Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
ABBANDONO FIDUCIOSO
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Quando Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito, speravano di acquisire la conoscenza che li avrebbe resi come Dio. Invece si ritrovarono nudi, cioรจ scoprirono di non essere assolutamente allโaltezza. Al di lร della pretesa di sostituire sรฉ stessi a Dio, il fatto davvero grave รจ che, anzichรฉ ammettere lโerrore e la loro inadeguatezza, cercarono di coprire la nuditร con delle cinture di foglie e poi si nascosero, dando prova di non volersi pentire. La cacciata dallโEden รจ conseguente: il Creatore rispetta la loro libera scelta e li mette nelle condizioni di gestire in autonomia la loro vita. Non puรฒ essere perรฒ una condizione definitiva, perchรฉ nulla sopravvive senza Dio, e dunque la loro diventa una vita mortale. I Progenitori ci rappresentano, sono immagine dellโumanitร di tutti i tempi e ci fanno capire il limite e il senso della nostra vita attuale. Lโinfinita misericordia del Padre ci dร un tempo per capire che senza di Lui non possiamo esistere e ci offre la possibilitร di accettare la nostra nuditร , cioรจ la nostra povertร davanti a Lui, per ritornare al nostro posto. La morte รจ quindi il momento cruciale in cui si verifica la nostra scelta. Sono famose le parole di Giobbe (1, 21): nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerรฒ. Siamo nati senza niente e nulla ci porteremo via. La vita stessa ci spoglia piano piano con lโavanzare dellโetร . Invecchiando si comincia a perdere la bellezza giovanile, poi tutto rallenta, lโintelligenza รจ meno pronta e il corpo sempre piรน pesante e meno agile, infine anche la salute si incrina fino alla morte. Lentamente siamo costretti a lasciar cadere la cintura di foglie delle nostre pretese di onnipotenza e di immortalitร e siamo messi inesorabilmente davanti a noi stessi. Quello รจ il momento per dire: non sono nulla, mi abbandono fiduciosamente a te, compiendo cosรฌ il ritorno al Padre. Un gioco che piace tanto ai bambini รจ saltare dallโalto nelle braccia del papร . Lo fanno con assoluta fiducia e sono felici nel sentire le sue braccia forti che li salvano dalla caduta. Nella morte noi dobbiamo fare lo stesso, saltare sapendo che il Padre ci sosterrร . Solo gli uomini piรน grandi sono capaci di una fiducia cosรฌ totale. Ecco perchรฉ siamo invitati a pregare per i morti. Da una parte questo ci fa riflettere sulla conclusione della vita e dallโaltra ci permette di aiutare il transito e la purificazione dei nostri cari. Li affidiamo alla misericordia di Dio, perchรฉ stenda le sue braccia e li sostenga e, nello stesso tempo, chiediamo la loro preghiera, perchรฉ dallโalto ci assistano e ci guidino nel viaggio che noi stiamo ancora compiendo verso lโeternitร .
Mt 22, 34-40
Dal Vangelo secondoย Matteo
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesรน aveva chiuso la bocca ai sadducรจi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogรฒ per metterlo alla prova: ยซMaestro, nella Legge, qual รจ il grande comandamento?ยป.
Gli rispose: ยซ”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo รจ il grande e primo comandamento. Il secondo poi รจ simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profetiยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
