
Anche la parabola degli operai dellโultima ora, riportata da Matteo allโinizio del capitolo ventesimo, si iscrive in questo contesto di alteritร . Apparve molto strana agli ascoltatori di Gesรน: era, infatti, completamente fuori della comune giustizia salariale il gesto del padrone della vigna che dava la stessa paga sia a coloro che avevano lavorato per tutto il giorno che a quelli che avevano invece lavorato per unโora sola. La vicenda narrata si sviluppa attorno allโiniziativa di un imprenditore agricolo, viticoltore, che per lโintera giornata รจ preoccupato di assumere lavoratori per la sua vigna (qualcuno ipotizza che il padrone sia preoccupato di terminare la vendemmia entro breve tempo prima della stagione delle piogge). Quel giorno esce di casa ben cinque volte. Si reca sulla piazza sin dallโalba e pattuisce con i primi lavoratori un denaro di compenso (era la paga ordinaria di una giornata lavorativa); esce ancora alle nove del mattino, poi a mezzogiorno, alle tre e infine alle cinque.
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La risposta che danno questi ultimi lavoratori al suo invito (โnessuno ci ha presi a giornataโ) fa pensare a tanti, giovani e meno giovani, disoccupati, non solo o non tanto nel lavoro remunerato, quanto nel lavoro per costruire una vita solidale. Peggio se occupati in etร giovanissima e in situazioni di degrado umano. Sono tanti i disoccupati in questo senso: sono quei giovani, magari disillusi oppure soggiogati dal consumismo che si ripiegano su se stessi, esecutori e vittime allo stesso tempo. E forse dobbiamo dire che sono cosรฌ anche perchรฉ โnessuno li prende a giornataโ. Venuta la sera, continua la parabola, inizia il pagamento. Gli ultimi ricevono un denaro ciascuno. I primi, visto quanto accade, pensano di ricevere di piรน. ร logico pensarlo, forse anche giusto. La sorpresa nel vedersi trattare come gli ultimi li porta alla mormorazione contro il padrone: โquesto non รจ giustoโ sono tentati di dire. E in effetti gli ascoltatori della parabola (forse anche noi) sono portati a condividere questi sentimenti. Ma รจ proprio qui la distanza tra il cielo e la terra.
ร anzitutto da chiarire che Gesรน non vuole impartire una lezione di giustizia sociale, nรฉ presentare uno dei comuni padroni di questo mondo che, giustamente, ricompensa secondo le prestazioni date. Egli presenta un personaggio assolutamente eccezionale, il quale tratta i suoi sottoposti al di fuori delle regole legalitarie. Gesรน vuole mostrare lโagire del Padre, la sua bontร , la sua magnanimitร , la sua misericordia, che superano il comune modo di pensare degli uomini. E lo superano davvero quanto il cielo dista dalla terra. Lavorare per il Signore, per il Vangelo, per la vita e non per la sopraffazione o addirittura per la morte รจ giร una grande ricompensa. Questa straordinaria bontร e misericordia crea mormorazione e scandalo. Ma non รจ che Dio distribuisca a capriccio la sua ricompensa, donando a casaccio a chi piรน e a chi meno. Dio non fa ingiustizia a nessuno e tanto meno รจ un dissennato. In veritร , Egli รจ guidato dalla larghezza della sua bontร a donare a tutti secondo il loro bisogno. La giustizia di Dio non risiede in un astratto principio di equitร , ma si misura sul bisogno dei suoi figli. Questa parabola ci spinge perciรฒ a considerare la grande sapienza che risiede in questa via indicataci. La ricompensa consiste nellโessere chiamati a lavorare per la vigna del Signore e nella consolazione che da questo viene, non importa se si รจ da tanto o da poco tempo nella vigna.
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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
- Colore liturgico: Verde
- Is 55, 6-9; Sal.144; Fil 1, 20-27; Mt 20, 1-16
Mt 20, 1-16
Dal Vangelo secondoย Matteo
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli questa parabola:
ยซIl regno dei cieli รจ simile a un padrone di casa che uscรฌ all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordรฒ con loro per un denaro al giorno e li mandรฒ nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che รจ giusto ve lo darรฒ”. Ed essi andarono. Uscรฌ di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lรฌ e disse loro: “Perchรฉ ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perchรฉ nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di piรน. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, perรฒ, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perchรฉ io sono buono?”. Cosรฌ gli ultimi saranno primi e i primi, ultimiยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 24 – 30 Settembre 2017
- Tempo Ordinario XXV
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo A
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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