
Messaggio dei Vescovi per la 65ยช Giornata Nazionale del Ringraziamento
8 novembre 2015
Il suolo, bene comune
Celebriamo questa Giornata del Ringraziamento a pochi mesi dalla pubblicazione dellโEnciclica Laudato siโ di papa Francesco (LS), che invita tutti gli uomini che abitano la terra alla โcura della casa comuneโ. Giร Papa Benedetto XVI ci ricordava che โciรฒ implica lโimpegno di decidere assiemeโฆ con lโobiettivo di rafforzare quellโalleanza tra essere umano e ambiente che deve essere specchio dellโamore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in camminoโ[1]. La creazione รจ un processo ancora aperto nel quale lโazione dellโuomo รจ un riflesso dellโazione creatrice di Dio. Papa Francesco lo fa usando le parole dellโetica e della Dottrina sociale, ma radicandole anche โ con Francesco dโAssisi โ nel linguaggio della bellezza e della meraviglia: โIl mondo รจ qualcosa di piรน che un problema da risolvere, รจ un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lodeโ[2].
La stessa Enciclica invita, perรฒ, anche ad ascoltare con attenzione il grido della terra: richiamando lโEsortazione apostolica Evangelii gaudium, essa osserva che โDio ci ha unito tanto strettamente al mondo che ci circonda, che la desertificazione del suolo รจ come una malattia per ciascuno, e possiamo lamentare lโestinzione di una specie come fosse una mutilazioneโ (n. 89, che rimanda al n. 215 di EG).
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Lโumanitร rappresenta lโelemento che apre la terra verso nuove armonie o nuovi disordini, in base alle scelte che operiamo; sarebbe sconsiderato chi distruggesse il territorio da cui dipende la propria vita.
Una realtร fondamentale a rischio
Proprio questโultimo riferimento ci introduce anche al tema della Giornata del Ringraziamento 2015, che le Nazioni Unite hanno dichiarato Anno Internazionale del Suolo. Nel farlo, esse hanno sottolineato come il suolo abbia una valenza insostituibile in ordine alla produzione di cibo, ma anche per la tutela della biodiversitร e per la mitigazione del mutamento climatico. ร, dunque, un bene comune fondamentale: come ben sa il mondo agricolo, cosรฌ profondamente legato alla sua qualitร e disponibilitร perchรฉ quando il suolo si degrada, grave รจ il rischio per il futuro dellโumanitร .
Non sempre, infatti, lโuomo coltiva e custodisce la terra come amministratore responsabile (Gen 2,15) e sul suolo vengono, cosรฌ, a riflettersi quegli squilibri che a partire dal cuore umano trovano espressione nella societร e nellโeconomia. Lo richiama lo stesso papa Francesco, quando osserva che โla violenza che cโรจ nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nellโacqua, nellโaria e negli esseri viventiโ (LS n. 2). Peccato รจ anche lโinquinamento, che colpisce la salute di tanti e che puรฒ essere causato โdal trasporto, dai fumi dellโindustria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono allโacidificazione del suolo e dellโacqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generaleโ (LS n. 20; cf. anche n. 8).
LโEnciclica giunge ad evocare la figura di Caino per indicare quanto profondamente la rottura dellโalleanza col prossimo spezzi anche il radicamento nella terra e la possibilitร di godere dei suoi frutti: โChe hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano da [questo] suoloโ (Gen 4,11 citato in LS n. 70).
Davvero in tanti contesti il suolo appare come โmaledettoโ: lโopera di uomini impedisce ad altri di godere dei suoi frutti ed addirittura di poterlo abitare in pace.
Le sfide
Tale prospettiva evidenzia la rilevanza delle numerose sfide che stanno dinanzi a chi voglia vivere oggi una positiva relazione con la terra, corrispondendo alla vocazione divina in una pratica di cura e di custodia. Vorremmo richiamarne alcune, che appaiono di particolare rilievo in tal senso.
Si tratta in primo luogo di custodire la fertilitร del suolo: occorre condividere e approfondire riflessioni da tempo avviate in Italia e a livello internazionale, su modelli agricoli e pratiche produttive che espropriano gli agricoltori e le comunitร locali di questa responsabilitร . La denuncia dellโeccessiva dipendenza della produzione agricola dai prodotti chimici va collocata in una diversa visione del rapporto tra produttori e consumatori; un โnuovo pattoโ che generi spazi di libertร e responsabilitร per entrambi. Riflessioni aperte alla ricerca di nuove soluzioni lungo tutta la filiera alimentare: dalla produzione al consumo, fino ai โnuovi stili di vitaโ. Solo cosรฌ sarร possibile garantire che la terra possa continuare a produrre cibo per tutti, oggi e per le generazioni future.
