Il commento al Vangelo di domenica 18 settembre 2016 a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
LA RICCHEZZA
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Il Maestro รจ sempre terribilmente provocatorio. Non ci lascia tranquilli, ma continuamente ci sollecita a guardarci dentro, a vedere le cose nella prospettiva eterna del Regno, piuttosto che nei limiti della quotidianitร . Spinge fino allโestremo e lo fa con unโacutezza meravigliosa. Qui ci prende quasi in giro, usando come modello un piccolo imbroglione, un furbastro, che ricorda un poโ le nostre maschere popolari.
Una specie di Arlecchino che svicola tra le maglie della legalitร per ottenere il suo tornaconto. Falsifica le ricevute dei debiti per trasformarli in crediti a suo vantaggio. ร un evidente furfanteria che attira la nostra attenzione e che ci spinge a giudicare lโamministratore, ma proprio qui Gesรน ci spiazza, perchรฉ indica un simile comportamento come lodevole. Il padrone vede nellโintraprendenza del suo servo una manifestazione di intelligenza, un modo originale di affrontare e risolvere il problema e giudica questo aspetto come unโattenuante.
In realtร non ci รจ detto il destino del gaglioffo, ma solo che ha destato lโammirazione del padrone. Noi siamo quellโuomo. Siamo infatti amministratori di ricchezze che usiamo come se fossero nostre, ma che in realtร dovremo abbandonare alla fine e che, se le abbiamo accumulate, รจ grazie a delle possibilitร , come lโintelligenza o la fortuna familiare, che non ci siamo meritati, ma che ci siamo trovati a possedere. Di solito chi รจ ricco fa dei regali alle persone che possono accrescere la loro ricchezza.
Chi vende omaggia i suoi clienti migliori e chi occupa posti di potere รจ abituato a ricevere doni da chi vuole la sua benevolenza. Il Maestro ci dice di fare lo stesso, cioรจ di usare della ricchezza terrena, per farci degli amici nelle dimore eterne. Dare ai poveri, aiutare le missioni, fare atti di caritร , sostenere la chiesa, sono investimenti per il futuro. Il Regno รจ in continuitร con la nostra vita presente, e il modo con cui noi amministriamo i beni terreni e sappiamo amare il prossimo adesso, diventa credito eterno.
Noi ora abbiamo solo il poco, in confronto al molto cui siamo destinati, ma รจ nella gestione di quel poco che dimostriamo di poter meritare di piรน. Se la ricchezza, cioรจ mammona, il diavolo, diventa un idolo e prende il posto di Dio, siamo come accecati. Il vero bene รจ lโamore, per cui se sappiamo usare delle risorse terrene per andare incontro ai fratelli produciamo ricchezza per il Regno, ma se le usiamo solo per egoismo il giudizio sulla nostra amministrazione sarร molto severo.
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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
- Colore liturgico: verde
- Am 8, 4-7; Sal.112; 1 Tm 2, 1-8; Lc 16, 1-13
[ads2]Lc 16, 1-13
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli:
ยซUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrare”.
L’amministratore disse tra sรฉ: “Che cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodรฒ quell’amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร la vostra?
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร l’uno e amerร l’altro, oppure si affezionerร all’uno e disprezzerร l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 18 – 24 Settembre 2016
- Tempo Ordinario XXV, Colore verde
- Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
