Battezzati in Cristo
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
L’Umiltà del Giordano: La Via della Misericordia Divina
Il video presenta una riflessione del Cardinale Angelo Comastri incentrata sul significato profondo del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano. L’autore mette in luce il contrasto tra l’aspettativa umana di un Dio potente e la realtà di un Messia umile che sceglie di mettersi in fila con i peccatori.
Attraverso questo gesto, Cristo rivela che la giustizia divina non si attua tramite il dominio, ma attraverso una misericordia sconfinata e il sacrificio dell’amore. Il discorso esorta i fedeli a non giudicare il prossimo, ma a praticare un’onesta introspezione per riconoscere le proprie fragilità.
Seguire questo cammino di mitezza e santità permette alla Chiesa e ai credenti di trasformare il mondo, proprio come testimoniato dall’esempio di Madre Teresa di Calcutta. In conclusione, la vera vittoria cristiana risiede nell’abbracciare la croce e nell’iniziare il cambiamento partendo dal proprio cuore.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesù Cristo. È la festa del battesimo di Gesù; il Vangelo oggi presenta ancora una volta la fatica del cammino di fede fatto da Giovanni il Battista, il cammino e la fatica per accogliere il Messia umile e mite. Entriamo nel fatto presentato dal Vangelo e mettiamoci in umile disponibilità: Gesù va al Giordano dove Giovanni sta predicando e battezzando, ricordando a tutti la triste verità del peccato e invitando con grande forza: “Già la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco”.
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Egli dice cose giustissime, ma il modo è un po’ aspro e violento. Il comportamento di Giovanni parte certamente da un cuore retto; per questo Gesù si presenta a lui in un modo tale da rivelargli qual è la strada che Dio predilige. Così accade anche per noi: Dio ci parla con dolcezza attraverso esempi e situazioni e, soprattutto, ci parla attraverso la continua proposta della vita di Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo. Ci parla attraverso di lui per aiutarci ad essere uomini secondo il cuore di Dio.,
Una cosa è certa: a Betlemme Dio sceglie l’umiltà e tutta la vita del Messia sarà umile. Come dice Isaia, il servo di Yahvè non spezza la canna inclinata e non spegne il lucignolo fumigante. Per questo Gesù si mette in fila con i peccatori e si presenta così agli occhi di Giovanni: Dio accanto ai peccatori, Dio giusto in mezzo a tanti ingiusti. Giovanni si oppone a questo comportamento di Gesù; vuole che Dio vinca sempre, che Dio sia forte, che sia sempre in alto e lontano dai peccatori. Vorrebbe imporre a Dio il suo modo di pensare Dio, ma Gesù risponde a Giovanni e a tutti noi: “Lascia fare, perché conviene che si adempia ogni giustizia“.
Adempiere ogni giustizia significa sottometterci alla volontà di Dio, che non è una volontà di sterminio ma di salvezza, non di dominio ma di amore. Il comportamento di Gesù ci rivela la misericordia sconfinata di Dio. Questo, evidentemente, non significa che Dio si rassegni a perdere, tutt’altro; significa soltanto che la via del trionfo di Dio è ben diversa da quella che gli uomini scelgono per i loro effimeri trionfi., Dio segue un’altra strada: Dio vince, ma solo quando l’amore trionfa. La croce, da questo punto di vista, è la massima vittoria di Dio perché è la vetta dell’amore di Cristo per l’umanità e in mezzo all’umanità.
È bello tutto questo, ma è duro per noi; per questo, per entrare in comunione con Dio, occorre la fede. Lo si capisce sempre di più seguendo Gesù e meditando le sue scelte. Una conseguenza immediata oggi è che la Chiesa vince dove soffre, dove è perseguitata, dove porta la croce, perché lì la Chiesa ama di più. Non dimentichiamolo: quando vennero uccise due suore di Madre Teresa nello Yemen, tutti dissero: “Porti via le suore, Madre”, ma lei rispose: “Lì c’è odio, lì c’è più bisogno di amore; lì resteremo perché l’amore vince così“.
Nel gesto di Gesù che si mette in fila con i peccatori c’è anche un preciso invito rivolto a tutti noi: un invito a riconoscerci peccatori bisognosi di perdono, chiamati a continua conversione., Infatti, Gesù da una parte rivela il volto di Dio che è misericordia, dall’altra parte però rivela il volto dell’uomo: l’uomo è peccatore. L’umiltà e il pentimento sono le uniche possibilità che restano all’uomo per incrociare la strada di Dio. È decisivo accogliere questa lezione: spesso è facile denunciare i peccati del mondo, però non sempre vediamo i nostri. È facile additare le cose che non vanno negli altri, ma è difficile mettere in discussione le nostre cattiverie.
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Eppure, possiamo cambiare il mondo soltanto partendo da noi stessi. Quante volte sulla bocca di Madre Teresa ho sentito queste parole: “Comincia tu, comincia tu, cominciamo noi, non aspettiamo gli altri“. Per questo motivo Gesù ci invita a partire sempre da noi: dobbiamo rintracciare il male annidato non nella casa del vicino, bensì nelle pieghe del nostro cuore e della nostra vita. Non serve a niente essere insoddisfatti degli altri; è decisivo essere insoddisfatti di noi per metterci in cammino verso il Giordano cercando la purificazione e il cambiamento.,
Nell’umile scena del Giordano avviene un grande miracolo, simile a quello che avvenne nella grotta di Betlemme: sulla povertà e sulla mitezza di Gesù si apre il cielo e il Padre e lo Spirito Santo gioiscono, riconoscendo in Gesù il volto di Dio. Noi siamo stati battezzati per vivere la vita stessa di Cristo. Se seguiamo il Maestro mite ed umile, anche sopra di noi si aprirà il cielo e Dio gioirà riconoscendosi nella nostra vita. È il miracolo dei santi, verso i quali la gente corre attratta da una novità e da un fascino che non è più umano. Questo miracolo possiamo farlo tutti, ed è il miracolo che Dio ci chiede e che gli uomini aspettano da noi cristiani, oggi più che mai. Sì, la gente aspetta la santità e davanti ai santi è ancora disposta ad inginocchiarsi. Sia lodato Gesù Cristo.
