Commento al Vangelo del 2 novembre 2014 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

ABBANDONO FIDUCIOSO

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Quando Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito, speravano di acquisire la conoscenza che li avrebbe resi come Dio. Invece si ritrovarono nudi, cioรจ scoprirono di non essere assolutamente allโ€™altezza. Al di lร  della pretesa di sostituire sรฉ stessi a Dio, il fatto davvero grave รจ che, anzichรฉ ammettere lโ€™errore e la loro inadeguatezza, cercarono di coprire la nuditร  con delle cinture di foglie e poi si nascosero, dando prova di non volersi pentire. La cacciata dallโ€™Eden รจ conseguente: il Creatore rispetta la loro libera scelta e li mette nelle condizioni di gestire in autonomia la loro vita. Non puรฒ essere perรฒ una condizione definitiva, perchรฉ nulla sopravvive senza Dio, e dunque la loro diventa una vita mortale. I Progenitori ci rappresentano, sono immagine dellโ€™umanitร  di tutti i tempi e ci fanno capire il limite e il senso della nostra vita attuale. Lโ€™infinita misericordia del Padre ci dร  un tempo per capire che senza di Lui non possiamo esistere e ci offre la possibilitร  di accettare la nostra nuditร , cioรจ la nostra povertร  davanti a Lui, per ritornare al nostro posto. La morte รจ quindi il momento cruciale in cui si verifica la nostra scelta. Sono famose le parole di Giobbe (1, 21): nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerรฒ. Siamo nati senza niente e nulla ci porteremo via. La vita stessa ci spoglia piano piano con lโ€™avanzare dellโ€™etร . Invecchiando si comincia a perdere la bellezza giovanile, poi tutto rallenta, lโ€™intelligenza รจ meno pronta e il corpo sempre piรน pesante e meno agile, infine anche la salute si incrina fino alla morte. Lentamente siamo costretti a lasciar cadere la cintura di foglie delle nostre pretese di onnipotenza e di immortalitร  e siamo messi inesorabilmente davanti a noi stessi. Quello รจ il momento per dire: non sono nulla, mi abbandono fiduciosamente a te, compiendo cosรฌ il ritorno al Padre. Un gioco che piace tanto ai bambini รจ saltare dallโ€™alto nelle braccia del papร . Lo fanno con assoluta fiducia e sono felici nel sentire le sue braccia forti che li salvano dalla caduta. Nella morte noi dobbiamo fare lo stesso, saltare sapendo che il Padre ci sosterrร . Solo gli uomini piรน grandi sono capaci di una fiducia cosรฌ totale. Ecco perchรฉ siamo invitati a pregare per i morti. Da una parte questo ci fa riflettere sulla conclusione della vita e dallโ€™altra ci permette di aiutare il transito e la purificazione dei nostri cari. Li affidiamo alla misericordia di Dio, perchรฉ stenda le sue braccia e li sostenga e, nello stesso tempo, chiediamo la loro preghiera, perchรฉ dallโ€™alto ci assistano e ci guidino nel viaggio che noi stiamo ancora compiendo verso lโ€™eternitร .

Mt 22, 34-40
Dal Vangelo secondoย Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesรน aveva chiuso la bocca ai sadducรจi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogรฒ per metterlo alla prova: ยซMaestro, nella Legge, qual รจ il grande comandamento?ยป.
Gli rispose: ยซ”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo รจ il grande e primo comandamento. Il secondo poi รจ simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profetiยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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