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Frate Alessio delle Cave – Commento al Vangelo del 29 ottobre 2026

Perché continui a fuggire invece di fidarti?

L’avvertimento dei farisei e il pianto dolcissimo di Gesù su Gerusalemme: un percorso profondo per smascherare il nostro orgoglio che ci impedisce di lasciarci accudire e scoprire la tenerezza viscerale di un Dio che ci protegge sotto le Sue ali.

In questo giovedì, siamo accompagnati dalla riflessione di Frate Alessio che a partire dal brano del Vangelo di Luca di oggi ci fa ascoltare uno dei lamenti più accorati e materni di tutto il Nuovo Testamento.

Alcuni farisei si avvicinano a Gesù per spaventarlo, intimandogli di fuggire perché Erode vuole ucciderlo. Ma il Maestro non si fa intimidire dalle minacce del potere umano e volge il Suo sguardo verso la città santa, con il cuore spezzato: “Gerusalemme, Gerusalemme… quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!”.

Questa immagine meravigliosa di una chioccia che protegge i suoi piccoli svela il volto più viscerale e materno di Dio. Eppure, il finale è doloroso: noi spesso “non vogliamo”. Per il nostro orgoglio o per la nostra testardaggine, rifiutiamo di farci proteggere e pretendiamo di cavarcela da soli.

Insieme alla dolcezza di San Francesco di Sales, capiremo quanto sia vitale arrenderci a questo abbraccio e smettere di fuggire dall’Amore.

Frase del Giorno: “Il dolore più grande che possiamo dare al cuore di Dio è rifiutare la dolcezza del Suo abbraccio per puro orgoglio.”

Frate Alessio delle Cave

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