Questa povera vedova ha dato tutta la sua vita!
[toggle title=”LEGGI IL BRANO DEL VANGELO” state=”close”]
XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B
- Colore liturgico: verde
- 1 Re 17, 10-16; Sal.145; Eb 9, 24-28; Mc 12, 38-44
Mc 12, 38-44
Dal Vangelo secondo Marco
- Pubblicitร -
In quel tempo, Gesรน [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: ยซGuardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna piรน severaยป.
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettรฒ due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sรฉ i suoi discepoli, disse loro: ยซIn veritร io vi dico: questa vedova, cosรฌ povera, ha gettato nel tesoro piรน di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Fonte: LaSacraBibbia.net
[/toggle]

Gli scribi erano gli esperti delle sante Scritture, uomini che fin dallโinfanzia si dedicavano alla lettura e allo studio della tradizione di Israele; giunti poi allโetร matura, diventavano persone autorevoli, rabbini, โmaestriโ, dotati di poteri giuridici nelle diverse istituzioni giudaiche. I farisei โ lโabbiamo sottolineato altre volte โ erano invece un โmovimento ecclesialeโ, un gruppo che con zelo cercava di vivere la Legge di Mosรจ e la precettistica elaborata dai padri rabbinici. Erano semplici fedeli, appartenenti al popolo, e rappresentavano una componente forte, molto presente e anche missionaria allโinterno di Israele. Certamente gli scribi e anche alcuni farisei furono avversari di Gesรน, ma la polemica di Gesรน, riattualizzata dagli evangelisti in un contesto di aspro confronto e di persecuzione dei cristiani, ritenuti dai farisei una setta eterodossa, riguardava soprattutto la loro postura di โpersone religioseโ. Nel riprendere questa polemica gli evangelisti intendevano inoltre denunciare quelli che nella chiesa cristiana avevano ormai assunto lo stesso stile. Si faccia dunque attenzione a non finire per leggere i vangeli in modo antigiudaico: non tutti gli scribi erano arroganti, non tutti i farisei erano ipocriti, anzi a volte i vangeli testimoniano di scribi vicini al regno di Dio (cf. Mc 12,34) e di farisei retti e giusti che sono stati ben disposti verso Gesรน (cf. Lc 13,31).
Sรฌ, cโรจ stato un conflitto aspro, ma Gesรน oggi potrebbe rivolgere gli stessi duri avvertimenti a tanti ecclesiasticiโฆ Basta leggere con attenzione le parole rivolte da Gesรน alla folla, che si potrebbero cosรฌ parafrasare e attualizzare: โDiffidate degli scribi, degli esperti di Bibbia e di teologia! Quando escono, appaiono con vesti lunghe, filettate, addirittura colorate, indossano abiti sgargianti, si ornano di catene, di croci gemmate e preziose, cercano i volti di chi passa per essere salutati e riveriti, senza discernere le persone nel loro bisogno e nella loro sofferenza: volti che non sono guardati, ma chiamati a guardare! Nelle assemblee liturgiche hanno posti eminenti, cattedre e troni simili a quelli dei faraoni e dei re, e sono sempre invitati ai banchetti di potentiโ. Davvero queste invettive di Gesรน sono piรน che mai attuali: sono parole che dovrebbero farci arrossire e spingerci a interrogarci nel cuore su dove siamo finitiโฆ
Quando si adotta questa postura di arroganza, si assume inevitabilmente uno stile che chiede ammirazione, che desidera adepti, che esige applausi da parte di persone devote. Per mantenere un tale atteggiamento occorre poi avere molto denaro, e cosรฌ si finisce per divorare le case delle vedove ed esigere soldi proprio da parte dei piรน poveri, soldi derubati! ร stato cosรฌ ed รจ ancora cosรฌ qua e lร nella chiesa, e ognuno di noi in cuor suo conosce in quali modi, magari diversi da quelli stigmatizzati da Gesรน, รจ tentato di apparire, di mostrarsi, di ricevere riconoscimenti e applausi anche nella vita ecclesiale! Non possiamo qui non rendere testimonianza a papa Francesco per i suoi richiami e i suoi sforzi in vista di una chiesa povera, nella quale โi primiโ, quelli che governano o presiedano, non ricadano nei vizi degli uomini religiosi, che chiedono agli altri di dare gloria a Dio dando gloria proprio a loro, che si pensano suoi rappresentantiโฆ
