Commento al Vangelo del 18 dicembre 2016 – don Antonello Iapicca

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NELLA NOTTE DELLA FEDE L’ANNUNCIO DEL VANGELO ILLUMINA L’INCARNAZIONE NEI FATTI E NELLE PERSONE CHE VORREMMO RIMANDARE IN SEGRETO PERCHE’ INACCETTABILI

Nel timore di Giuseppe si riflette, identico, il nostro, incapace di sostenere una relazione quando ci trascina nel mistero che sfugge alla nostra ragione e al nostro cuore. Mai come in questa societร  che ha sepolto la fatica delle relazioni nellโ€™inganno delle chat, la paura dellโ€™altro asfissia giovani e adulti.

Ma la prima paura รจ quella di noi stessi. Figli nel Figlio, nel seno immacolato di Maria immagine della Chiesa abbiamo ricevuto le sembianze di Gesรน, la stessa natura di Dio. Ma nonostante ciรฒ, ci disprezziamo. Insidiati da target e obbiettivi sempre piรน esigenti non ci sentiamo mai allโ€™altezza. E i peccati a graffiarci e a gettarci nella depressione. ย 

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Disprezzandoci, finiamo con il disprezzare. Si tratta, in fondo, della paura e dello scandalo di unโ€™infinita distanza, la lacerazione di una ferita sempre aperta tra la sublimitร  della nostra vocazione e la nostra infinita inadeguatezza. Lo scandalo e la paura di Giuseppe di fronte a Maria e alla sua gravidanza.

Era accaduto qualcosa di strano, fuori dai calcoli e dalle regole: Dio, infatti, appare dove nessuno se lo aspetta. Senza preavviso, senza chiedere il permesso, al di lร  di ogni legge. Addirittura al di lร  della suaย  stessa Legge. Maria, la โ€œpromessa sposaโ€ di Giuseppe che ancora non era andata a vivere con lui per compiere le nozze, era rimasta incinta. Da schiantare il cuore. Lo schianto dellโ€™Incarnazione, evento imprevisto sul crinale della Storia.

Eppure era cosรฌ dolce, cosรฌ speciale quella Ragazza. Che cosa poteva essere accaduto, che lampo di follia, che demonio si era scatenato? Giuseppe ora era tremante, impaurito, e cercava modi e parole per ovviare allโ€™imponderabile. Era ancora troppo carnale per guardare al di lร  della carne. Impossibile comprendere che la sua vocazione passava per quella prova.

Non poteva capire quello che era capitato a Maria. E Lei, senza dirgli una parola, muta serbava tutto nel suo cuore, nella certezza che lo stesso Dio che aveva parlato a Lei avrebbe parlato anche a Giuseppe.

Ma intanto Maria era scappata dalla cugina e le chiacchiere giravano. Giuseppe le ascoltava e non avrebbe voluto sentirle, erano tizzoni ardenti che gli ribollivano dentro. Che lotta sโ€™era accesa nella sua anima. Non voleva accettare quello che il mondo aveva creduto, lโ€™ovvio e indubitabile, un peccato da punire e un disonore da lavare con il sangue.

Giuseppe era โ€œgiustoโ€ e giustizia voleva lapidazione per una donna come Maria. Ma questo no, era troppo, piuttosto lโ€™avrebbe โ€œrimandata in segretoโ€. Non si sarebbe mai piรน sposata, ma almeno le avrebbe salvato la vita. Una soluzione, la migliore possibile a chi ancora non ha ascoltato le parole dellโ€™Angelo e vive nel perimetro della carne.

Come accade a noi, anche oggi, dinanzi alla nostra vita. Cerchiamo ricorsi umani, โ€œgiustiโ€ per caritร , per chiudere nel fondo di un cassetto gli eventi e le persone che sfuggono alla logica e alla ragione.ย  Non uccidiamo nessuno, non divorziamo e non scacciamo la figlia via di casa. Ci limitiamo a โ€œrimandare tutto e tutti nel segretoโ€. Niente scandali, ma nel cuore scende il gelo di una relazione ridotta a cadavere. Non ce la facciamo, proprio come Giuseppe, รจ troppo grande il mistero per mente e carne cosรฌ limitate, la nostra vocazione non puรฒ passare per la vita di oggi, cosรฌ misteriosa e dolorosaโ€ฆ

Ma โ€œmentre stava pensando a queste coseโ€, Giuseppe piomba nel sonno stanco e incapace di reggere allโ€™urto di quellโ€™evento. Un sonno fecondo come quello di Adamo, ย un grembo benedetto dischiuso ad accogliere la sua paura, per generare in lui la fede che giร  aveva dato frutto in Maria.

