DIFENDERE LA MEMORIA
Seppellire i morti: Woman in Gold (2015) di Simon Curtis
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La morte non avrร mai lโultima parolaย

Papa Francesco, nella sua visita alla Sinagoga di Roma, ricorda il dramma della Shoah, la violenza โdellโuomo sullโuomoโ, in contraddizione con ogni religione. ร importante dare testimonianza, aiutare la societร tutta a difendersi da derive pericolose e degenerazioni negazioniste: ยซil passato ci deve servire da lezione per il presente e per il futuroยป.
A portare sullo schermo il dramma della Shoah, con una nuova prospettiva narrativa, รจ il film Woman in Gold (2015) di Simon Curtis, scelto dalla Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI – Fondazione Ente dello Spettacolo, in accordo con lโUfficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, per il ciclo Cinema e Giubileo. Il film offre unโinteressante suggestione sullโopera di misericordia corporale โSeppellire i mortiโ.
Woman in Gold, ricordare il passato per tutelare il futuro
Presentato al 65. Festival di Berlino (2015) nella sezione โBerlinale Specialโ, il film Woman in Gold (2015) di Simon Curtis โ Marilyn (My Week with Marilyn, 2011) โ rende nota al grande pubblico la storia vera di Maria Altmann. ร il racconto del coraggio di una donna che si batte per vie legali in difesa della memoria della sua famiglia, scomparsa in Austria durante il periodo oscuro del nazifascismo perchรฉ di religione ebraica.ย
La storia risale al 1998, a Los Angeles. Maria Altmann โ interpretata da una intensa e convincente Helen Mirren โ, nella stagione finale della vita, decide di intentare causa contro i governo austriaco per lโindebita appropriazione delle opere dโarte della sua famiglia durante il nazismo, tra cui un celebre dipinto di Gustav Klimt. Maria ripone fiducia in un giovane avvocato statunitense Randy Schoenberg (Ryan Reynolds) e insieme cominciano una complessa e problematica battaglia legale internazionale, che la ricondurrร anche a Vienna, la sua cittร , lasciata in fuga durante la Seconda guerra mondiale.ย
Woman in Gold si inserisce nel genere dramedy, ovvero il racconto di una vicenda drammatica con inserti di misurato umorismo. Nel film lo spettatore รจ chiamato ad accompagnare il difficile percorso giudiziario di Maria, le numerose avversitร burocratiche e istituzionali, partecipando anche ai turbamenti dellโanimo della donna, dinanzi al rivivere le dolorose fratture del passato.
Tenuto sullo sfondo, ma mai fuori campo, cโรจ infatti il dramma della Shoah, che irrompe sulla scena con i continui flashback di Maria. Lo spettatore รจ dunque portato a rivive il clima di terrore del nazismo, le feroci violenze perpetrate agli ebrei, spogliati della loro quotidianitร , dei loro beni, ma soprattutto della loro dignitร e vita.ย
Un film di denuncia certamente, ma soprattutto unโopera in difesa della memoria del passato e un invito a non dimenticare, a non chiudere gli occhi dinanzi allโorrore. La storia di Maria Altmann sottolinea il coraggio di una donna, il disperato bisogno di testimoniare a favore dellโumanitร , contro ogni forma di negazionismo o atto di violenza. Lโopera di misericordia corporale โSeppellire i mortiโ รจ richiamata nel film proprio dallโazione di Maria, che combattendo strenuamente contro burocrazia, intimidazioni, interessi economici, รจ riuscita a far rispettare la memoria e la volontร della propria famiglia, a ridare loro la dignitร sottratta. Storia vera ed emozionante, dunque, quella di Maria Altmann, deceduta a Los Angeles nel 2011 allโetร di 94 anni. Con il ricavato delle opere dโarte ottenute dallโAustria, Maria ha potuto contribuire alla costruzione del Museo dellโOlocausto in California.
Per approfondire con la Cnvf e Cinematografo.it
Commissione Nazionale Valutazione Film CEI: ยซIl copione [โฆ] ispirato al libro scritto anche dalla stessa Maria, รจ l’occasione per riportare in primo piano avvenimenti ormai poco conosciuti e restituire a quelle opere d’arte la dignitร che meritano. In periodi recenti il cinema si รจ occupato dei tesori trafugati (cfr. โMonuments Menโ di George Clooney) per ricordarci che, accanto alla tragedia dell’Olocausto, altri delitti non meno tristi sono stati perpetrati. La tenacia che Maria mette nel recupero attraversa varie fasi che coinvolgono il ricordo della sorella, la famiglia, il clima buio di quegli anni in un coacervo di sentimenti ed emozioni che trascorrono dalla rabbia alla tentazione di rinunciare alla scelta invece di arrivare in fondo per lasciare una traccia visibile soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni. Illuminato da molte buone intenzioni, scandito dal giusto incontro tra passato e presente, circondato da un afflato sincero di riequilibrio tra giustizia e morale, il racconto scorre con estrema pulizia narrativa e encomiabile misura espressiva. Forse alla regia sfugge qualche passaggio un po’ convenzionale (la figura dell’avvocato risulta non sempre convincente) ma nell’insieme ne deriva un film coinvolgente che mette insieme nei giusti toni la grande Storia che tutti ha coinvolto e una storia forse minore, magari di taglio privata ma con effetti ugualmente dirompenti su tutta l’umanitร . Dal punto di vista pastorale, il film รจ da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattitiยป (www.cnvf.it).
Rivista del Cinematografo – Cinematografo.it: ยซUna querelle che lascia le aule giudiziarie per presentarsi davanti al Tribunale della Storia perchรฉ, come dice qualcuno nel film, โle opere dโarte trafugate dai nazisti sono gli ultimi prigionieri di guerraโ. Simon Curtis stringe la mdp addosso sulla sua eroina, interpretata impeccabilmente da Helen Mirren (con Ryan Reynolds che sembra lo scolaretto sotto tutela), trasformando lโintero affare della restituzione nella vicenda di un risarcimento umano. Opta per una messa in scena ariosa, dagli ingranaggi elementari, tutta incardinata sui flashback. Non convince per intero e lโesito รจ scontato. Perรฒ vedere qualcuno ottenere giustizia resta sempre uno spettacolo gratificanteยป (Gianluca Arnone, Woman in Gold, in ยซRivista del Cinematografoยป, 10, ottobre 2015, p. 66).
