SABATO SANTO – Una notte per cantare la luce.
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il Card. Comastri analizza il profondo significato spirituale del Sabato Santo, descrivendolo come il momento in cui la luce di Cristo sconfigge definitivamente le tenebre della morte sottolineando che la fede cristiana non è una semplice favola, ma una certezza fondata su fatti storici e testimonianze concrete che offrono all’umanità un nuovo orizzonte di speranza.
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Attraverso la celebrazione della Risurrezione, i fedeli sono invitati a superare le proprie paure e incertezze per abbracciare una vita rinnovata. Il cuore dell’esortazione risiede nel rinnovo delle promesse battesimali, che rappresentano un impegno formale a rifiutare il male e l’egoismo materiale. Scegliendo di seguire l’esempio di Gesù, il credente compie un passaggio spirituale verso la carità e la comunione, trasformando la propria esistenza in un cammino di luce.
Trascrizione del video
Una notte per cantare la luce. Esulti il coro degli angeli, gioisca la terra, gioisca la madre Chiesa: è l’invito che ci giunge in questa notte per strapparci la paura dal cuore e per liberarci l’anima dalla tristezza.
Perché tanta gioia? Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell’Egitto; questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato; questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.
Per noi cristiani, il senso di tutta la storia umana è proprio questa scintilla di vita: il Cristo risorto. La vita è attesa di una primavera garantita da un primo raggio di luce: il Cristo risorto. La nostra fede non è un ingenuo entusiasmo che raccoglie la prima favola raccontata, non è un’acritica adesione a ciò che l’ambiente religioso ci ha offerto. La nostra fede si accende davanti a fatti che costringono a riflettere seriamente e a testimonianze sigillate dal sangue; la nostra fede germoglia davanti a frutti che non possono nascere da una menzogna e a miracoli che danno piena garanzia di credibilità.
Per questo noi diciamo: «Cristo è risorto!». Nasce un nuovo futuro, un al di là, una vita più bella, una vita di risurrezione, perché Cristo è risorto. In questa notte ci stringiamo attorno a Lui, il Risorto, per unire la nostra debole luce allo splendore della Sua luce. In questa notte noi veniamo a portare le nostre incertezze davanti alla certezza della Risurrezione; in questa notte noi veniamo a deporre le nostre paure davanti alla Vita che ha vinto la morte.
Ci sentiamo legati a Cristo: siamo stati, infatti, battezzati in Cristo, siamo stati immersi nella Sua vita, nella Sua vicenda, nel Suo cammino. Il Battesimo è un grande dono, ma aspetta una risposta; il Battesimo è una splendida grazia, ma aspetta un’adesione; il Battesimo è un meraviglioso inizio, ma aspetta un cammino.
In questa notte noi rinnoviamo le promesse battesimali: promesse e impegni di risposta, di adesione, di cammino.
- Rinunciamo al peccato.
- Rinunciamo al materialismo di oggi, alla vita spesa egoisticamente e non per compiere il bene.
- Rinunciamo alle seduzioni del male: alla schiavitù del denaro e del sesso, alla violenza, alla vendetta, all’orgoglio, alla vanità, all’idolatria del benessere.
- Rinunciamo a Satana, seminatore di discordia, ingannatore delle coscienze attraverso l’opera di tante persone che diffondono il male e la menzogna.
Rinnoviamo la nostra fede in Dio Padre pieno di misericordia; in Gesù, Dio venuto in mezzo a noi, fratello, guida e inizio del mondo nuovo che verrà; nello Spirito Santo che ci fa Chiesa, ci fa popolo pieno di speranza, ci fa camminare nella comunione della carità. Gli impegni battesimali rinnovati in questa notte sono la nostra Pasqua: il nostro passaggio dalla morte alla vita, il nostro passo verso la Risurrezione.
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