Chiamati e inviati a portare Cristo nelle vie stanche di questo mondo
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร per la Cittร del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il commento del Card. Comastri fornisce una panoramica degli Apostoli Pietro e Paolo, evidenziando il loro ruolo cruciale nella diffusione del Cristianesimo. Viene narrata la trasformazione di Simone in Pietro, designato da Gesรน come la “pietra” su cui edificare la Chiesa, nonostante la sua natura umana e imperfetta, sottolineando la soliditร della missione garantita da Dio.
Parallelamente, racconta la conversione di Saulo, persecutore, in Paolo, ardente discepolo e missionario, che dedicรฒ la sua vita a testimoniare Cristo nonostante le immense difficoltร , inclusi naufragi, fustigazioni e lapidazioni. Il commento si conclude con un appello ai fedeli a emulare Pietro e Paolo nel portare Cristo in un mondo stanco, sottolineando l’urgenza e l’importanza della missione evangelizzatrice.
Trascrizione del video
“Santi Pietro e Paolo, apostoli chiamati e inviati a portare Cristo nelle vie stanche di questo mondo. Nell’anno 193 si convertรฌ al cristianesimo un giovane avvocato africano di nome V. Settimio Tertulliano. Con passione egli difese la religione cristiana di fronte agli attacchi della persecuzione romana. Famoso รจ il suo “Apologetico” e proprio in quest’opera si trova una celebre affermazione che dice cosรฌ: “Il sangue dei martiri รจ seme di nuovi cristiani”. ร vero, dove ci sono i martiri lรฌ esplode la vitalitร della Chiesa. La stessa Roma cristiana รจ nata dal sangue innocente e eloquente di tantissimi martiri e tra questi ci sono Pietro e Paolo.
Chi รจ Pietro? Il nome vero era Simone ed era un pescatore di Betsaida, lungo le rive del lago di Galilea. Fu suo fratello Andrea a parlargli di Gesรน. Simone volle subito conoscere Gesรน e quando si trovรฒ di fronte a lui provรฒ una grandissima emozione. Gli sembrรฒ di essere atteso e Gesรน sorprendentemente gli disse: “Tu sei Simone, ma d’ora in poi ti chiamerai Cefa”. Cefa vuol dire pietra. Sicuramente Simone si sarร chiesto: “Perchรฉ mi ha cambiato il nome? Perchรฉ mi devo chiamare Pietro?”. E la spiegazione venne puntuale quando nei pressi di Cesarea di Filippo Gesรน disse a Simone: “Tu sei pietra e su questa pietra io edificherรฒ la mia Chiesa”. Eppure Simone era tutt’altro che una pietra: era impulsivo, era fluttuante, era debole. Ma Gesรน ha voluto che proprio lui fosse la pietra per ricordare a tutti che รจ Dio a garantire la soliditร della missione di Pietro, Dio non gli uomini.
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Questo fatto รจ sorprendente. Chissร come si sentรฌ toccato nel cuore Simon Pietro quando dopo la risurrezione Gesรน lo raggiunse lungo le rive del lago di Galilea. Lo sciacquio del lago commentava la scena e la rendeva indimenticabile. Gesรน per tre volte domandรฒ: “Simone di Giovanni, mi ami veramente?”. Simone capรฌ l’allusione e consegnรฒ il suo cuore a Gesรน e gli disse con umiltร : “Signore, tu sai tutto, tu sai che io ti amo”. E Gesรน di rimando pronunciรฒ queste impegnative parole: “Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle”. Pietro pertanto, per volontร di Gesรน, รจ il servo dell’unitร della Chiesa, รจ il garante della comunione ecclesiale, รจ il punto sicuro di riferimento per tutta la comunitร dei discepoli. Ringraziamo il Signore per questo dono che si ripete in ogni Papa. A lui va il nostro affetto, la nostra gratitudine, il nostro augurio affettuoso, la nostra obbedienza filiale per essere una cosa sola come vuole Gesรน.
E accanto a Pietro c’รจ Paolo, il persecutore di Cristo diventato innamorato di Cristo. Paolo nacque a Tarso in Cilicia, nell’attuale Turchia. Nacque nei primi anni dell’era cristiana ed ebbe il nome ebraico di Saulo e quello latino di Paolo. I suoi genitori erano dediti al commercio dei tessuti e alla confezione di tende. Erano rigorosamente osservanti delle tradizioni giudaiche e avevano trasmesso al figlio il proprio fervore religioso. Paolo stesso dirร : “Io sono ebreo nato da ebrei, fariseo quanto alla legge, quanto a zelo persecutore della Chiesa”. Ma improvvisamente tutto cambiรฒ.
Un giorno dell’anno 36 d.C. Paolo stava andando a Damasco per arrestare tutti i Giudei convertiti al cristianesimo. Ma sulla via di Damasco accadde qualcosa di imprevedibile: Gesรน stesso apparve a Paolo e lo inchiodรฒ con una domanda: “Saulo, Saulo, perchรฉ mi perseguiti?”. Saulo ebbe la forza di replicare: “Chi sei o Signore?”. E Gesรน rispose: “Io sono Gesรน che tu perseguiti”. Questo incontro cambiรฒ la vita di Paolo. Quando cadde dal cavallo era persecutore di Cristo, quando si alzรฒ era discepolo di Cristo pronto a dare la vita per lui. Infatti dall’incontro di Damasco in poi la vita di Paolo fu una appassionata testimonianza che Cristo รจ vero, รจ vivo, Cristo รจ il senso e la speranza della vita umana.
“Nessuna difficoltร ,” affermรฒ Paolo, “egli stesso dirร : “Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i 39 colpi della flagellazione, tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balia delle onde””. Tanti ostacoli incontrรฒ Paolo ma niente lo fermรฒ nella sua corsa missionaria.
Noi oggi siamo missionari di Cristo. Nella nostra famiglia si sente la sua presenza e si vede nei nostri volti la luce del suo Vangelo. Dove lavoriamo ci facciamo riconoscere come discepoli di Gesรน senza arroganza, ma anche senza paura e senza finzione. Fรซdor Dostoevskij, scrivendo all’amico Nikolay Strakov nel maggio 1871, con luciditร scriveva: “L’Occidente agonizza, muore perchรฉ ha perduto Cristo”. Noi siamo chiamati e inviati a portare Cristo nelle vie stanche di questo mondo. Svegliamoci e partiamo nuovamente per la missione. Partiamo oggi, non domani, domani รจ troppo tardi. Partiamo missionari come Pietro e come Paolo.”
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