- Pubblicità -

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 9 novembre 2026

Commento al Vangelo del 9 Novembre | Padre Enzo Fortunato

Guarda il video con la riflessione al Vangelo di oggi a cura di Padre Enzo Fortunato prima di procedere con la lettura dell’articolo.

In questo video Padre Enzo Fortunato commenta il Vangelo di Giovanni sulla cacciata dei mercanti dal tempio, ricordandoci che la casa del Padre è luogo di incontro, dialogo, raccoglimento e profonda trasformazione spirituale per la vita di ogni cristiano.

Trascrizione del video

Buonasera, buonasera brava gente. Eccoci qua. Siamo dinanzi alla casa di Pietro, alla casa del Papa, siamo dinanzi al tempio di Dio. In questo momento vogliamo pensare a Papa Leone, vogliamo pensare al suo viaggio pastorale in America Latina, in Argentina, in Perù, e lo vogliamo accompagnare con la preghiera.

Vogliamo pensare anche a tanta parte del mondo che soffre guerre, ingiustizia, povertà. Ritorna sempre quella frase di Santa Teresa di Calcutta: “C’è una stanza dove si spreca e l’altra dove si crepa”. E noi vogliamo essere un piccolo seme di giustizia, un piccolo seme di pace, un piccolo seme di amore, un piccolo seme di cura, un piccolo seme di persone che sanno guardare e accorgersi di ciò che manca.

Per fare questo, per alzare questo sguardo da noi stessi e guardare l’altro che è immagine di Gesù, abbiamo bisogno della sua Parola, di una parola che ci invita a vivere il tempio di Dio, ad essere nel tempio di Dio in questo nuovo giorno che vede una delle memorie più belle della Chiesa: la dedicazione della Basilica Lateranense. Fu il primo segno di una Chiesa che emergeva vittoriosa dalle persecuzioni, il primo segno della libertà religiosa, della libertà di culto. Pensiamo anche a quelle realtà dove il cristianesimo è perseguitato.

E allora ascoltiamo e vediamo che cosa ci dice l’evangelista Giovanni:

«Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e là seduti i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà”. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.»

Eccoci qui, brava gente. Abbiamo ascoltato queste parole dinanzi al tempio per eccellenza e c’è un aspetto che colpisce subito: Gesù chiama il tempio di Dio “la casa del Padre”. E quando noi pensiamo alla casa del Padre, pensiamo alla domus, alla casa, a quel luogo dove vogliamo respirare pace, dove vogliamo stare in pace, dove vogliamo godere gli affetti più cari del marito, della moglie, dei figli, del papà, della mamma, e dove possiamo parlare liberamente, essere noi stessi.

Ebbene, io credo che Gesù non usi l’espressione “casa del Padre mio” a caso, ma la usi proprio per darle un significato profondo. Il tempio di Dio è chiamato ad essere il luogo di relazioni profonde, o meglio, della relazione più profonda con Dio, dalla quale poi scaturiscono i sensi e i significati di tutte le nostre relazioni. Più è forte e limpida questa relazione con Dio, più forti e limpidi saranno i rapporti tra noi.

Questa era la prima considerazione. La seconda considerazione: Gesù fa un gesto molto forte, rovescia… Il tempio di Dio era diventato e rischia di diventare un mercato. Vedete, il mercato non solo nelle cose concrete. Papa Francesco l’ha denunciato molte volte: una Messa che diventa una specie di mercato, di vendita, e così via. Ecco, Gesù rovescia questa logica abbattendola completamente.

E allora ci dobbiamo chiedere: la casa di Dio che cosa è chiamata ad essere? Mi sono scritto alcune indicazioni:

- Pubblicità -

  1. Luogo di incontro: dove incontro Dio e dove incontro i miei fratelli e le mie sorelle nella fede.
  2. Luogo di dialogo: dove porto a Dio le mie ansie, le mie gioie, le mie grazie, i miei perché, i miei desideri, e dove Lui mi risponde (o a volte tace, sapendo che i nostri tempi non sono i tempi di Dio, ma che prima o poi ci sorprenderà).
  3. Luogo di trasformazione: dove trasformiamo la nostra vita da egoista ad altruista, da pagana a cristiana, facendo nostri gli stessi sentimenti che furono di Gesù.
  4. Luogo di raccoglimento: dove ogni vita, piccola o grande, povera o ricca, si raccoglie davanti a Dio e viene raccolta da Dio.
  5. Luogo del mandato: ogni volta che usciamo dal tempio usciamo con la consapevolezza viva di un Dio che ci invia, scommette su di noi, crede in noi e ci dona la forza per affrontare i sentieri della vita.

E allora forti, forti, forti! Mi raccomando.

Se dimentico qualcosa potete scrivermi a: [email protected]. Ho risposto a quasi tutte le lettere; se ne ho dimenticata qualcuna rimandatela pure a caratteri cubitali senza timidezza. Alcune lettere vengono pubblicate anche sulla rivista Piazza San Pietro, che ospita ogni mese una risposta di Papa Leone.

Passiamo ora agli auguri e alle preghiere della nostra comunità:

  • Auguri ad Aldo (36 anni) da parte di Rosetta, Antonio, il piccolo Alessandro Pio e tutta la famiglia. Avanti e coraggio!
  • Auguri e una benedizione per Sara (30 anni) da parte della nonna Rosa. Che San Francesco ti sostenga per una vita bella e una fede luminosa.
  • Auguri e preghiere per Sebastiana per i suoi 59 anni: che il Signore ti protegga sempre e non ti faccia mancare mai forza e coraggio.
  • Auguri al piccolo Lorenzo (10 anni) da mamma, papà, Luigi, Arianna, la sorella Maria e tutti gli amici con cui sta festeggiando stasera. Fai il bravo Lorenzo!
  • Auguri ad Antonio e Milena di Amalfi per la primogenita Maria Rita Infante che compie 23 anni.
  • Una preghiera speciale e un abbraccio affettuoso a Rita, malata di SLA. Coraggio Rita, ti siamo tutti vicini.

Buona serata a tutti e buona giornata per chi vedrà il video domani. Mi raccomando, forti!

Seguici anche su Whatsapp.