Martedรฌ della Seconda Settimana di Pasqua (anno B)
Annunciazione del Signore
Lectio:
- Atti degli Apostoli 4, 32 – 37
- Giovanni 3, 7 – 15
1) Preghiera
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Concedi al tuo popolo, Dio misericordioso, di proclamare la potenza del Signore risorto, perchรฉ in lui, sacramento universale di salvezza, manifesti al mondo la pienezza della vita nuova.
2) Lettura: Atti degli Apostoli 4, 32 – 37
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e unโanima sola e nessuno considerava sua proprietร quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesรน e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perchรฉ quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciรฒ che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno. Cosรฌ Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bร rnaba, che significa โfiglio dellโesortazioneโ, un levรฌta originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette e ne consegnรฒ il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.
ย 3) Commento [1]ย su Atti degli Apostoli 4, 32 – 37
- La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola – At 4, 32 – Come vivere questa Parola?
Con poche ma essenziali pennellate, Luca ci offre quest’oggi un ritratto ideale della Chiesa delle origini, sintetizzato in quel “un cuor solo e un’anima sola”.
Un’immagine idilliaca che, ovviamente, non va presa alla lettera. Altri passi del Nuovo Testamento lasciano intravedere un tessuto umano non molto dissimile dall’attuale: intreccio di nobili tensioni e meschinitร . Lo ritroviamo anche nel gruppo apostolico ancora vivente il Maestro.
Ciรฒ perรฒ non faceva perdere di vista la meta. Quel “Padre che siano uno” riecheggiava nei cuori mantenendo alta la tensione, cosรฌ che le fragilitร venivano, non scusate o sminuite, ma come riassorbite da quel piรน di amore a cui ognuno si sentiva chiamato.
Qui Luca mette l’accento sui bisogni materiali a cui si cercava di rispondere nel segno della caritร , Paolo, a sua volta, metterร il dito sulla necessitร di seguire con amore i piรน deboli perchรฉ nessuno si perda. Modalitร diverse di vivere la fraternitร , prestando attenzione all’altro e pronti, all’occorrenza, a pagare di persona pur di soccorrere chi si fosse trovato in difficoltร .
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In una parola: sono i cuori che si dilatano cosรฌ che ognuno accoglie e si sente accolto, comprende e si sente compreso. Le diversitร permangono, ma i cuori si fondono in un unico slancio di amore che attinge a Cristo: รจ lui il fulcro, il centro di unitร verso cui ognuno converge, apportando la ricchezza e anche il limite che lo definisce.
Concedimi, Signore, di non perdere mai di vista te e il tuo anelito di unitร , e insegnami le vie della comunione.
Ecco la voce di un padre apostolico S. Ignazio di Antiochia: Siate una cosa sola: un’unica preghiera, un’unica supplica, un’unica mente, un’unica speranza nell’amore, un’unica gioia purissima: questo รจ Gesรน Cristo e nulla รจ meglio di Lui! Accorrete dunque tutti a quell’unico tempio di Dio, intorno a quell’unico altare che รจ Gesรน Cristo: egli รจ uno, e procedendo dall’unico Padre, รจ rimasto a lui unito, e a lui รจ ritornato nell’unitร .
- Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perchรฉ quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciรฒ che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. Come vivere questa Parola?
Non solo questi ma altri due brani all’interno degli Atti degli apostoli risultano โsommari’ che descrivono la comunitร dei primi cristiani. La loro identitร รจ di ordine teologico spirituale esistenziale. E ha tale forza, tale carattere generoso che ogni comunitร che voglia anche oggi dirsi cristiana, con essa รจ chiamata a confrontarsi.
Sulle prime si potrebbe dire che qui si tratta della dimensione puramente economica. Una bella, encomiabile decisione, un bel modo di eliminare un guaio sempre gravissimo: il divario tra quelli che sono troppo ricchi e quelli che sono troppo poveri. C’รจ anche questo, ovviamente. Ma, se andiamo piรน a fondo, scopriamo ben altro. In questo stesso brano si dice che quelli che erano venuti alla fede avevano un cuor solo e un’anima sola. E questo unico cuore, questa sola anima da che cosa traeva spirito e vita? Il testo sacro svela che “con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore” e una grande grazia agiva in tutti.
