La Trinità nell’arte

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La tradizione cristiana ha interpretato la visita dei tre messaggeri ad Abramo e Sara presso la quercia di Mamre (Gn 18, 1-15) come una rivelazione del Mistero trinitario.

In questa icona, vediamo la premurosa ospitalità di Abramo che imbandisce un banchetto e che offre il vino dell’esultanza ai tre gloriosi pellegrini. Sara, mentre prepara il pane, spia i Tre dall’interno della tenda. Il banchetto di Abramo diventa la tavola eucaristica. La sterilità e la mortalità di Abramo e di Sara, attraverso l’amore dell’ospite accolto, si trasformano nella fecondità e nella vitalità di una generazione che non avrà fine.

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Le tre figure angeliche rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: sono assorti in una santa conversazione che non li rende inaccessibili e lontani, ma che coinvolge Abramo e noi. Dietro le spalle della figura centrale, identificata con il Figlio, sta la quercia di Mamre: è l’albero della vita, l’albero della croce. Dietro le spalle di Abramo sta il monte Moria: è il monte del sacrificio di Isacco, del sacrificio di Cristo.

Tu,
o Padre,
sei circondato dal silenzio.
La bellezza del tuo volto
nascosto
il Figlio e lo Spirito
lo rivelano al mondo…
C’è un posto vuoto alla vostra mensa,
un posto su cui sostare,
contemplare.

Abramo e Sara,
voi li avete visti,
ma noi li possiamo ospitare.
Come Maria,
noi possiamo contenere l’Incontenibile.

O dolce Trinità,
comunione perfetta di amore,
accoglimi nel tuo grembo
e rendimi degno di sedere
alla tua tavola
per sempre.

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