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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 10 ottobre 2026

DIO CERCA MADRI

È una donna che parla,
anzi che alza la voce
fra tanti a coprire
quella di Gesù:
beata tua madre!

Ed è come se dicesse:
vorrei essere stata io
tua madre!
Vorrei aver avuto io
un figlio come te.


E Gesù risponde:
tu puoi esserlo,
puoi diventare
madre del Verbo,
ed è cosa ancora più bella
che dare ventre e seni
alla fame di vita
di un bambino.


Dio cerca madri.

Le trova in chi
ascolta la parola
e la custodisce.

Al ventre e al seno
di santa Maria
corrisponde l’orecchio
e il cuore del discepolo:

È con l’orecchio
che si sente,
è con il cuore
che si ascolta.

– ascoltare-accogliere,
in analogia al grembo
di una donna
che accoglie in sé
un bambino e
gli fa spazio,
lo fa crescere.

Il discepolo fa fermentare,
lievitare in sé la Parola.

– custodire, perché la parola
è in pericolo,
come Eden assediato
dal deserto,
seme nel campo,
ci sono uccelli rapaci
e aridità e spine e sassi.

Custodire la parola di Dio
dai pericoli dell’oblio,
della insignificanza,
della distrazione.

Discepolo è culla di vangelo.

Custodire però non basta.
Ogni legame d’amore
sopravvive se cresce.
Resiste se aumenta.
Altrimenti si dissolve.

Come i seni di Maria
hanno nutrito e fatto crescere
il Bambino, così tu
fallo crescere il Vangelo,
dagli carne, storia, spessore.

Annuncialo, fallo cantare.

Gesù dice:
beato chi è gravido
di vangelo come un ventre gravido.
E lo alimenta e custodisce.

Il Vangelo ha bisogno di te,
è come un bimbo
che per vivere
ha bisogno di sua madre.

Ha bisogno di te,
della tua intelligenza,
della tua sensibilità,
della tua unicità,
del talento che sei.

“Dio che vivi di noi”,
scrive Turoldo.

Due soli versetti in cui
la parola più ripetuta
è beato!

C’è una felicità del credere,
come nella maternità ,
che è l’esperienza
più felice di una donna.

C’è una felicità in Dio,
lui regala gioia a chi
produce amore,
gioia per chi
fa crescere vangelo.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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