Si tratta anche di prestare attenzione alle destinazioni dโuso della terra, che talvolta ne distorcono la struttura ecosistemica. Come osserva il n. 23 della LS in alcune aree la stessa โdeforestazione per finalitร agricolaโ รจ fattore problematico per il suolo; ma sono proprio i problemi della gestione del suolo in Italia che ci mettono davanti allโurgenza di uscire da una logica della provvisorietร , denunciando i costi del non fare. Solo se assegniamo al suolo unโopzione riservata nelle traiettorie dello sviluppo, possiamo ricavarne soluzioni utili davanti allโincombere dellโabbandono e di forme speculative e di sfruttamento. Le comunitร devono dotarsi di strumenti di valutazione e di scelta per riconoscere e promuovere quelle iniziative individuali e di reti di soggetti che tutelando il suolo si aprono alla valorizzazione dei beni comuni. La prudenza dellโagricoltore, il bilanciamento tra progresso scientifico e consuetudini, tradizioni, che avevano al centro la durevolezza del rapporto uomo-territorio, vanno riconosciute e rivalutate; parte di quella bellezza che ammiriamo da un finestrino di un mezzo in corsa (auto, treno) รจ frutto di questa saggezza contadina che non รจ scomparsa, ma sa rigenerarsi.
Anche piรน grave su scala internazionale, il fenomeno del land grabbing โ lโaccaparramento di terra da parte dei soggetti con maggior disponibilitร economica โ che rischia di distorcere le strutture agroalimentari di molte aree, orientandole a produzioni che ben poco hanno a che fare con le esigenze della popolazione locale.
Il fenomeno che abbiamo appena citato chiama in causa la questione del diritto dellโaccesso alla terra e alle risorse ittiche e forestali, in breve quei beni comuni di cui la DSC proclama la โdestinazione universaleโ. Papa Francesco riporta una dichiarazione dei Vescovi del Paraguay in cui si sottolinea come il diritto alla terra deve essere garantito, โperchรฉ il suo esercizio non sia illusorio ma realeโ. La comunitร internazionale ha reagito agli scandali del โland grabbingโ osservando un โgrande percorso di dialogoโ che ha portato allโapprovazione, nel 2012, presso la FAO di โLinee guida volontarie per una governance del diritto alla terra e alle risorse naturaliโ. Un preciso programma che prevede procedure per la difesa e tutela dei diritti dei piรน deboli, ma la cui applicazione รจ affidata alla discrezionalitร dei governi. Cโรจ, ancora, lโesigenza di ripensare allโimportanza delle politiche agricole per lo sviluppo dellโagricoltura familiare, lร dove queste non esistono; nonchรฉ, ai loro processi di riforma dove esse esistono andando incontro allโagricoltore per quello che egli fa in una visione produttiva multifunzionale, sostenibile e attenta ai beni comuni; allontanandosi da logiche di sfruttamento intensivo sempre piรน slegate dal โterritorioโ. Riforme che possono favorire un ritorno alla terra, in particolare dei giovani, un fenomeno che in Italia mostra segnali arricchiti da una splendida capacitร innovativa, sia nei prodotti che nei processi, contribuendo a quella diversificazione dellโagricoltura che abbraccia forme di agricoltura sociale e civica, che introducono la โreciprocitร โ nellโagire economico.
Questioni complesse, che esigono coinvolgimento, approfondimento e vigilanza attenta da parte di comunitร ecclesiali che su molte questioni tecniche non potranno che stimolare il dibattito tra i competenti (LS n. 61), in vista di un discernimento ben informato e dellโassunzione di personali responsabilitร nelle scelte morali.
Una sfida educativa
Quella che il capitolo VI dellโEnciclica LS individua come compito specifico delle comunitร ecclesiali รจ, invece, lโattenzione per la dimensione educativa e formativa. Si tratta, in particolare di apprendere a rinnovare la nostra percezione del mondo, imparando a sentirsi parte di parte di una comunione creaturale sulla terra di tutti e a percepirsi come amministratori di un prezioso bene comune, i cui frutti hanno una destinazione universale.
Di imparare soprattutto la dimensione del ringraziamento, mettendosi alla scuola indicataci dallโEucaristia; in essa, infatti unito al Figlio incarnato โtutto il cosmo rende grazie a Dio. In effetti lโEucaristia รจ di per sรฉ un atto di amore cosmicoโ (n. 236). La pratica di chi lavora la terra si scopre in tale prospettiva inserita in un cammino che orienta la terra stessa verso il suo creatore: โLโEucaristia unisce il cielo e la terra, abbraccia e penetra tutto il creato. Il mondo, che รจ uscito dalle mani di Dio, ritorna a Lui in gioiosa e piena adorazione: nel Pane eucaristico la creazione รจ protesa verso la divinizzazione, verso le sante nozze, verso lโunificazione con il Creatore stessoโ (n. 236).
Celebriamo, dunque, con gratitudine e speranza la festa del ringraziamento, come abitatori e custodi responsabili della terra affidataci, facendo nostre le parole di papa Francesco:
Signore Dio, Uno e Trino, comunitร stupenda di amore infinito, insegnaci a contemplarti nella bellezza dellโuniverso, dove tutto ci parla di te. Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine per ogni essere che hai creato. Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti con tutto ciรฒ che esiste. Dio dโamore, mostraci il nostro posto in questo mondo come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri di questa terra, perchรฉ nemmeno uno di essi รจ dimenticato da te.
Roma, 6 ottobre 2015
Memoria di San Bruno
La Commissione Episcopale
per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
- [1] Benedetto XVI, Messaggio per la XLI Giornata Mondiale della Pace 2008, n. 7.
- [2] Francesco, Lett. enc. Laudato siโ, 24 maggio 2015, n. 12.
- Fonte
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