Vangelo di domenica 9 ottobre 2016 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo di domenica 9 ottobre 2016 a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

RICONOSCENZA

Naaman il siro si aspettava che il profeta Eliseo lo guarisse dalla lebbra con un rito spettacolare, tanto da giustificare il lungo viaggio che aveva intrapreso per arrivare in Giudea. Invece Eliseo gli aveva semplicemente ordinato di immergersi sette volte nel Giordano. Il ricco funzionario si era sentito offeso di aver dovuto fare tanta strada per lavarsi in un fiume qualsiasi, quando poteva farlo nella sua patria molto piรน comodamente. Convinto a bagnarsi dal suo servo, fu guarito e, resosi conto del grande dono ricevuto, torna a ringraziare Eliseo.

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[ads2]Il vero viaggio che aveva compiuto era quello interiore, dalla superbia allโ€™umiltร , scoprendo la povertร  della sua spocchia davanti alla ricchezza della misericordia di Dio. Gesรน si imbatte nei dieci lebbrosi, che da lontano lo pregano. La lebbra era infatti una malattia immonda, un malato non poteva piรน entrare nelle cittร  e avvicinarsi ai sani. รˆ unโ€™immagine del peccato che allontana dalla comunitร  e lentamente consuma. Nonostante questa lontananza possono perรฒ alzare la voce nella loro invocazione: Gesรน Maestro, abbi pietร  di noi! Dobbiamo fare nostra questa preghiera. Nessuno infatti รจ immune dal peccato e puรฒ sempre ritrovarsi in difficoltร . Il tentatore, in queste circostanze, insinua che siamo indegni e non possiamo osare di rivolgerci di nuovo al Signore. Non cโ€™รจ niente di piรน falso. Il Maestro stesso dice di essere venuto per i malati e non per i sani, per cui non bisogna mai scoraggiarsi e con tanta umiltร  chiedere il suo aiuto, gridando anche forte.

Tutti obbediscono allโ€™ordine di andare a presentarsi ai sacerdoti, che era la prassi per la riammissione nella societร , ma solo uno torna sui suoi passi per ringraziare. Questo aspetto della vicenda narrata, mette in luce un difetto della nostra preghiera: noi tendiamo facilmente a lamentarci con Dio per i nostri guai, ma raramente ringraziamo per il bene che ci รจ concesso. Generalmente si pensa che sia giusto che le cose vadano bene e si considera che gli ostacoli, la fatica e il dolore siano degli errori, per cui ciรฒ che รจ buono รจ dato per scontato, mentre il male รจ preso come unโ€™ingiustizia. Non dico che si debba desiderare che le cose vadano male, ma piuttosto cercare di riconoscere i tanti doni che il Signore ci fa e imparare a ringraziare.

Lo straniero รจ quello che non si aspetta la misericordia come un atto dovuto e anche noi dobbiamo sempre ricordarci che la salvezza che Gesรน ci offre non ce la meritiamo, ma รจ un dono gratuito.

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XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Lc 17, 11-19
Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesรน attraversava la Samarรฌa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: ยซGesรน, maestro, abbi pietร  di noi!ยป. Appena li vide, Gesรน disse loro: ยซAndate a presentarvi ai sacerdotiยป. E mentre essi andavano, furono purificati.

Uno di loro, vedendosi guarito, tornรฒ indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrรฒ davanti a Gesรน, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesรน osservรฒ: ยซNon ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si รจ trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?ยป. E gli disse: ยซร€lzati e va’; la tua fede ti ha salvato!ยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 09 – 15 Ottobre 2016
  • Tempo Ordinario XXVIII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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