Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2025

Domenica 20 Luglio 2025 - XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,38-42

Data:

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รˆ efficiente non chi fa tanto, ma chi fa con Dio

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร  per la Cittร  del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Link al video

Il potere della Preghiera: vivere con la presenza di Dio

Il Cardinale Angelo Comastri enfatizza l’importanza della preghiera come fondamento dell’efficienza e della gioia nella vita. Attraverso l’esempio del Cardinale Franรงois-Xavier Nguyแป…n Vฤƒn Thuแบญn, imprigionato per la sua fede, Comastri illustra come la preghiera sia la chiave per resistere alle difficoltร  e mantenere una visione lucida.

Il discorso contrappone l’affanno e l’ansia, sintomi di poca fede, alla fiducia in Dio, che rende fruttuosa ogni azione. Viene sottolineato come una vita interiore debole porti a risultati nulli, anche con molto zelo, e come la vera preghiera, fatta con fede, possa spostare le “montagne” delle situazioni difficili. In conclusione, l’oratore esorta a imparare a pregare, riconoscendo che con Dio nulla รจ impossibile e che l’unione con Lui รจ la fonte della vera forza.

Trascrizione del video

Sia lodato Gesรน Cristo. Il 15 agosto del 1975, proprio nel giorno dell’Assunzione di Maria al cielo, venne imprigionato l’allora arcivescovo di Saigon, Cardinale Francesco Saverio Van Thuรขn. Per quale colpa? Perchรฉ credeva in Gesรน. Soltanto per questo. Rimase in carcere fino al 21 novembre 1988: 13 lunghi anni di carcere duro, con periodi di lavoro forzato.

Ho avuto l’emozione di incontrare piรน volte il Cardinale Van Thuรขn. Mi sono permesso di chiedergli: “Ma come ha fatto a resistere?”. Ricordo ancora i suoi occhi sereni che mi scrutavano e poi, immediata, la sua risposta: “Come ho fatto a resistere? รˆ semplice: pregando”. Forse la nostra preghiera รจ troppo distratta, รจ meccanica, รจ sostenuta da una fede debole, รจ quasi spenta e per questo non riusciamo a capire la potenza della preghiera.

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Martin Buber, un grande pensatore, ha fatto questa acuta osservazione: “Molti non lo sanno, ma tutto si trova dove ci si trova. Basta avere lo sguardo limpido per vederlo”. รˆ la preghiera che dร  lo sguardo limpido, lo sguardo che permette di leggere la vita in profonditร  e permette di vedere la luce divina che si nasconde in ogni momento della nostra giornata. Soltanto cosรฌ si gusta la vita e quasi si sente il respiro di Dio che ci sta accanto.

La nostra epoca purtroppo รจ un’epoca di scarsa preghiera. Per questo motivo tutti corrono e sentono il bisogno di evadere e quasi di scappare. Ma perchรฉ scappano? Scappano perchรฉ la gente sta male dentro e sta male dentro perchรฉ รจ vuota, perchรฉ รจ staccata da Dio, che รจ l’unico che dร  senso alla vita e gioia alla vita.

Il Vangelo di oggi ci ricorda questa fondamentale veritร  e ne abbiamo tanto bisogno. Tutti seguiamo il racconto del Vangelo: Gesรน รจ ospite di una famiglia. Notate innanzitutto che Gesรน ama la casa, ama la famiglia, perchรฉ la famiglia รจ uno specchio di Dio, รจ il riflesso dell’abbraccio felice delle divine persone. Basterebbe riportare la luce di Dio dentro le case, non ci sarebbe piรน bisogno di evadere, di scappare. Le persone starebbero bene insieme, come accadeva un tempo in case povere, ma piene di Dio.

Seguiamo Gesรน. Che cosa accade nella casa di Betania? Una scena umanamente spiegabilissima: Marta si affatica a preparare perchรฉ vuole offrire un’ospitalitร  dignitosa a Gesรน e agli apostoli, i quali, essendo uomini di fatica, forse avevano anche un buon appetito. Maria, la sorella, invece, dimentica tutto e, come incantata, si ferma ad ascoltare Gesรน e non vuole perdere neppure una parola. Niente di strano: due caratteri diversi hanno un comportamento diverso.

Gesรน perรฒ ne approfitta per sollevare un problema grande e per dare una risposta tanto importante. Gesรน domanda: “Marta, ma perchรฉ ti affatichi per tante cose?” E aggiunge: “Una sola cosa รจ necessaria“. Che cosa? Che cosa vuol dire Gesรน? Certamente non vuole condannare l’impegno di Marta. Anzi, Gesรน รจ venuto per scuotere la pigrizia e per ricordarci che la vita รจ un dono da donare, รจ un talento da spendere.

