[divider style=”solid” top=”10″ bottom=”10″]
Il testo ed il commento al Vangelo del 14 luglio 2016 – Mt 11, 28-30
XV Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
[divider style=”solid” top=”10″ bottom=”10″]
- Pubblicità -
[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]
[one_half]
https://youtu.be/J9X7qJ6paaw
- Colore liturgico: Bianco
- Periodo: Terza settimana del Salterio
- Giovedì – 15.a Tempo Ordinario
- Santo del giorno: S. Camillo de Lellis (mf)
- Il Signore dal cielo ha guardato la terra
- Liturgia: Is 26, 7-9. 12. 16-19; Sal 101; Mt 11, 28-30
[/one_half][one_half_last]
Mt 11, 28-30
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
[/one_half_last]
[/box]
Commenti al Vangelo di Mt 11, 28-30
Commento a cura dei Monaci Benedettini
[ads2] Imparate da me!
La liturgia della parola oggi ci si presenta come un grande respiro di speranza e di fiducia nel Signore. Meravigliosa è la preghiera di Isaìa che esprime in modo mirabile il suo anelito verso il Signore da cui attende la salvezza anche se nella vita, la sofferenza è stata compagna inseparabile, paragonabile a quella di una donna nelle doglie del parto. Purtroppo, lontano da Dio, anziché dare vita a qualche cosa di nuovo, si genera solo vento perché manca il suggello del Signore. Ma la speranza dòmina su tutto e quindi il profeta afferma con decisione che per virtù dell’Altissimo di nuovo vivranno i tuoi morti e risorgeranno i cadaveri.
Il salmo responsoriale riafferma quanto il profeta annunziava: una ricostruzione del popolo d’Israele per virtù del suo Dio a cui renderanno gloria tutti i re e i popoli della terra: Annunzio meraviglioso che si verifica nella Chiesa del Signore aperta, a tutte le nazioni. Quasi a completare questo quadro di speranza per la affaticata umanità, in balìa di sofferenze personali, familiari, nazionali e mondiali, risuona l’invito del Signore Gesù che apre a tutti, in particolare a chi sente maggiormente il peso della via, il suo Cuore. Venite a me! A volte forse si ha paura di andare al Signore temendo che Egli ci chieda troppo… eppure egli afferma che il suo giogo è dolce e leggero. Possiamo gustare questa gioia rispondendo all’invito di andare a Lui, nelle nostre angosce, sia nell’Eucaristia, presente nelle nostre chiese, sia ascoltando o leggendo la parola del Signore che diventa come rugiada luminosa e quindi capace di darci ristoro e sostegno nel faticoso cammino quotidiano.
