Commento al Vangelo di domenica 4 marzo 2018 – Enzo Bianchi

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Gesรน, luogo dellโ€™incontro definitivo con Dio

Enzo Bianchi

In questa terza domenica di Quaresima la chiesa ci offre un racconto tratto dal quarto vangelo, riguardante la prima epifania di Gesรน a Gerusalemme, allโ€™inizio del suo ministero pubblico.

Lโ€™episodio รจ introdotto dallโ€™annotazione temporale โ€œSi avvicinava la Pasqua dei giudeiโ€, la festa che Israele celebra ogni anno nel plenilunio di primavera come memoriale dellโ€™esodo dallโ€™Egitto, lโ€™azione salvifica con cui il Signore ha creato il suo popolo santo, liberandolo dalla schiavitรน per condurlo nella terra della libertร . Questa precisazione temporale riguardante la salita di Gesรน a Gerusalemme sarร  ripresa altre due volte nel vangelo (cf. Gv 6,4; 11,55). รˆ un particolare dal profondo significato, perchรฉ ogni volta la festa di Pasqua riceve dallโ€™agire e dalle parole di Gesรน un significato piรน pieno, fino alla rivelazione che proprio lui รจ lโ€™agnello pasquale morto alla vigilia della Pasqua, che lui inaugura la Pasqua di salvezza definitiva e universale.

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Salito a Gerusalemme in occasione di questa festa, Gesรน entra nel tempio (ierรณn), il luogo dellโ€™incontro con Dio, dove sta il Santo dei santi, il sito della sua Presenza (Shekinah) sulla terra, ma constata che esso non รจ rispettato nella sua funzione; anzi, da luogo di culto a Dio รจ diventato luogo commerciale, sede di traffici โ€œbancariโ€, mercato dove regna lโ€™idolo del denaro. Il sinedrio, infatti, aveva organizzato sul monte degli Ulivi un tratturo per gli animali destinati al sacrificio e Caifa aveva riservato una parte dellโ€™atrio al mercato delle vittime necessarie i sacrifici. Comโ€™รจ possibile una tale perversione? Eppure, secondo le invettive dei profeti, ciรฒ avvenne per il primo e il secondo tempio (cf. Is 56,7; Ger 7,17; Ml 3,1-6), e continua ad avvenire anche in molti luoghi cristianiโ€ฆ Il mercato โ€“ allora di animali necessari per i sacrifici, oggi di oggetti sacri, devozionali โ€“ facilmente si installa dove accorre la gente, sempre lenta a credere ma facilmente religiosa.

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Certo, quel mercato nellโ€™area del tempio, esattamente nellโ€™atrio riservato ai gojim, alle genti, perchรฉ potessero avvicinarsi e cercare il Dio vivente, procurava unโ€™enorme ricchezza ai sacerdoti, agli inservienti del tempio e a tutta la cittร  santa. In particolare, in quel luogo erano installati banchi di cambiavalute, che consentivano a quanti provenivano dalla diaspora di cambiare le monete, di fare offerte al tempio e di acquistare le vittime per i sacrifici. Trovando questa realtร , subito Gesรน โ€œfece una frusta di cordicelle e scacciรฒ tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettรฒ a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciรฒ i banchi, e ai venditori di colombe disse: โ€˜Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!โ€™โ€.

Gesรน compie unโ€™azione, un segno, e dice una parola. In tal modo si rivela come un profeta che denuncia il culto perverso, che con parrhesรญa, con franchezza, legge la situazione presente e osa dichiarare di fronte a tutti la triste fine fatta da quella che รจ pur sempre la casa di Dio, suo Padre. Gesรน domanda di mettere fine a quella pratica indegna di Dio, dร  un segno del compimento della purificazione della casa di Dio annunciata dai profeti per gli ultimi tempi e attua la profezia di Zaccaria: โ€œIn quel giorno non ci sarร  piรน nessun commerciante nella casa del Signoreโ€ (Zc 14,21). Come Geremia, critica la pratica religiosa che il tempio sembrava richiedere a nome di Dio (cf. Ger 7,15) ma, dicendo che quella รจ la casa di suo Padre, rivela di essere il Figlio, dunque il Messia, il Figlio di Dio (cf. Sal 2,7), atteso dai giudei quale purificatore e giudice.

Il gesto compiuto da Gesรน รจ scandaloso per i sacerdoti e per gli uomini religiosi della cittร  santa. Di fronte a questa azione che contraddice la loro funzione e autoritร , essi si domandano chi sia mai questo Gesรน venuto dalla Galilea. Gli chiedono dunque le credenziali: che autoritร  ha? E se ce lโ€™ha, dia un segno, mostri la sua autorizzazione ad agire in questo modo! Scacciando tutte le vittime destinate al sacrificio pasquale, Gesรน di fatto impedisce la celebrazione della Pasqua secondo la Torah, dunque attenta al culto stesso. Di fronte a questa accusa, implicita nelle affermazioni di quegli uomini religiosi che a lui si rivolgono, Gesรน risponde con parole enigmatiche, che sono una profezia, ma che quei contestatori non possono comprendere nella loro veritร . Dice, infatti, sfidandoli: โ€œDistruggete questo santuario (naรณs) e in tre giorni lo rialzerรฒ, lo farรฒ risorgereโ€.ย 

Gesรน identifica se stesso, il suo corpo, con il santuario, con la tenda innalzata nel deserto dove Dio abitava, nella quale risiedeva la Shekinah. Quei nemici di Gesรน possono sopprimerlo, e cosรฌ in effetti avverrร , perchรฉ lo condurranno alla croce e alla morte; ma egli in tre giorni rialzerร  quella tenda della Presenza di Dio che รจ il suo corpo. Sarร  la sua resurrezione dai morti! Ma queste parole risuonano come incomprensibili, perchรฉ quei giudei vedono il tempio di Dio fatto di pietre e si domandano: โ€œQuesto santuario (naรณs) รจ stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo rialzerai, lo farai risorgere?โ€.