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Che cosa condanna allora Gesรน? Gesรน condanna l’affanno, l’ansia, la preoccupazione. L’affanno รจ un segno di poca fede, รจ un segno che non siamo totalmente appoggiati al Signore, ma abbiamo un piede sulla sabbia, sulla sabbia mobile del nostro orgoglio. Lo scrittore Luigi Santucci ci ha lasciato una breve, ma bellissima parabola che dice cosรฌ: “Sentite, un giorno la paura venne a bussare alla mia porta, ma la fede andรฒ ad aprire la porta. La paura non c’era piรน, era scappata.” La fede scaccia la paura.

Eccoci allora alla seconda parte del richiamo di Gesรน: “Una sola cosa รจ necessaria. Maria… Maria si รจ scelta la parte migliore, che non le sarร  tolta.” Saremo tentati di dire: “Ma, o Signore, allora dobbiamo stare sempre a pregare?”. No, non รจ questo il senso delle parole di Gesรน. Gesรน non vuole stabilire un dilemma: o pregare o agire. Gesรน vuole ricordarci qual รจ la condizione che rende efficace il nostro agire: una sola cosa รจ necessaria, pertanto รจ efficiente non chi si affanna a correre da una parte all’altra, ma chi agisce unito a Dio.

Non dimentichiamo le parole chiarissime di Gesรน: “Io sono la vite, voi i tralci.” Qual รจ la conseguenza? Se il tralcio non rimane unito alla vite, si secca e non porta alcun frutto. Carlo Carretto, agli inizi del secolo scorso, circondato dal silenzio del deserto, cosรฌ scriveva: “Se la vita interiore รจ nulla, per quanto si abbia zelo e buone intenzioni e anche tanto lavoro, i frutti sono nulli, se la vita interiore รจ nulla.” Aveva perfettamente ragione. Molte nostre azioni, molti nostri gesti, molti semi che gettiamo non portano frutto perchรฉ non sono annaffiati dalla preghiera, della preghiera vera, della preghiera fatta con fede.

Un giorno Gesรน disse: “Se aveste una fede grande come un granello di senapa, voi potreste dire a questo monte: ‘Spostati, spostati da qui, vai di lร ’, e il monte si sposterebbe.” Che cosa? Che cosa sono i monti di cui parla Gesรน? Sono le situazioni difficili, le situazioni che sembrano montagne insormontabili. Gesรน dice: “Molti monti non si spostano”, cioรจ molte situazioni non cambiano, “perchรฉ la nostra fede รจ piรน piccola di un granellino di senapa e allora la montagna resta ferma perchรฉ noi siamo staccati da Dio”.

Sรธren Kierkegaard, un pensatore cristiano della Danimarca, ha osservato: “Il punto di Archimede fuori dal mondo รจ una cella di preghiera, dove un orante prega con tutta la sinceritร  del cuore. Costui muoverร  la terra, se esistesse al mondo un simile orante.” รˆ incredibile quel che potrebbe fare quando si ritira nella sua cella a pregare. La stessa cosa si potrebbe dire di ciascuno di noi: รจ inimmaginabile quel che potremmo fare se credessimo nella preghiera e se pregassimo veramente. Infatti, quando preghiamo la nostra debolezza si salda con l’onnipotenza di Dio. Proprio cosรฌ, e con Dio nulla รจ impossibile.

Aveva ragione San Giovanni Bosco quando disse: “Quando io sono con Dio, siamo la maggioranza.” Bello! I santi lo capiscono e per questo sono persone di intensa preghiera, sempre. Giorgio La Pira, santo sindaco di Firenze, uomo di fede ardente, quando aveva davanti a sรฉ una giornata di intenso lavoro esclamava: “Oggi abbiamo tanto da fare, allora raddoppiamo la preghiera!” E cosรฌ riusciva a risolvere tanti problemi.

Pensate quanto furono onesti gli apostoli quando un giorno, con disarmante semplicitร  e umiltร , dissero a Gesรน: “Signore, insegnaci a pregare!” Facciamo nostra questa invocazione con tutta la sinceritร  del nostro cuore. Dio รจ buono ed รจ pronto a ricominciare il cammino prendendoci per mano oggi stesso. Diciamogli con tanta umiltร : “Signore, insegnaci a pregare!” Se ci mettiamo in ascolto, Dio ci insegna come si prega. Sia lodato Gesรน Cristo.

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