
Pappa, cacca e nanna
Ecco come si puรฒ riassumere Gesรน bambino, il Figlio di Dio che nasce a Betlemme.
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I grandi discorsi, i grandi segni miracolosi, le folle, le dispute con i religiosi del suo tempo, i discepoliโฆ tutto viene dopo, molto dopo, in quei ultimi anni di vita che sono largamente raccontati dai Vangeli.
Il Natale ci porta a guardare a Dio da una prospettiva meno religiosa in assoluto, e nello stesso tempo la piรน universale: un bambino. Tutti, credenti o non credenti, guardando un bambino appena nato in braccio alla propria madre rimaniamo stupiti e la nostra parte piรน vera dal punto di vista umano viene profondamente sollecitata e riaccesa. Quel bambino piccolo e fragile, completamente indifeso, incapace di tutto, ma carico di vita, non puรฒ non coinvolgerci umanamente a sentimenti profondi di cura, amore, tenerezza, stupire, voglia di vivere.
Mi ricordo benissimo di mia mamma anziana, che negli ultimi anni di vita era segnata dal decadimento cognitivo, quando incrociava un bambino era come si risvegliasse e quasi automaticamente aveva gesti di tenerezza e felicitร . Lโamore per i bambini รจ stata davvero lโultima delle facoltร che lโhanno abbandonata nel suo cammino di malattia.
Pappa, cacca e nanna. ร in questo modo che Dio mi invita ad incontrarlo e a ritrovare in me quella umanitร profonda che Lui ha scelto di percorrere e che spesso dimentico in questa societร che ha molti aspetti di disumanitร quando dimentica i poveri, quando diventa violenta, chiusa e senza amore.
In questi giorni in parrocchia ha portato la sua testimonianza un amico prete, don Carlo Vinco, che ci ha raccontato come รจ arrivato a interessarsi sempre piรน delle situazioni di povertร e emarginazione nella cittร di Verona. Avendo stretto amicizia un poโ per caso con alcune persone immigrate che gravitavano nella sua parrocchia, รจ arrivato un giorno a fare visita a quello che nei primi anni 2000 era nella cittร di Verona un vero e proprio ghetto di poveri. Le strutture abbandonate delle ex cartiere Fedrigoni, non lontane dalla stazione di Verona, erano diventate negli anni il luogo di vita di centinaia di persone immigrate che vivevano in baracche fatte di nulla, nella totale sporcizia e mancanza di servizi igienici. Don Carlo ricorda che la visita a quellโuniverso di povertร a due passi dal ricco centro della cittร lo aveva profondamente cambiato. Giร dalla prima volta che era uscito da quel luogo, aveva cambiato la prospettiva con quale guardare non solo quei poveri, ma ogni essere umano. Non erano piรน solamente โgli immigratiโ da considerare in base a categorie come la nazionalitร e il colore della pelle. Erano per lui tante singole persone, con un nome e cognome preciso, una storia, dei sentimenti, una vita fatta di sbagli e conquiste, di luci e ombre. Ogni persona รจ da guardare come essere umano unico e irripetibile, nella sua singolaritร , cosรฌ come Dio guarda ogni essere umano a cominciare proprio dallโuomo Gesรน, dal bambino Gesรน.
Davanti al presepe, che purtroppo viene spesso preso come scudo di tradizioni e basta, imparo a guardare ogni essere umano nella sua piรน semplice umanitร , sapendo che proprio in questa Dio si manifesta. La mia umanitร , quella di chi mi sta accanto ogni giorno, quella di chi incontro per strada, sul lavoro, tra gli amici, nei poveri, รจ la stessa di Gesรน, รจ la stessa di Dio.
Se guardo e adoro il bambino Gesรน come Dio che รจ sceso in terra, nonostante non faccia altro che pappa, cacca e nanne, allora non posso non pensare che proprio nella mia umanitร piรน concreta e in quella di ogni essere umano, posso incontrare Dio.
La bella notizia di Natale รจ proprio che ogni uomo ha la possibilitร di ritrovare Dio dentro di sรฉ, perchรฉ cosรฌ siamo stati creati. Il fragile bambino Gesรน รจ venuto proprio a ricordarcelo dalla mangiatoia di Betlemme.
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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 dicembre 2017 anche qui.
Santo Natale – Anno B
- Colore liturgico: Viola
- Is 9, 1-3. 5-6;
- Sal. 95;
- Tt 2, 11-14;
- Lc 2, 1-14.
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Lc 2, 1-14
Dal Vangelo secondo Luca
1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinรฒ che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria cittร . 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla cittร di Nร zaret, salรฌ in Giudea alla cittร di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perchรฉ per loro non cโera posto nellโalloggio. 8Cโerano in quella regione alcuni pastori che, pernottando allโaperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentรฒ a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma lโangelo disse loro: ยซNon temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarร di tutto il popolo: 11oggi, nella cittร di Davide, รจ nato per voi un Salvatore, che รจ Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoiaยป. 13E subito apparve con lโangelo una moltitudine dellโesercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14ยซGloria a Dio nel piรน alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli amaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 24 – 30 Dicembre 2017
- Tempo di Avventoย IV
- Colore Viola
- Lezionario: Ciclo B
- Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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