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don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 18 ottobre 2026

“Rendete a Dio quello che è di Dio”

È facile conoscere quanto dobbiamo nei confronti di “Cesare”. Conoscere il prezzo d’acquisto di una cosa, conoscere il punteggio minimo da avere per superare un concorso, etc…ma a Dio quanto e che cosa bisogna rendere?

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La risposta possiamo intuirla perchè un domanda simile c’è nel cuore di ciascuno di noi quando si ama. “Quanto mi ami?” È una domanda che non ha un prezzo ufficiale di acquisto, ma esige come risposta la totalità. “Non sai quanto ti amo” dice invece che il valore che si attribuisce all’altra persona è insuperabile e niente la eguaglia.

Dio ti dice ugualmente: “non sai quanto ti amo!” e ti chiede “quanto mi ami?”. Nella risposta a questa domanda c’è la misura di quello che devi rendere a Dio. Non puoi rispondere con beni secondari e materiali, ma a chi ti dà la vita, puoi solo corrispondere con la tua vita, amor con amor si paga. Puoi dire di amare qualcuno solo quando, anche se ti costa, lo compi ugualmente per lui, per amore. Se ti costa un sacrificio, ma lo compi per benevolenza, non per dovere, nè per te stesso, allora il tuo amore è vero.

In breve

Cosa devi rendere a Dio? Null’altro che il tuo amore. Non c’è altro modo di corrispondere all’amore che l’amore. A chi ti ha dato la vita con la tua vita.

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