Commento al Vangelo di domenica 26 aprile 2015 – don Giorgio Zevini

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Don Giorgio Zevini, decano della Facoltร  di Teologia dell’UPS commenta la liturgia della

IV Domenica del Tempo di Pasqua

Gv 10, 11-18
Dal Vangelo secondoย Giovanni

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In quel tempo, Gesรน disse: ยซIo sono il buon pastore. Il buon pastore dร  la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non รจ pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perchรฉ รจ un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, cosรฌ come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perchรฉ io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo รจ il comando che ho ricevuto dal Padre mioยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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