In ogni caso, Gesรน ormai ha posto il segno, ha detto la parola necessaria, quella che vuole il tempio non come casa di commercio ma come casa di Dio, e allora entra nel silenzio, in una tristezza indicibile. Il tempio, luogo suo perchรฉ casa di Dio suo Padre, il tempio che avrebbe dovuto riconoscerlo e accostarlo come il Signore, il Kรฝrios che ne prende possesso, preceduto da Giovanni, il nuovo Elia (cf. Ml 3,1-2.23-24), in realtร  non lo riconosce, non lo accoglie. E subito dopo, lโ€™attivitร  commerciale e il sistema bancario riprendono esattamente come prima di lui, come se Gesรน non avesse mai compiuto quel gestoโ€ฆ

Ma accanto a questa ostilitร , che non farร  che crescere fino alla condanna a morte di Gesรน, il quarto vangelo registra anche la reazione dei discepoli che erano scesi con lui a Gerusalemme da Cana di Galilea. Quando lo videro compiere quel gesto, che non ha causato male fisico a nessuno, che non era un gesto di violenza ma un mimo altamente espressivo ed eloquente, una chiara condanna del sistema religioso su cui si reggevano il tempio e il sacerdozio, lo ritennero pieno di passione, zelo, come Elia (cf. 1Re 19,10.14), e il salmo tante volte pregato plasmรฒ il loro pensiero: โ€œLa passione per la tua casa mi consumerร โ€ (Sal 68,10). A dire il vero, nel salmo il verbo รจ al passato, qui invece al futuro, a dire che questo gesto lo porterร  a essere consumato come lโ€™Agnello pasquale: sรฌ, questa passione per Dio porterร  Gesรน alla condanna e alla morte! E quando Gesรน, consumato da questa passione, risorgerร , poichรฉ tale passione-amore โ€œfino alla fineโ€ (eis tรฉlos: Gv 13,1) per Dio e per gli uomini non poteva morire, allora i discepoli si ricorderanno delle sue parole circa la resurrezione in tre giorni: โ€œegli parlava del santuario (naรณs) del suo corpoโ€. Non sarร  rialzato il tempio di pietre distrutto, ma il suo corpo morto si rialzerร  per la vita eterna.

Ormai, dunque, il luogo dellโ€™incontro con Dio รจ il corpo di Gesรน, il luogo del vero culto a Dio รจ Gesรน. Questo significano le sue parole rivolte piรน avanti a Tommaso e a Filippo: โ€œNessuno viene al Padre se non per mezzo di me โ€ฆ Chi ha visto me, ha visto il Padreโ€ (Gv 14,6.9). Lโ€™economia e i riti dei sacrifici animali sono finiti per sempre, Gesรน รจ la vera vittima del sacrificio: lโ€™unico sacrificio secondo la rivelazione di Gesรน, infatti, รจ โ€œdare la vita per gli altriโ€ (cf. Gv 15,13) e โ€œoffrire il proprio corpo per amoreโ€ (cf. Rm 12,1). Questa รจ la buona notizia cristiana, il Vangelo: luogo della Presenza di Dio non รจ un edificio ma รจ Gesรน Cristo stesso, รจ un uomo, รจ la sua carne in cui โ€œabita corporalmente tutta la pienezza della divinitร โ€ (Col 2,9).

Di conseguenza, luogo della Presenza del Signore รจ il corpo di Cristo (cf. 1Cor 12,12-29) che รจ la sua chiesa, perchรฉ i cristiani sono il tempio di Dio (cf. 1Cor 3,16-17). รˆ nel corpo di Cristo che si รจ rivelata la gloria di Dio ed รจ nel nostro corpo che Dio ormai abita attraverso Cristo, nella comunione dello Spirito santo. Ma dobbiamo confessarlo: quei giudei non riuscivano a discernere in Gesรน la Presenza di Dio e noi cristiani non sappiamo discernere che Cristo รจ in noi. Ce lo rimprovera Paolo: โ€œEsaminate voi stessi, se siete nella fede; mettetevi alla prova. Riconoscete che Gesรน Cristo abita in voi, sรฌ o no?โ€ (2Cor 13,5). Un padre del deserto, abba Pambo, si rivolgeva cosรฌ a un fratello: โ€œTu sai di essere tabernacolo del Signore? Sai che Dio abita nel tuo corpo e che le tue membra sono membra di Cristo? รˆ nel tuo corpo che puoi dare gloria a Dio e farlo abitare nel mondo, tra gli umani!โ€. Ammonimento, questo, che dร  le vertigini.

p. Enzo Bianchi – Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo della domenica

Fonte: Monastero di bose

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della Terza Domenica di Quaresima – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 4 Marzo 2018 anche qui.

Gv 2, 13-25
Dal Vangelo secondo Giovanni
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesรน salรฌ a Gerusalemme. 14Trovรฒ nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, lร  seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciรฒ tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettรฒ a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciรฒ i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: ยซPortate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!ยป. 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerร . 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: ยซQuale segno ci mostri per fare queste cose?ยป. 19Rispose loro Gesรน: ยซDistruggete questo tempio e in tre giorni lo farรฒ risorgereยป. 20Gli dissero allora i Giudei: ยซQuesto tempio รจ stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?ยป. 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesรน. 23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesรน, non si fidava di loro, perchรฉ conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sullโ€™uomo. Egli infatti conosceva quello che cโ€™รจ nellโ€™uomo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresimaย III
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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