (Mc 10,24-25). Ma โ€œessi, ancora piรน sbigottiti, dicevano tra loro: ยซE chi mai si puรฒ salvare?ยปโ€ (Mc 10,26). รˆ il trauma della prima Chiesa, che talora propose varianti testuali piรน morbide: come quella del versetto 23 che trasformรฒ i โ€œricchiโ€ in โ€œcoloro che confidano nelle ricchezzeโ€ (โ€œconfidentes in pecuniisโ€), sostituendo quindi al comando di condividere i propri beni un semplice invito a non esserne troppo interiormente attaccati; o quella che mise, al versetto 25, โ€œgomenaโ€ (kร milos) al posto di โ€œcammelloโ€ (kร melos), per non rendere proprio impossibile lโ€™ingresso dei ricchi in Paradiso.

Dobbiamo accogliere questa Parola di vita, lasciandoci anche noi stupire e provocare da essa, come fecero i discepoli, senza subito rifugiarci nella misericordia di Dio che Gesรน annuncia anche in questa situazione: โ€œImpossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perchรฉ tutto รจ possibile a Dio!โ€ (Mc 10,27). Ma โ€œGesรน non vuol dire che, alla fine, Dio aprirร  le porte del regno anche a coloro che hanno un cuore da ricchi. Vuol dire che Dio puรฒ dare anche ai ricchi un cuore da poveriโ€ (E. Bartolucci).

I POVERI SARANNO I NOSTRI GIUDICI IN PARADISOย 

Lโ€™โ€œesame di ammissioneโ€ per entrare in Paradiso verterร  su di unโ€™unica domanda: avremo dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, accoglienza agli immigrati, vestiti agli ignudi, cure agli ammalati, solidarietร  ai carcerati (Mt 25,31-46)?ย 

Non solo Cristo si identifica nei poveri, ma essi saranno i nostri giudici: saranno loro che ci accoglieranno o no nel Regno. Gesรน afferma: โ€œProcuratevi amici con la disonesta ricchezza, perchรฉโ€ฆ vi accolgano nelle dimore eterneโ€ (Lc 16,9).ย 

LA POVERTAโ€™, VOCAZIONE PER TUTTI

Ci si potrebbe chiedere se la chiamata alla povertร  sia per tutti, o solo per qualche categoria speciale di discepoli. Del brano del โ€œgiovane riccoโ€ (Mc 10,17-27) nacquero ben presto tra i cristiani varie interpretazioni: quella rigoristica delle Chiese siriache che poneva lโ€™abbandono dei beni come condizione imprescindibile per essere battezzati; quella ascetico-monastica, che parlava di questa Parola del Signore come di un โ€œconsiglioโ€ per i โ€œperfettiโ€; quella spiritualistica, che vede nel โ€œvendere tuttoโ€ lโ€™invito a sbarazzarsi delle passioni; quella personalistica, che legge lโ€™episodio come caso individuale del giovane ricco…ย 

Ma la lettura piรน ovvia รจ quella che considera la condivisione con i poveri come irrinunciabile conseguenza dellโ€™amore verso Dio e i fratelli (Lc 10,29-37). Tocca soprattutto a noi laici, che costituiamo la stragrande maggioranza dei discepoli del Signore, riflettere su questa chiamata, troppo a lungo relegata e predicata come esclusiva dei religiosi. Limitando lโ€™obbligo di condividere con i poveri ad alcune vocazioni specifiche, si รจ mutilata la Parola di Dio, e anzi noi cristiani occidentali siamo diventati i principali responsabili della miseria mondiale e dei perversi meccanismi economici che la determinano.ย 

Ma non basta commuoversi per i poveri. Bisogna sviluppare anche la capacitร  di cogliere le cause profonde della povertร , di riconoscere le radici strutturali dellโ€™ingiustizia, di unโ€™economia che bada solo al profitto e calpesta le persone. E occorre anche convertire concretamente il nostro stile di vita: condurre una vita piรน sobria, avere di meno, permettersi meno cose, vivere concretamente secondo canoni diversi dai correnti, che vedono la felicitร  nel possesso di tanti beni. E in tal senso diventare formatori delle nuove generazioni, e soprattutto dei nostri figli, educandoli alla solidarietร , alla mondialitร , allโ€™accoglienza, al servizio, alla frequentazione dei poveri e dei sofferenti.ย 

I POVERI CI EVANGELIZZANO

Se il regno di Dio รจ dei poveri (Lc 6,20), รจ alla loro scuola che dobbiamo metterci per potervi accedere: sono essi i nostri maestri per entrare in quella beatitudine che รจ โ€œloroโ€ (Lc 6,20). I poveri per i cristiani sono il sacramento vivente di Cristo, lโ€™icona oggi della sua Passione e della sua Croce. Sono i poveri che ci fanno incontrare Gesรน sulle strade della nostra vita (Mt 25,40).

Carlo Miglietta


Il commento alle letture di domenica 31 luglio 2022 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โ€œBuona Bibbia a tuttiโ€œ.