don Ezechiele Pasotti commenta il Vangelo del 27 settembre 2015

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don Ezechiele Pasotti commenta il Vangelo del 19 aprile 2015

Il Vangelo della 26.ma Domenica del tempo ordinario presenta il brano del Vangelo di Marco nel quiale Gesรน, parlando con Giovanni, afferma con fermezza di non indulgere a qualsiasi atteggiamento che possa causare scandalo, quando dice tra l’altro:

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“Chi non รจ contro di noi รจ per noi.
Se la tua mano ti รจ motivo di scandalo, tagliala”.

Su questo brano evangelico, ascoltiamo il commento di don Ezechiele Pasotti, prefetto agli studi nel Collegio Diocesano missionario โ€œRedemptoris Materโ€ di Roma:

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[ads2]โ€œNon abbiamo il monopolio dello Spirito Santoโ€, ci dice oggi il Vangelo e ci invita a riconoscere che i demoni si scacciano solo con il โ€œdito di Dioโ€. Lo Spirito soffia dove e su chi vuole. Poi Gesรน ci dร  una parola radicale, che tutti dobbiamo prendere sul serio. Nel linguaggio biblico, โ€œessere di scandaloโ€ significa essere di ostacolo, mettere inciampo a qualcuno. E โ€œscandalizzare uno di questi piccoliโ€ significa essergli occasione di peccato. Quando lo scandalo si istituzionalizza, non solo perchรฉ รจ lo stato a proporlo, ma addirittura si usa lo strumento educativo della scuola โ€“ e della stessa infanzia โ€“ come occasione di โ€œeducazioneโ€ anche al peccato, come nella ideologia del gender che si sta imponendo nella scuola in tutta Europa ed in Italia, questo scandalo diventa ancora piรน grave.

E la parola del Signore, di una crudezza inaudita, non lascia di essere vera solo perchรฉ lo scandalo รจ sponsorizzato da lobbies e da organizzazioni internazionali: โ€œChi scandalizzerร  uno solo di questi piccoli che credono in me, รจ molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mareโ€. Gesรน ci dice inequivocabilmente che per chi รจ causa di caduta, per chi dร  scandalo โ€“ se non si dร  conversione vera โ€“ non resta che la Geenna, lโ€™inferno. Il Catechismo lo conferma con chiarezza: โ€œLa Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternitร โ€, dove la pena principale โ€œconsiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo puรฒ avere la vita e la felicitร  per le quali รจ stato creato e alle quali aspiraโ€ (CCC 1035).

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