Commento al Vangelo del 14 novembre 2016 – don Antonello Iapicca

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MENDICANTI DELL’AMORE AUTENTICO CHE DISCHIUDE GLI OCCHI SUL VOLTO DI CRISTO INCARNATO NEI FRATELLI

[ads2]”Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava” (Gs. 5,13). Qui giaceva la vita del cieco, inchiodata come la nostra dinanzi alle barriere che si ergono nelle relazioni e ci spingono a โ€œmendicareโ€ un poโ€™ di affetto, stima e considerazione; quelle mura, infatti, ci impediscono di vedere nel fratello la Terra che ci รจ stata promessa, il โ€œtuโ€ a cui donarci ed essere felici. Hai mai pensato a tua moglie o a tuo marito, ai tuoi figli o ai tuoi genitori, alla tua fidanzata o fidanzato, ai tuoi amici e colleghi come a Gerico? Cambierebbero radicalmente i rapporti. Gerico, infatti, con le sue mura รจ immagine delle differenze di carattere, del modo di pensare e di fare, dei difetti e anche e soprattutto dei peccati che impediscono la vera comunione, il passare l’uno all’altro in un amore gratuito. Ma Gerico non รจ un caso o un ghigno crudele del destino, un’ingiustizia o sfortuna. Come aveva fatto con Israele, il Signore ha condotto anche noi dinanzi a questa cittร  fortificata: โ€œAl popolo Giosuรจ aveva ordinato: ยซNon urlate, non fate neppur sentire la voce e non una parola esca dalla vostra bocca finchรฉ vi dirรฒ: Lanciate il grido di guerra, allora gridereteยป. Come il popolo, cosรฌ anche il cieco era rimasto ย silenzioso, sino al passaggio di Gesรน. Egli รจ lโ€™immagine dell’uomo ferito dal peccato di orgoglio, incapace di tutto eppure spinto a superare il limite imposto da quegli occhi chiusi sul mondo. La sua mano รจ tesa come la nostra: proprio โ€œmendicandoโ€ e cedendo a compromessi grossolani, essa esprime balbettando il desiderio della pienezza di vita per la quale siamo nati, quella che il suo cuore “vedeva” prima del peccato, e che poi aveva smarrito.

[ads2]Non a caso, infatti, prima di conquistarla, i sacerdoti e il popolo girano per sei giorni intorno a Gerico portando con sรฉ lโ€™Arca dellโ€™Alleanza, il segno della presenza di Dio. Sei giorni, come la ferialitร  della nostra vita passata a โ€œmendicareโ€, senza perรฒ che il Signore abbia smesso un istante di alimentare e sostenere in noi il desiderio del settimo giorno. Per questo il fallimento e la meschinitร  dove รจ precipitata la nostra esistenza sono giร  un’opera divina: ci umiliano, preparandoci a ricevere la stessa Grazia donata al cieco, quella di trovarsi in quel luogo, in quel momento, dentro a quell’appuntamento che lui non aveva fissato.ย 

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E giunge oggi il settimo giorno, โ€œpassa Gesรน il Nazarenoโ€, ce lo annunciano quelli che “camminano avanti”, il Popolo in procinto di entrare in Gerico. Eโ€™ arrivata la Pasqua della Vita e del perdono, dove prorompere in grida altissime capaci di far cadere le mura della cittร . Ma spesso, nella Chiesa come dentro di noi, i sensi di colpa, il moralismo e il legalismo vorrebbero intimarci il silenzio. Invece il cieco continua, prende forza dalla sua debolezza e dalla fede accolta attraverso l’ascolto della predicazione, e grida “ancora piรน forte”. Ha scoperto che tutto รจ Grazia, perfino quel suo stare lร  come lโ€™ultimo della cittร … E’ bastato il passaggio di Gesรน ad accendere la fede e a decodificarla in un grido, a professarla con semplici parole: “Figlio di Davide, abbi pietร  di me!”. Abbi pietร  โ€œtuโ€ di me: anche la nostra mano puรฒ trovare oggi la โ€œpietร โ€ vera, non importa se cercata come puรฒ poveramente un cieco, spesso nei peccati… E quel grido ferma Gesรน. Occorre che Egli “si accorga” di lui e si fermi, che la scintilla della fede lo raggiunga e sciolga la sua โ€œcommozioneโ€. Perchรฉ l’appuntamento cui siamo destinati si traduca in un avvenimento reale, รจ necessario dare del “tu” a Gesรน, consegnandogli l’โ€autoritร โ€ per compiere la volontร  del Padre in noi. Cristo stesso, infatti, โ€œmendicaโ€ da noi lโ€™amen che gli permetta di offrire la pietร  mendicata. “Che vuoi che io faccia per te?”: questa domanda รจ oggi rivolta a ciascuno di noi. Possiamo riacquistare la vista per contemplare il volto di Cristo, e scoprire che, da sempre, era impresso in noi e nella nostra storia. Da questo incontro nasce un discepolo ebbro di โ€œgioiaโ€ e di โ€œlodeโ€, che non smette perรฒ di “mendicare”: segue Cristo perchรฉ sa a Chi chiedere, in un cammino di fede e di illuminazione che durerร  per tutta la vita, per imparare ad entrare ogni giorno nella Terra della libertร  e donarsi ad ogni “tu” nel quale vedrร  il Signore.

Don Antonello Iapicca
Busshozan cho ko 31-1
761-8078 Takamatsu
JAPAN
Tel. in GIAPPONE: 0081-9028917822

Dal Vangelo secondo Luca 18,35-43

Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandรฒ che cosa accadesse. Gli risposero: ยซPassa Gesรน il Nazareno!ยป. Allora incominciรฒ a gridare: ยซGesรน, figlio di Davide, abbi pietร  di me!ยป. Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perchรฉ tacesse; ma lui continuava ancora piรน forte: ยซFiglio di Davide, abbi pietร  di me!ยป. Gesรน allora si fermรฒ e ordinรฒ che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandรฒ: ยซChe vuoi che io faccia per te?ยป. Egli rispose: ยซSignore, che io riabbia la vistaยป. E Gesรน gli disse: ยซAbbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvatoยป. Subito ci vide di nuovo e cominciรฒ a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciรฒ, diede lode a Dio.

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