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Il testo ed il commento al Vangelo del
17 settembre 2016 – Lc 8, 4-15
XXIV Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
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- Colore liturgico: Bianco
- Periodo: Terza settimana del Salterio
- Sabato – 24.a Tempo Ordinario
- Santo del giorno: S. Roberto Bellarmino (mf)
- Camminerรฒ davanti a Dio nella luce dei viventi
- Liturgia: 1 Cor 15,35-37.42-49; Sal 55; Lc 8, 4-15
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Lc 8, 4-15
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, poichรฉ una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni cittร , Gesรน disse con una parabola: ยซIl seminatore uscรฌ a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccรฒ per mancanza di umiditร . Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliรฒ e fruttรฒ cento volte tantoยป. Detto questo, esclamรฒ: ยซChi ha orecchi per ascoltare, ascolti!ยป.
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: ยซA voi รจ dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinchรฉ vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola รจ questo: il seme รจ la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perchรฉ non avvenga che, credendo, siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
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Commenti al Vangelo di Lc 8, 4-15
Commento a cura dei Monaci Benedettini
[ads2]Il seme, la strada, la pietra, le spine, la terra buona.
Gesรน non solo annuncia il suo vangelo, ma Egli, che scruta i cuori, ha il potere di conoscere come vengono accolte le sue parole. Ricorrendo ad una parabola descrive in modo semplice e facilmente comprensibile, le reazioni interiori, quelle positive e quelle negative che ci accompagnano. Il nostro cuore viene paragonato ad un terreno di diversa natura su cui viene sparsa la parola di Dio come buon seme tutto destinato a moltiplicarsi in copiosi frutti.
Abbiamo la piรน ampia garanzia circa la bontร del seme: รจ la parola di Dio, la veritร assoluta, il bene ultimo, la luce vera che illumina la nostra mente e ci conforma a Cristo. ร la provvida informazione che egli ci ha voluto rivelare nella sua persona e nel suo Vangelo. L’esito del raccolto dipende quindi soltanto da noi. La strada accoglie comunque il seme, ma non ha la linfa per farlo fruttificare; il diavolo ha buon gioco; ciรฒ che รจ duro non assorbe in profonditร e facilmente viene portato via. La stessa sorte รจ riservata ai cuori di pietra, facili ai momentanei entusiasmi, ma troppo superficiali per consentire al seme di mettere radici.
Le spine delle preoccupazioni e delle distrazioni, le superficialitร , la ricerca delle umane ricchezze e dei facili piaceri non consentono ai semi di giungere a maturazione. Accogliere con fede, custodire ยซcon cuore buono e perfettoยป consente invece di ascoltare e produrre con perseveranza frutti abbondanti. Sono cosรฌ descritte le nostre reali situazioni spirituali. Sono questi i nostri comportamenti, questi i modi diversi di ascoltare il Dio che parla, il Cristo, veritร incarnata. Un primo passo potrebbe essere quello di recuperare il silenzio, sia all’interno del nostro spirito che all’esterno.
Non รจ facile ai nostri giorni difendersi dal bombardamento continuo dei rumori e dalle frenesie che ci ร gitano interiormente. Bisogna avere il coraggio di decelerare, trovare un incedere piรน calmo, darsi e dare a Dio spazi e momenti di ascolto.

