Commento al Vangelo del 17 maggio 2026 a cura di p. Alberto Maggi OSM
Commento al Vangelo di Matteo: L’Ascensione e le Beatitudini
L’Ascensione: Non una Separazione, ma una Presenza Nuova e Universale
Molti intendono l’Ascensione come il momento in cui Gesù “se ne va” in cielo, lasciando i suoi discepoli sulla terra. Tuttavia, il Vangelo di Matteo ci offre una prospettiva diversa: l’Ascensione non è una separazione, ma un’immersione ancora più intensa di Gesù nella vita dei suoi.
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In questo brano finale, Matteo riassume tutta la sua opera, collegando la fine di Gesù al suo inizio e invitandoci a riscoprire il senso profondo della nostra missione.
Il Monte: Una Realtà Teologica, non Geografica
I discepoli si ritrovano su un monte in Galilea. L’evangelista non specifica quale, perché il “monte” per Matteo non è un’indicazione topografica, ma teologica. È il luogo della condizione divina e il punto di incontro dove Gesù ha proclamato le Beatitudini.
Chi sceglie di vivere secondo il programma delle Beatitudini — la povertà, la condivisione e il dono di sé — si situa già su questo monte e sperimenta la stessa condizione divina di Gesù.
Vedere il Risorto con gli Occhi della Fede
Il testo ci dice che gli undici discepoli (non più dodici, a causa dell’annientamento di Giuda che ha preferito il denaro alla vita) “videro” Gesù. Questo “vedere” non è un atto fisico, ma una percezione profonda della realtà attraverso la fede.
È interessante notare che, pur adorandolo, i discepoli “dubitarono”. Il loro dubbio non riguardava la resurrezione in sé, ma la propria capacità di seguire Gesù sulla via della croce e del dono totale di sé. È un dubbio umano, che segna il cammino faticoso di ogni comunità cristiana.
La Missione: Immergere il Mondo nell’Amore
Gesù invia i suoi con un mandato preciso: “Andate e fate discepoli in tutte le nazioni”. Ecco i punti chiave di questa missione:
- Autorità come Servizio: L’autorità di Gesù non serve a dominare le nazioni, ma a liberarle comunicando lo Spirito vitale di Dio.
- Battezzare (Immergere): Battezzare significa “immergere” o “impregnare” ogni persona nella forza vitale di Dio, cioè lo Spirito Santo.
- Insegnare la Pratica, non la Dottrina: Per la prima volta, Gesù autorizza i discepoli a insegnare, ma l’oggetto dell’insegnamento non è una teoria, bensì la pratica delle Beatitudini. Esse sono il “giogo dolce e leggero” che sostituisce l’antica legge e rende l’uomo libero.
“Io sono con voi tutti i giorni”
Matteo non chiude il suo Vangelo con il racconto fisico della salita al cielo, ma con una promessa: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del tempo”.
Gesù è l’Emmanuele, il “Dio con noi”. La sua presenza non è limitata nel tempo, ma è condizionata dall’attività dei discepoli: finché la comunità praticherà le Beatitudini e comunicherà amore e vita, Gesù continuerà a essere vivo e operante in mezzo a loro.
