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BOSE: Meditazione di Avvento – 22 dicembre 2015

Data:

Lc 1,46-56 (Lezionario feriale di Bose)
46Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
50di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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“Una luce brilla nella tenebra”.
Un canto luminoso risuona nel silenzio buio dei tempi.
Anche Zaccaria, il sacerdote, mediatore tra il popolo e Dio, è diventato muto. Non c’era dunque nessuna Parola da Dio per questi tempi duri: occupazione militare dall’impero e terrorismo dei Zeloti… Eppure,
“L’anima mia magnifica il Signore”, canta Maria.
Chi è questa Maria?
Una giovane donna sedotta da una parola intima che le cresce nel cuore, pregnante e folle come la visita di un angelo, la visita del Verbo… nel silenzio luminoso di un cuore aperto, in ascolto.
“Lo Spirito Santo scenderà su di tè …”.
Chi è Maria?
Un’esultanza, fremito di liberazione: “Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”.
Una donna liberata. Ha accolto il suo salvatore. E figlia del suo popolo, un popolo la cui pochezza e sofferenza sono state conosciute da Dio e perciò si é incamminato verso la libertà, forte della sola salvezza di un Dio che libera.
Maria riconosce il suo Dio, sì, è Lui che abbraccia tutto quello che è, tutto.
Ci sentiamo anche noi un tutto eppure a volte anche un niente o quasi, e Dio ci libera e del tutto e del niente, avvolgendoci tutto e tutti.
Maria si sente accolta nel suo tutto e nel suo niente, così accede all’umiltà, l’umiltà di chi desidera essere spossessato da sé nello slancio gioioso della libertà.
“Non temere” le aveva detto l’angelo, e lei gli ha dato fede e non ha più paura. Certo è incinta senza marito e per questo misfatto rischia la lapidazione, ma è stata salvata da se stessa, dalla preoccupazione di sé, perché il suo niente è assunto in Dio e il suo tutto è al Suo servizio:
“Ha guardato l’umiltà della sua serva”.
[ads2]Da giovane donna libera – legata ormai a Dio, si proietta nel futuro Suo, il futuro di oggi già e quello di domani, un domani per sempre: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”, ma perché? Perché ormai il suo progetto di vita sposa quello del suo salvatore.
“Che la tua volontà sia fatta”. Che lo Spirito di Dio, accolto, fecondi la carne umana, come?
Assumendola. Un bambino, carne della nostra carne, verrà alla luce.
Ecco la potenza di Dio che spiega il suo braccio: abbraccia Maria e le chiede accoglienza. “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”.
Ecco la giustizia di Dio che “rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili”,
Maria è profeta.
Si, l’Umile, il figlio suo, sarà innalzato, ma dalle mani dei potenti, su una croce.
Impotenza di Dio?
Non-violenza di Dio. Apre le braccia sul mondo anche per i superbi e i ricchi.
Sì, Egli ci ama, così come siamo, nelle nostre ingiustizie, violenze e assurdità, lo crediamo?
Maria lo sa, con la sola fede, e anche noi con lei, solo l’amore incondizionato è misericordia.
Solo la misericordia apre in noi lo spazio per l’accoglienza dell’Umile, Figlio dell’Onnipotente che fa grandi cose.
Sì, è fedele, ha fede in noi.
Nei giorni bui ricordiamoci della gioia di Maria per aprirci alla fede in Colui che viene, sempre.
Ci trovi vigilante nella preghiera di ascolto e gioiosi nel canto di lode!
Marana tha, vieni Signore Gesù!

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Sorella Sylvie della comunità monastica di Bose

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