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Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 22 Dicembre 2024

Quarta Domenica di Avvento – Dio si trova nella vita e non nelle idee

Omelia a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Il commento del Card. Comastri è una riflessione sulla nascita di Cristo, utilizzando il Natale come metafora dell’umiltà e della ricerca di Dio. Sottolinea come la scelta di Betlemme, luogo insignificante, evidenzia la preferenza divina per l’umiltà rispetto alla presunzione. Attraverso esempi di figure storiche, illustra come la fede autentica, caratterizzata da umiltà e ricerca sincera, porta all’incontro con Dio, mentre l’orgoglio e la presunzione impediscono tale incontro. Infine, celebra la fede umile di Maria come modello di apertura alla grazia divina.

“Sia lodato Gesù Cristo”

Questo commento, della quarta domenica di Avvento, si concentra sul significato profondo del Natale e sulla via per incontrare Dio. Il predicatore utilizza diverse figure e storie per illustrare il suo messaggio, centrato sull’umiltà e la semplicità come vie privilegiate per raggiungere la fede.

Temi principali:

  • Cristo come presenza innegabile: Fin dall’inizio, il predicatore afferma la figura di Cristo come un “meteorite caduto inspiegabilmente in mezzo agli uomini”. (“molti vorrebbero sbarazzarsi di lui ma non ci riescono”). La sua esistenza, seppur combattuta, è innegabile e rappresenta un “fatto umanamente inspiegabile”.
  • La grandezza di Dio nella piccolezza: La nascita di Gesù a Betlemme, “il più piccolo dei capoluoghi di Giudea”, è indicativa dello “stile di Dio”. Dio sceglie la piccolezza, la fragilità, per manifestarsi. “Dio sceglie Betlemme perché Betlemme non ha valore, Betlemme non conta”.
  • L’umiltà come via per incontrare Dio: Il sermone sottolinea come l’orgoglio e la presunzione allontanino da Dio. Solo chi si riconosce fragile e umile può “sperimenterà la pace dell’incontro con Dio”. Vengono citati esempi come Augusto Guerriero (“Ho cercato ma non ho trovato”) e Simone de Beauvoir per dimostrare come la ricerca intellettuale e arrogante non conduca alla fede.
  • La forza della fede e la spinta alla carità: Maria, esempio di fede semplice e umile (“Beata te perché hai creduto”), diventa modello per i credenti. La vera fede, come quella di Maria, spinge alla carità e alla condivisione.
  • Betlemme come simbolo: Betlemme non è solo un luogo geografico, ma un simbolo dell’umiltà e della povertà di spirito necessarie per avvicinarsi a Dio. Lo scrittore russo Aleksandr Solzhenitsyn viene citato per sottolineare come “la paglia del lager aveva lo stesso profumo della Paglia di betleem”. Anche Malcolm Muggeridge, giornalista che trovò la fede a Calcutta a contatto con Madre Teresa, dimostra come la “strada povera” conduca a Cristo.

Conclusione:

Il commento si conclude con un invito a ricordare il vero significato del Natale, non solo come festa consumistica, ma come momento per riscoprire la semplicità e l’umiltà come vie per incontrare Dio. “Questo è il Vangelo, il resto è commento”.

Punti importanti:

  • L’utilizzo di figure retoriche e storie per rendere il messaggio più accessibile.
  • La forte enfasi sull’umiltà e la semplicità come valori fondamentali.
  • Il richiamo all’importanza della carità come conseguenza della vera fede.
  • Il Natale come occasione per riflettere sul vero significato della vita e della fede.

Citazioni significative:

  • “Cristo si impone perché è un fatto innegabile e umanamente inspiegabile.”
  • “Dio sceglie Betlemme perché Betlemme non ha valore, Betlemme non conta.”
  • “L’umiltà è la condizione indispensabile per poter incontrare Dio.”
  • “Beata te perché hai creduto.”
  • “Questo è il Vangelo, il resto è commento.”