Alberto Maggi – Commento al Vangelo di domenica 3 maggio 2026

Domenica 1 Giugno 2025 - ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 24,46-53

Data:

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Commento al Vangelo del 3 maggio 2026 a cura di p. Alberto Maggi OSM

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Gesù Via Verità e Vita: Commento al Vangelo di Giovanni

La Casa del Padre: dal Tempio alla Famiglia

Padre Maggi spiega che Gesù usa il termine greco oikia per “casa”, che indica il focolare domestico e il senso di famiglia, contrapponendolo a oikos, usato per indicare il tempio come edificio religioso.

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  • Non un luogo fisico: Gesù non va a preparare “appartamenti” in cielo, ma rende i discepoli capaci di diventare figli di Dio attraverso lo Spirito.
  • Dio dimora nell’uomo: Non sono gli uomini che vanno a stare presso il Padre, ma è il Padre che viene a prendere dimora tra gli uomini, rendendoli l’unico vero santuario visibile. Le “molte dimore” indicano che l’immensità di Dio si manifesta nella molteplicità e originalità di ogni individuo.

Gesù: Via, Verità e Vita

Gesù risponde allo sconcerto dei discepoli (rappresentati da Tommaso e Filippo) definendo la sua identità:

  • La Via: Gesù non è una realtà statica da adorare, ma un cammino dinamico da percorrere per raggiungere la pienezza della vita.
  • La Verità: Non si tratta di un’adesione a dottrine o all’ortodossia (che spesso separano le persone), ma di una realtà da “fare” attraverso opere d’amore che uniscono.
  • La Vita: È la vita indistruttibile che si manifesta nel servizio e nel dono di sé.

Vedere il Padre in Gesù

Filippo chiede di “mostrare il Padre”, non comprendendo che chi vede Gesù vede il Padre.

  • Dio è come Gesù: Padre Maggi sottolinea che non è Gesù a essere come un Dio immaginario, ma è Dio a essere esattamente come Gesù.
  • Il Padre all’opera: L’esperienza del Padre non è mistica o astratta, ma concreta: i discepoli hanno già visto il Padre all’opera quando Gesù ha lavato loro i piedi, mostrandosi come un Dio che serve l’uomo per renderlo libero.

Le Opere del Credente

Il commento si conclude sull’importanza delle opere, termine che in Giovanni ricorre con frequenza eccezionale.

Opere “più grandi”: Gesù afferma che chi crede in lui farà opere persino più grandi delle sue. Questo perché la sua “andata al Padre” non è un’assenza, ma un’immersione ancora più potente nella vita dei discepoli, agendo con loro e potenziando la loro attività a favore dell’umanità. non è un’esperienza del passato, ma una possibilità del presente. Ogni volta che spezziamo il pane e ci facciamo nutrimento per il prossimo, il Signore si manifesta in mezzo a noi.

Opere che danno vita: Il criterio della fede non è la dottrina, ma la pratica di un amore che libera e comunica vita.