Brevi commenti alle letture della Messa del 28 Aprile 2019 – Servizio della Parola

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Gesรน Cristo, il Primo e lโ€™Ultimo. Ogni venuta del Signore risorto nella nostra vita e ogni sua manifestazione alla Chiesa sono fondamento di senso nel presente e anticipazione della gioia futura, una gioia che anche nellโ€™oggi cancella la paura e rende credibile la testimonianza.

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Nella Pasqua di risurrezione Gesรน rappresenta per lโ€™umanitร  lโ€™anticipo della venuta finale del Figlio dellโ€™uomo nellโ€™ultimo giorno. Per questo viene riconosciuto dai credenti in lui come il principio e la fine della storia, il senso dellโ€™esistenza personale e comunitaria. Il Risorto รจ capace di raggiungere la sua comunitร  anche quando essa vive rinchiusa in se stessa, come i discepoli di cui parla il vangelo odierno, quando vinti dalla paura tendono a mettersi sulla difensiva. Ponendosi in mezzo a loro, Gesรน ridona speranza e apre alla vita.

Nel vangelo Gesรน, che appare ai discepoli e a Tommaso, mostrando loro i segni dellโ€™amore li riconcilia con lo scandalo della croce. Essi superano allora la paura e lโ€™isolamento, pronti alla missione e ad una visione della vita dal respiro e dagli orizzonti piรน vasti.

La prima lettura aggiunge alla gioia pasquale la dimensione comunitaria della vita della prima chiesa: la comunitร  dei credenti attrae altri alla fede, ma deve continuare a vivere allโ€™ombra della croce, poichรฉ non mancheranno battute dโ€™arresto, ostacoli e persecuzioni lungo tutta la sua storia.

Anche la seconda lettura richiama lโ€™attenzione sulla presenza del Risorto: egli si rende presente in mezzo alle sue chiese per esortarle alla fedeltร  evangelica attraverso la sua Parola, cosรฌ che sappiano leggere sempre la loro storia alla luce della risurrezione.

Fonte: Servizio della Parola

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