Il sonno che ci prende tante volte, al culmine dellโ€™angoscia per le sorti delle persone care, la notte che avvolge presente e futuro e ci getta nello sconforto.ย Notte benedetta la notte della paura, come quella che vide la fede di Abramo sulla sommitร  del Moria quando si disposeย  ad offrire suo figlio Isacco; come quella che ingoiรฒ la superbia di Giacobbe e lo accompagnรฒ a conoscere il Signore dopo aver lottato con Lui sperimentando la propria debolezza; come quella della Pasqua che vide il Popolo passare indenne il mar Rosso e Cristo risorgere vittorioso dalla morte.

La notte di Giuseppe e la nostra, intrise di angoscia e paura, lo spettro del fallimento, i fendenti impietosi del demonio e la voce del messaggero ad annunciare il angelo: โ€œGiuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchรฉ quello che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santoโ€.ย Tua sposa. Agli occhi di Dio la promessa sposa รจ โ€œgiร โ€ sposa.

Sรฌ, Dio รจ voluto scendere in territorio nemico, senza peccato il Figlio e la Madre si sono fatti peccati al di lร  della Legge. Perchรฉ nessuno dubitasse dellโ€™opera di Dio e tutti potessero accogliere un amore che, per donarsi, โ€œnon ha conosciuto uomoโ€. Per amore dei peccatori, Dio ha infranto le regole del mondo, la biologia del cosmo, tracciando, dallโ€™eterno e per lโ€™eterno, un cammino di salvezza tra le piaghe dellโ€™umanitร  peccatrice.

Dinanzi a Giuseppe come davanti a ciascuno di noi si svela cosรฌ il mistero dellโ€™Incarnazione. E Giuseppe accogliendo lโ€™annuncio che ha illuminato la notte, puรฒ accogliere Maria e Gesรน, Dio che salva. โ€œSi desta dal sonnoโ€,ย risuscita (secondo il significato dellโ€™originale) dai dubbi e dalle paure, e, libero, puรฒ obbedire alla volontร  di Dio.

Anche noi, in questa Novena che ci accompagna al Natale, ascoltiamo lo stesso annuncio: โ€œNon temere di prendere con te la storia e le persone che Dio ti sta donandoโ€. In esse vi รจ deposto il seme dello Spirito Santo. Non importa se le apparenze dicano il contrario, e gli occhi della carne sono incapaci di riconoscerlo. Ciรฒ non significa che non vi sia. Quando sibila il vento e si scatena la tempesta nessuno mette in discussione lโ€™esistenza del soleโ€ฆ

Solo la predicazione del Vangelo puรฒ illuminare la notte, destarci e aiutarci ad obbedire, perchรฉ la salvezza giunga in ogni angolo della storia. Come Maria โ€œรจ giร โ€ sposa agli occhi di Dio cosรฌ ย il nostro matrimonio โ€œรจ giร โ€ santo, anche se non riusciamo piรน a parlarci; nostra figlia โ€œรจ giร  perdonataโ€, anche se non ascolta e sta buttando la sua vita; cosรฌ anche se ora non abbiamo lavoro, Dio non smette di guardarci e riconoscerci come suoi figli; basta solo ascoltare la sua voce e non indurire il cuore per โ€œnon temere di prendere con noiโ€,ย accettareย la disoccupazione, la precarietร , la malattia, il dolore. In tutto vi รจ deposta la sua Grazia!

Soprattutto, โ€œnon temereโ€ di prendere su di noi i peccati degli altri: anche sotto le macerie del male e dei peccati, Dio ha deposto il suo seme di amore e di vita. Eโ€™ Gesรน, neonato tra il letame e la povertร , la stalla che รจ la vita di ogni uomo.

Don Antonello Iapicca
Busshozan cho ko 31-1
761-8078 Takamatsu
JAPAN
Tel. in GIAPPONE: 0081-9028917822

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Quarta domenica di Avvento

Mt 1, 18-24
Dal Vangelo secondo Matteo

Cosรฌ fu generato Gesรน Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovรฒ incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poichรฉ era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensรฒ di ripudiarla in segreto.

Perรฒ, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: ยซGiuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darร  alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesรน: egli infatti salverร  il suo popolo dai suoi peccatiยป.

Tutto questo รจ avvenuto perchรฉ si compisse ciรฒ che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: ยซEcco, la vergine concepirร  e darร  alla luce un figlio: a lui sarร  dato il nome di Emmanueleยป, che significa “Dio con noi”.
Quando si destรฒ dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sรฉ la sua sposa.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 18 – 24 Dicembre 2016
  • Tempo di Avvento IV, Colore viola
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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