Gesù avvisa i discepoli a guardarsi bene dall’ipocrisia dei farisei che è come il lievito: gonfia ma non nutre; l’ipocrita infatti si gonfia di orgoglio, vanagloria e finta spiritualità per apparire grande di fronte agli altri, ma dentro rimane vuoto. Tutta apparenza.
“Ma non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato”, continua Gesù. Ogni maschera prima o poi cadrà. Non è una minaccia, ma un richiamo a vivere con un cuore limpido. Dio non guarda l’immagine che diamo agli altri: guarda ciò che siamo davvero.
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Poi il discorso cambia prospettiva. Gesù sa che i suoi discepoli saranno perseguitati e dice: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo”. Non invita all’incoscienza, ma a mettere le cose nel giusto ordine. Chi può togliere la vita terrena non può distruggere la comunione con Dio. Il vero timore è quello di allontanarsi da Lui, di perdere il senso della propria esistenza. A Lui nulla della nostra vita è indifferente e tutto sa perché non ci abbandona mai.
Per Riflettere
Gesù c’invita ad essere persone autentiche, senza indossare maschere per avere l’approvazione del mondo, perché il nostro valore dipende solo dallo sguardo del Padre. Quando questa certezza abiterà realmente i nostri cuori, allora saremo davvero liberi da ogni timore e in grado d’affrontare la vita con saggezza.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
