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Frate Alessio delle Cave – Commento al Vangelo del 4 novembre 2026

Si può amare troppo fino a farsi del male?

Dietro un linguaggio che sembra durissimo c’è un invito che libera: mettere Dio al primo posto per amare tutti gli altri senza stringerli fino a soffocarli.

Si può amare troppo, fino a farsi del male? Quando l’amore per i figli, per i genitori o per chi ci è accanto diventa una morsa, c’è una frase di Gesù che sembra durissima e invece libera. Frate Alessio spiega il Vangelo di oggi, mercoledì 4 novembre 2026, memoria di San Carlo Borromeo (Lc 14,25-33), e ti aiuta a leggerla con calma, senza paura.

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Intorno a questa frase il Vangelo mette due immagini molto concrete: portare la croce e costruire una torre contando prima le proprie forze. In questo commento scopriamo che mettere Dio al primo posto non toglie nulla ai nostri affetti: li libera dal bisogno di stringere, di possedere, di soffocare chi amiamo.

Ricordiamo anche San Carlo Borromeo, il vescovo che non abbandonò la sua gente durante la peste e che ci mostra cosa vuol dire amare a mani aperte. Una parola per chi vive il conflitto tra la fedeltà a Dio e le responsabilità verso la famiglia. Se conosci qualcuno che si è sentito scosso da questa frase, condividi con lui questo video.

Frase del Giorno: “Chi tiene le mani aperte non perde nulla di ciò che è davvero suo.”

Frate Alessio delle Cave

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