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Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 6 Aprile 2025

Contro il peccato, a favore dei peccatori

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Gesù, i Peccatori e la Misericordia

Il Cardinale Angelo Comastri, riflette sul Vangelo della donna adultera, sottolineando come Gesù si ponga dalla parte dei peccatori con amore e misericordia, non per giustificare il peccato, ma per offrire redenzione e la possibilità di ricominciare.

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L’amore di Dio è presentato come la forza suprema che vince il male, e l’episodio evangelico illustra come Gesù non approvi la condanna ipocrita, invitando invece alla consapevolezza della propria fragilità prima di giudicare gli altri. Il cardinale conclude esortando a guardare i peccatori con misericordia, comprendendo che il peccato porta infelicità e incoraggiando ad aiutarli nel loro percorso di conversione.

I temi principali che emergono dal commento del Cardinale Angelo Comastri sono i seguenti:

  • L’amore e la misericordia di Gesù verso i peccatori: Gesù è descritto come colui che sta dalla parte dei peccatori, con una vita che è stata un “fiume ininterrotto di bontà” e la sua morte in croce come il “vertice della bontà” e dell’amore. Viene sottolineato che Dio è “onnipotente nell’amore” e con l’amore vince la cattiveria. L’episodio evangelico della donna sorpresa in adulterio è utilizzato per illustrare come Gesù non condanni, ma desideri salvare, recuperare e ricostruire le persone. Gesù non approva il peccato, ma nemmeno la condanna ipocrita, e la sua risposta agli accusatori (“Chi è senza peccato…”) dimostra la sua misericordia e la sua capacità di guardare nei cuori.
  • La natura del peccato e la sua negatività: L’adulterio è definito un “tradimento dell’amore” perché l'”amore vero è fedele” come l’amore di Dio. Il peccato è presentato non come qualcosa di attraente che porta felicità, ma come un male che “fa male” e alla fine lascia “l’amaro in bocca e l’infelicità nel cuore”. Le testimonianze di Gabriele D’Annunzio e di André Gide vengono citate per rafforzare l’idea che il peccato porta angoscia e infelicità.
  • L’importanza del pentimento e della conversione: Gesù gioisce quando qualcuno “si lascia rialzare” e ricomincia una vita diversa. Si fa festa in cielo per un solo peccatore che si converte. Dio è felice di perdonare quando trova un cuore pentito e aperto al perdono; se manca il pentimento, la luce non entra. Gesù dice alla donna “d’ora in poi non peccare più”, indicando la necessità di un cambiamento di vita.
  • L’atteggiamento dei credenti verso i peccatori: I credenti sono chiamati a guardare i peccatori con “occhio di misericordia”, riconoscendo che sono “più sfortunati” e “più infelici” perché si allontanano da Dio. L’opera più bella che si possa fare è aiutare Dio a tirare fuori dal peccato coloro che si possono avvicinare e accompagnare all’incontro con la misericordia di Dio. Si sottolinea che dovremmo tendere la mano a chi è caduto per rialzarlo e restituirlo alla dignità.
  • La fedeltà di Dio: L’amore di Dio è descritto come “misericordioso e fedele”, e il matrimonio dovrebbe essere un “limpido specchio” di questo amore.

In sintesi, il discorso si concentra sull’amore incondizionato di Dio per i peccatori, pur condannando il peccato stesso, e sull’importanza del pentimento per ricevere la sua misericordia. Inoltre, esorta i credenti a imitare l’atteggiamento di Gesù, mostrando misericordia verso chi sbaglia e aiutandoli nel loro percorso di conversione.