Noi siamo il popolo delle Beatitudini
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il Popolo delle Beatitudini e la Gioia di Cristo
Il discorso della montagna presenta una novità radicale: la vera gioia spirituale nasce dalla fede e non dal benessere materiale. Le beatitudini invitano a una povertà interiore che rifiuta il potere, permettendo alla grazia di Dio di operare attraverso l’umiltà e la pace.
Trascrizione del video
Il Discorso della Montagna: Una Novità Sensazionale
Sia lodato Gesù Cristo. Quarta domenica per annum. Noi siamo il popolo delle beatitudini. Il discorso della montagna resta la più sensazionale novità della storia del mondo. In queste parole c’è davvero la proposta di un modo nuovo di pensare, di essere e di vivere. Per noi credenti, questo discorso indica la direzione della nostra continua conversione; per i non credenti, è un enigma e, nello stesso tempo, una sfida.
Le parole di Cristo suscitano ancora stupore e non riescono ad invecchiare. Il discorso della montagna oggi Gesù lo riconsegna alla Chiesa e lo pronuncia qui, oggi, per noi. “Beati” è la prima parola: un’assicurazione a colui che cerca la giusta gioia e la vera felicità.
Fede e Gioia: Un Binomio Indissolubile
Gesù dice: “State attenti, io sono venuto per darvi la gioia; sono venuto per invitarvi a nozze e non per cantare un mesto funerale”. Se la fede non dà contentezza, evidentemente non c’è, oppure è debole, fluttuante, incerta. Se portiamo e diffondiamo tristezza, è da rivedere tutta la nostra vita cristiana, perché fede e gioia si cercano e si muovono insieme.
- Pubblicità -
- Madre Teresa di Calcutta: Ciò che più colpiva era la continua serenità del suo volto. Diceva: “La nostra gioia è il mezzo migliore per predicare il Vangelo”.
- George Bernanos: Scrisse che la Chiesa possiede la gioia per sanare tutte le tristezze umane.
- Federico Nietzsche: Esclamò con rabbia che, per fargli credere al loro Dio, i cristiani avrebbero dovuto cantare canti migliori e avere un’aria più contenta.
Se la nostra vita resta serena nelle prove, noi siamo un argomento a favore di Dio; ma se resta inquieta e malinconica, siamo un problema in più per il Dio della gioia.
La Differenza tra Piacere e Gioia Spirituale
Gesù continua: “Beati i poveri nello spirito, beati gli afflitti, beati i miti”. La proposta di Cristo è diversa da quella di chi risolve tutto nel benessere o nel divertimento, che sfiora solo la pelle ma non riempie il cuore.
- Il mondo propone il piacere.
- Dio propone la gioia spirituale, frutto dell’amore.
Chi sono i “Poveri nello Spirito”?
La povertà evangelica non è semplicemente una condizione economica, ma un atteggiamento dell’animo. I poveri nello spirito sono coloro che:
- Non puntano sul denaro, sul potere o sul successo.
- Hanno rotto con l’idolatria del possesso.
- Sentono una profonda inquietudine che li spinge a cercare Dio.
- Si appoggiano sulla Roccia che è Dio.
Esempi di questa luce interiore sono Carlo de Foucauld e Benedetta Bianchi Porro, la quale, pur nella malattia e nella cecità, morì dicendo “grazie”.
La Grandezza dei Piccoli
L’ultima beatitudine riguarda la persecuzione: “Beati voi quando vi insulteranno… per causa mia”. Chi vive il Vangelo deve aspettarsi lo scherno, perché chi vive nelle tenebre odia la luce. Tuttavia, la Chiesa è tanto più grande e luminosa quanto più rinuncia alle sicurezze umane.
- Pubblicità -
Dio fa cose grandi con i piccoli:
- Abramo: Un oscuro nomade diventa padre di una moltitudine.
- Mosè: Un balbuziente diventa il liberatore di Israele.
- Maria: Una ragazza sconosciuta diventa la benedetta fra tutte le donne.
- Santi moderni: Il Curato d’Ars, San Leopoldo Mandic, Don Orione e Padre Pio erano “niente” per il mondo, ma portatori di una grandezza divina.
Conclusione
La lezione di Dio è chiara: non vinceremo con l’intelligenza o con i mezzi umani. Vinceremo il male se saremo poveri e umili, perché allora Dio vincerà in noi e attraverso di noi.
Sia lodato Gesù Cristo.
