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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 9 ottobre 2026

IL MALE DIVIDE, L’AMORE LIBERA

Essere succubi del male non è difficile: a volte basta allontanarsi da Dio, abbassare la guardia, lasciarsi abitare da pensieri che ci allontanano dall’amore. Il male non sempre si presenta in modo evidente; spesso entra nelle piccole crepe della nostra vita, nei giudizi, nei rancori, nelle chiusure, nelle divisioni che lasciamo crescere dentro di noi e nelle relazioni con gli altri.

Gesù oggi ci rivela una verità: il male divide, Dio libera. Il Maligno è colui che divide: divide noi stessi, mettendoci in conflitto con ciò che siamo; divide noi dagli altri, seminando sospetto, invidia e ostilità; divide noi da Dio, facendoci credere che possiamo vivere senza il suo amore. La sua arte è separarci, spezzare i legami, renderci prigionieri di ciò che ci impedisce di amare.

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Ma quando incontriamo davvero Gesù, il più forte, il male perde potere. Il Risorto entra nelle nostre schiavitù e ci restituisce la libertà. La sua azione liberatrice non è un racconto del passato: è una realtà che continua a operare nella vita di chi si affida a Lui.

Attenzione, però: nella fede non si vive di rendita! Non basta aver incontrato Dio ieri, aver fatto un’esperienza forte, aver ricevuto una grazia o aver intrapreso un cammino spirituale. La fede va custodita ogni giorno. Bisogna stare sempre in guardia, perché la tentazione di staccarci dall’amore di Dio è sempre in agguato. A volte basta un pensiero accolto senza discernimento, una parola che ferisce, un risentimento coltivato in silenzio, per cominciare ad allontanarci dalla sorgente della nostra libertà.

Gesù ci mette in guardia proprio da questo: non basta liberare la casa dal male, bisogna anche riempirla della presenza di Dio. Una vita apparentemente in ordine, ma vuota di preghiera, di Parola, di amore e di vigilanza, rimane esposta al ritorno di ciò da cui era stata liberata. Non basta allontanare il male: occorre scegliere ogni giorno il bene e lasciare che Dio abiti in noi.

E allora chiediamoci con sincerità: che rapporto ho io con il male? Quanto spazio gli concedo? Quali divisioni sto alimentando dentro di me, con gli altri e con Dio? Mi lascio raggiungere ogni giorno dalla potenza liberatrice del Risorto oppure penso di poter vivere della fede di ieri?

C’è una conseguenza bellissima: chi si lascia liberare da Gesù diventa a sua volta strumento di liberazione. Non alimenta divisioni, non imprigiona gli altri nei loro errori, non semina sospetti, ma costruisce comunione, ricuce relazioni, restituisce speranza e apre strade di riconciliazione.

L’amore ci libera. Tutto ciò che ci separa dall’amore rischia di renderci schiavi. Chi rimane in Cristo, il più forte, non è una persona che non conosce la tentazione, ma una persona che sa dove tornare, a chi affidarsi e da quale sorgente attingere la forza per ricominciare.

Non viviamo di rendita nella fede: rimaniamo vigili, rimaniamo nell’amore, rimaniamo in Dio. Perché dove l’amore unisce, il male perde terreno.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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