Proprio cosรฌ. Sempre cosรฌ. Lร dove la fede รจ vera e la pratica non si esaurisce in pietismo o in spiritualismo, la fede va per mano alla caritร . O forse รจ meglio dire che รจ la radice di quel vero modo d’essere cristiani che รจ amare il prossimo come se stessi.
Nella pausa contemplativa ci interpelliamo, oggi, sulla autenticitร della nostra fede. ร tale da non sopportare che attorno a noi ci siano dei bisognosi?
Signore, scuoti la nostra tiepidezza, la nostra ariditร di cuore. Facci capaci di vivere donando ai bisognosi il nostro sovrappiรน.
Eccola voce di un grande teologo-testimone Dietrich Bonhoeffer: La Chiesa รจ Chiesa soltanto se esiste per gli altri.
4) Lettura: Vangelo secondo Giovanni 3, 7 – 15
In quel tempo, Gesรน disse a Nicodรจmo: ยซNon meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dallโalto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene nรฉ dove va: cosรฌ รจ chiunque รจ nato dallo Spiritoยป.
Gli replicรฒ Nicodรจmo: ยซCome puรฒ accadere questo?ยป. Gli rispose Gesรน: ยซTu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In veritร , in veritร io ti dico: noi parliamo di ciรฒ che sappiamo e testimoniamo ciรฒ che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerรฒ di cose del cielo? Nessuno รจ mai salito al cielo, se non colui che รจ disceso dal cielo, il Figlio dellโuomo. E come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eternaยป.
5) Commento [2]ย sul Vangelo secondo Giovanni 3, 7 – 15
- Come puรฒ accadere questo?
Le dimensioni dello spirito, la capacitร di elevare mente e cuore fino ai pensieri di Dio, non รจ una virtรน innata nell’uomo. Il peccato ci ha rilegati alla terra e alle cose che ci circondano, ci ha ridimensionati nelle nostre possibilitร di elevazione e di spiritualitร . Nicodemo testimonia evidentemente questi limiti. ยซCome puรฒ accadere questo?ยป. Gesรน con sottile ironia gli risponde: ยซTu sei maestro in Israele e non sai queste cose?ยป. Questo รจ un rimprovero che tocca personalmente tutti coloro che si atteggiano a ยซmaestriยป e che professano ed insegnano veritร non comprese con il cuore e non sperimentate nella vita. Sono coloro, ancora piรน numerosi che ascoltano ma non odono e non accolgono le testimonianze. Non comprendono le cose della terra nel loro giusto valore e ancor meno quelle del cielo a cui rimangono estranei. Resta sempre vero che le vie del Signore, le vie del cielo, sono percorribili soltanto con la sua Luce, altrimenti restano sempre buie ed inaccessibili. ร per questo che Gesรน deve ricordare a Nicodemo e a noi, che ci siamo posti in dialogo con loro, quello che sarร il prezzo del riscatto e la fonte da cui possiamo attingere la fede. Il Figlio dell’uomo deve essere innalzato sulla croce per attirare tutti a sรฉ. Deve essere innalzato il Figlio affinchรฉ noi figli possano innalzarci oltre i pensieri della nuda terra. Dalla croce, trasformata in albero di vita, sgorgherร la certezza di una vita nuova, da lรฌ matureranno i frutti di una fede viva: occorrerร la suprema testimonianza dell’amore con il dono della vita per far rinascere la certezza della vita eterna. In quella morte ritroviamo la risurrezione. Cosรฌ, sta dicendo Gesรน a Nicodemo e a noi, si rinasce nell’acqua e dallo Spirito.
- E come Mosรจ innalzo il serpente di bronzo nel deserto, cosรฌ bisogna che sia alzato il Figlio del uomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eterna. – Gv 3,14 – Come vivere questa parola?
Oggi, la liturgia continua il dialogo fra Gesรน e Nicodemo. Gesรน ci illumina sul suo mistero usando l’immagine del vento.
Noi sperimentiamo il vento, ma esso รจ un fenomeno che sfugge il nostro controllo; non conosciamo dove va nรฉ da dove viene; perรฒ, non per questo, neghiamo la sua esistenza. Cosรฌ con lo Spirito Santo: l’uomo nato dallo Spirito sperimenta la presenza e gli effetti dello Spirito nella propria vita ma sa che รจ una realtร al di lร delle sue forze.
