Parabola dei vignaioli omicidi: commento al Vangelo della XXVII Domenica
La parabola dei vignaioli omicidi rappresenta uno dei passaggi più intensi e provocatori del Vangelo. Attraverso questa narrazione, siamo invitati a interrogarci sul senso della nostra vita, sui doni che abbiamo ricevuto e sulla nostra capacità di portare frutto nell’amore verso gli altri.
Ascolta la riflessione audio completa nel video qui sotto prima di approfondire il commento:
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La parabola raccontata in questa ventisettesima domenica del Tempo Ordinario ci mette di fronte a una storia drammatica e inquietante: quella di un padrone che dota la sua vigna di tutto il necessario e di vignaioli che rispondono con violenza e rifiuto. Sebbene sia un testo da cui spesso si tende a prendere le distanze per la sua durezza, esso custodisce una domanda fondamentale per la vita di ogni credente: Dio ha il diritto di chiedere conto dei frutti della nostra esistenza?
La risposta che emerge è un invito a riscoprire la bellezza e la responsabilità della nostra vocazione. Non siamo fatti per ripiegarci su noi stessi o per vivere in modo autoreferenziale, ma per essere un terreno fecondo capace di restituire il bene ricevuto. Attraverso le relazioni di tutti i giorni — in famiglia, nella comunità e nella società — siamo chiamati a rispondere con generosità, ricordandoci che se è bello essere amati, è ancora più bello imparare ad amare e dare frutto.
Approfondiamo il commento di don Fabio.
Un Dio che chiede il conto: un diritto di amore e di giustizia
In questo brano, Don Fabio Rosini ci invita a guardare oltre la durezza della parabola e a porci una domanda provocatoria ma essenziale: Dio ha il diritto di bussare alla nostra porta e chiederci conto della nostra vita? Il padrone della vigna ha fornito tutto ciò che serviva affinché il terreno fosse fertile e ben coltivato. Analogamente, la nostra esistenza non è frutto del caso, ma è colma di doni, opportunità, affetti e perdono che abbiamo ricevuto gratuitamente.
Dio viene a chiedere i frutti non come un padrone tiranno, ma come un Padre che ha piantato tanto nel nostro cuore. Bussando alla nostra porta, ci chiede semplicemente se stiamo facendo fruttificare l’amore che ci è stato donato o se, al contrario, lo stiamo trattando con atteggiamento rapace, egoista e autoreferenziale.
I volti in cui Dio ci chiede frutto
Ma come e dove ci viene chiesto questo frutto? Don Fabio evidenzia come Dio si presenti quotidianamente nella nostra vita quotidiana, nascosto nei volti delle persone che ci circondano. Il frutto viene chiesto a ciascuno di noi attraverso le relazioni concrete:
- Nella famiglia: in un coniuge che chiede presenza o in un figlio che necessita di essere guidato nella pazienza e nella tenerezza.
- Nelle difficoltà dei cari: in un parente anziano o malato la cui esistenza lancia una richiesta d’amore e di cura.
- Nella comunità e nella società: nel prossimo, nei giovani o nel proprio ministero, dove si è chiamati a superare l’individualismo e il narcisismo.
Ognuna di queste occasioni è una chiamata a uscire da noi stessi per corrispondere con generosità al bene che abbiamo ricevuto.
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Dall’aridità del narcisismo alla gioia di amare
Un punto centrale della riflessione riguarda il contrasto tra l’atteggiamento dei vignaioli e la vocazione profonda dell’essere umano. Cercare di possedere tutto per sé, vivere concentrati unicamente sul proprio appagamento, porta inevitabilmente all’aridità, al “grigiume” interiore e alla depressione. Siamo stati creati con una struttura antropologica ben precisa: siamo fatti per dare frutto e per amare.
Questo messaggio è rivolto in particolare ai giovani e a chiunque cerchi un senso profondo per la propria vita: in ciascuno di noi c’è un terreno fecondo e c’è del bene seminato da Dio che non deve andare sprecato. La vera pienezza non si trova nell’usare la vita per sé stessi, ma nel saper restituire il bene. Perché se è indubbiamente bello sentirsi amati e accolti, la gioia più grande e autentica si sperimenta quando si impara ad amare e a spendersi per gli altri.
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 4 ottobre 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