Gesรน fa questi discorsi nel tempio, di fronte alla sala del tesoro, dove i fedeli, i pellegrini saliti a Gerusalemme, mettono le loro monete in โcassette per le offerteโ. Come sempre, Gesรน osserva, vede, comprende e discerne: sa cosa accade accanto a sรฉ, รจ vigilante e trae dalla concreta realtร lezioni di vita. Qui che cosa vede? Nota che ci sono alcuni che mettono grandi somme di denaro: sono i ricchi, quelli che senza grande fatica e senza privarsi di qualcosa di essenziale, nella loro devozione possono mettere anche molto denaro nel tesoro del tempio. Anche di questo abbiamo avuto e abbiamo esperienza nella chiesa. Solo cinquantโanni fa i primi banchi in chiesa avevano la targa in ottone con incisi i nomi dei ricchi che avevano fatto grandi offerte, e quei banchi erano loro riservati. E i poveri? In fondo alla chiesa, in piedi, perchรฉ anche le sedie messe a disposizione erano a pagamento. Nulla di nuovo dunque!
[ads2]Gesรน perรฒ vede e discerne tra tutti una donna โ per di piรน vedova โ, cioรจ una persona che non conta nulla in un mondo dominato da uomini, che sentono anche il tempio come qualcosa che appartiene a loro: le donne, infatti, non facevano assemblea davanti a Dio come loro e con loro. Questa povera donna avanza tra molti altri, nella sua umiltร , e sembra che nessuno possa notarla. Gesรน invece la nota e la addita tra tutti come โla vera offerenteโ, la vera persona capace di fare un dono, di dare gloria al Signore. Costei getta solo due spiccioli, due piccole monete, ma ecco che Gesรน commenta il suo gesto. E lo fa in modo solenne, introducendo le sue parole con: โAmenโ, cioรจ: โร cosรฌ, รจ la veritร e io ve la dicoโ. โAmen, io vi dico: questa povera vedova ha gettato nella cassetta delle offerte piรน di tutti gli altri. Tutti, infatti, hanno preso dal loro superfluo; lei, invece, nella sua povertร , ha dato tutto quello che aveva, tutto quello che aveva per vivere (hรณlon tรฒn bรญon autรชs; alla lettera, โtutta la sua vitaโ)โ. Questa vedova non dร , come gli altri, briciole di ciรฒ che possiede; non dร lโofferta senza che ne consegua per lei una sofferenza; non offre denaro di cui non ha affatto bisogno, perchรฉ ne ha tanto in piรน: no, questa donna si spoglia di ciรฒ che le era necessario per vivere, di tutto ciรฒ che aveva, non di una sua porzione minima. Questa donna รจ per Gesรน unโimmagine dellโamore che sa rinunciare anche a ciรฒ che รจ necessario: ecco una donna anonima, ma una vera discepola di Gesรน. In questa pagina del vangelo il contrasto diventa ancora piรน forte: scribi che divorano le case delle vedove perchรฉ donne (non divorano le case dei vedovi!), perchรฉ povere, non difese da nessuno; e, al contrario, una di queste che dร in sacrificio al Signore ciรฒ di cui lei ha bisogno per vivere, spogliandosi oltre misura.
Oggi quando parliamo di โchiesa dei poveriโ dovremmo fare memoriale di questa donna, discepola di Gesรน nella chiesa dei poveri da lei inaugurata, e dovremmo interrogarci su cosa diamo a quelli meno muniti di noi, ai piรน poveri. Noi che facilmente buttiamo via il cibo, qualche volta diamo ai poveri qualcosa che ci costringe a sentire un bisogno, a fare a meno di ciรฒ che ci piacerebbe possedere o consumare? Si fa troppo presto a dire โchiesa poveraโ o โdi poveriโ: ne facciamo parte o ne siamo esclusi?
p. Enzo Bianchi
Fonte: Monastero di Bose
Ogni settimana il commento al Vangelo di p. Enzo Bianchi