L’uomo nuovo non puรฒ negare l’esistenza dello Spirito anche se non sa spiegarlo. La presenza si esprime in una gioia profonda, pace, equilibrio, servizio verso gli altri. Lo Spirito infonde nell’intimo una luce, un dinamismo che non puรฒ che crescere e espandersi secondo il libero desiderio della persona inabitata.
Nicodemo, e forse ognuno di noi, davanti alla novitร si irrigidisce. Noi, come lui, rimaniamo schiavi della nostra razionalitร : io conosco Dio, io credo alla legge, … e questo discorso di Gesรน scombina i miei criteri! Come a Nicodemo, anche a noi, manca l’umiltร o il coraggio di seguire l’intuizione del cuore.
Gesรน non si turba: si presenta a Nicodemo come il testimone autentico che rivela i misteri di Dio, misteri che egli ha visto e di cui parla con conoscenza, con autoritร . Nicodemo tace. Forse qui inizia il vero ascolto.
Nella nostra pausa contemplativa, oggi, facciamo silenzio: tacciamo da ogni parola e pensiero. Contempliamo la presenza della Trinitร in noi.
Signore Gesรน, risveglia in noi la consapevolezza dello Spirito che ci abita.
Ecco la voce di un esegeta Dominique Barthรฉlemy: Propriamente detto, il battesimo fa passare dal destino di Adamo al destino di fratelli di Gesรน Cristo, grazie al dono dello Spirito del Figlio che accogliamo in noi, ma che Adamo non aveva. Adamo aveva ricevuto uno spirito che era divenuto in lui, anima vivente, respiro.
- Come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌโฆ
Come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo. Gesรน chiarisce che il nascere dallโalto non puรฒ limitarsi al senso di una vaga religiositร . Il discorso della salvezza รจ un discorso che pone al centro dellโattenzione e della scelta di ciascuno la persona viva, concreta di Cristo, con tutto ciรฒ che la stessa persona porta in sรฉ e per lโuomo. Gesรน dice a Nicodemo: โTu sei maestro in Israele e non sai queste cose?โ. Infatti lโerudito Nicodemo doveva conoscere che le Scritture parlavano giร di una rigenerazione dโIsraele e di tutti gli uomini mediante lo Spirito di Dio. ร importante capire il senso di queste parole. Gesรน dichiara che lโuomo non si puรฒ salvare con una spiritualitร a suo piacimento anche se vi attende con serietร . Occorre che dallโalto, ossia da Dio, venga la salvezza. Chi ce la porterร ? โNessuno รจ mai asceso al cielo, se non il Figlio dellโuomo che รจ disceso dal cieloโ. ร questo โnascere di nuovo, rinascere dallโaltoโ che Gesรน รจ venuto ad annunciare e a realizzare. Egli, il solo, che รจ venuto da Dio, puรฒ portare agli uomini questa rinascita. Questa รจ la rivelazione cristiana. Questa รจ la vocazione di ogni uomo: divenire veramente uomo nellโUomo, disceso dal cielo, Cristo. Tutto questo si precisa quando Gesรน preannuncia il mistero della croce. โCome Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ sarร innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eternaโ. Essere innalzato, nel discorso di Gesรน, significa precisamente essere crocifisso, essere immolato. Cosรฌ siamo afferrati dalla totalitร del suo amore, che ci sublima, ci purifica e ci colloca nella vita stessa del Padre. Nel silenzio e nella fede molte cose possono nascere in noi.
6) Per un confronto personale
Hai avuto qualche esperienza in cui hai avuto la sensazione di nascere di nuovo? Come รจ stata?
Gesรน paragona l’azione dello Spirito Santo con il vento. Cosa ci rivela questo paragone sull’azione dello Spirito di Dio nella nostra vita? Hai giร messo le vele della tua vita secondo la direzione del vento, dello Spirito?
7) Preghiera finale: Salmo 92
Regna il Signore, glorioso in mezzo a noi.
Il Signore regna, si riveste di maestร :
si riveste il Signore, si cinge di forza.
ร stabile il mondo, non potrร vacillare.
Stabile รจ il tuo trono da sempre,
dallโeternitร tu sei.
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santitร si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.
- [1]ย www.lachiesa.itย –ย www.qumran2.netย –ย Casa di Preghiera San Biagio
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Suore di Casa Raffael
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