“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto”. Non è il diavolo a portarlo lì, ma lo Spirito. Il deserto non è una trappola: è uno spazio di verità. È il luogo dove cadono le maschere, dove non possiamo più distrarci.
Il deserto non è fuga dal mondo come fu in passato per i monaci ma attraversamento critico del mondo.
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È il tempo in cui impariamo a distinguere tra bisogni autentici e bisogni indotti. Oggi il “deserto” può essere il silenzio, la terapia, una crisi personale, un momento di fallimento che ci costringe a rivedere le nostre priorità.
Psicologicamente, il deserto è lo spazio dell’integrazione dell’ombra: incontriamo le nostre fragilità, le nostre paure, il bisogno di approvazione. Non per negarli, ma per riconoscerli.
La fame di Gesù è reale. Il tentatore non propone qualcosa di assurdo: propone di usare il potere per soddisfare un bisogno immediato.
Questa è la tentazione del ridurre la vita al consumo. “Se sei Figlio di Dio…”: cioè, dimostralo producendo, performando, risolvendo. È la logica della prestazione.
Gesù risponde: “Non di solo pane vivrà l’uomo”. Non disprezza il pane, ma rifiuta di ridurre l’umano alla sola dimensione materiale. In una società che misura il valore in termini di produttività, questa è una parola liberante.
Papa Francesco ha spesso ricordato che “l’economia deve servire l’uomo, non governarlo”. Questa tentazione riguarda anche le strutture sociali: quando il pane diventa l’unico criterio, perdiamo la dignità, la relazione, la giustizia.
A livello personale è la tentazione di anestetizzare il vuoto con cibo, lavoro, social, successo. La crescita avviene quando impariamo a stare nella fame senza riempirla subito.
Il diavolo cita la Scrittura, è la tentazione spirituale di usare Dio per confermare se stessi. “Buttati, così tutti vedranno”.
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È il bisogno di visibilità, di essere speciali, di ricevere conferme continue. Anche nella vita spirituale possiamo cercare esperienze forti, segni straordinari, riconoscimenti.
Gesù risponde: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. È un rifiuto della manipolazione religiosa.
Teresa d’Avila scriveva che l’umiltà è camminare nella verità. Non è disprezzarsi, ma non inventarsi un personaggio spirituale. La maturità spirituale non cerca effetti speciali: accetta di essere ordinaria.
Psicologicamente, questa è la tentazione del narcisismo spirituale: usare la fede per sentirsi superiori o protetti da tutto. La fede adulta, invece, accetta la vulnerabilità.
“Tutto questo ti darò… se mi adorerai”. È la tentazione del dominio. Non solo politico, ma relazionale: controllare, possedere, imporsi.
Gesù rifiuta un messianismo di potere. Non sceglie la via del controllo, ma quella della fedeltà. In una chiave progressista, questo testo smaschera ogni alleanza tra fede e potere oppressivo. La religione non è chiamata a dominare i regni del mondo, ma a servirli criticamente.
Papa Francesco parla spesso della “cultura dello scarto”: il potere che schiaccia i deboli è idolatria. Adorare Dio significa rifiutare idoli come successo, controllo, supremazia.
A livello personale, questa tentazione è la voglia di avere sempre ragione, di vincere, di piegare gli altri alla propria visione. Crescere significa imparare a non possedere tutto, a non controllare tutto.
Il male non sparisce per magia: si allontana quando smettiamo di dialogare con le sue logiche. Gesù non discute all’infinito, non negozia. Risponde con una parola radicata.
La Quaresima allora non è un tempo moralista, ma un tempo di chiarificazione interiore:
Cosa mi nutre davvero?
Ho bisogno di dimostrare qualcosa?
Dove sto cercando potere o controllo?
Il deserto non è sterile: “gli angeli lo servivano”. Quando attraversiamo con onestà le nostre tentazioni, emergono nuove energie interiori. In termini psicologici, potremmo dire che l’Io si rafforza non negando i desideri, ma orientandoli.
Come scriveva Teresa d’Avila, Dio non si trova fuggendo dall’umanità, ma entrando in profondità in essa. E come ricorda Papa Francesco, la fede autentica non è rigida né ossessionata dalla norma, ma capace di misericordia e discernimento.
La Quaresima diventa allora un cammino di libertà: non per diventare perfetti, ma più veri.
CHI E’ ANGELO SABATINO
Docente di religione
Educatore professionale socio-pedagogico.
Counselor e Coach
Accompagnamento umano e spirituale
Membro dell’Associazione Laicale di promozione umana e cristiana “Seguimi” – Roma.
Sito: https://angelosab82.wixsite.com/website
Sito associazione: www.grupposeguimi.org
