Il segreto inconfessabile che ti toglie la pace nella notte
L’angoscia del re Erode di fronte all’identità di Gesù e il fantasma incombente di Giovanni Battista: un viaggio scuotente nel labirinto dei nostri sensi di colpa sepolti, per imparare che l’unico modo di spegnere il rimorso è consegnare i nostri errori al perdono di Cristo.
Oggi il Vangelo di Luca ci presenta il volto oscuro e angosciato del tetrarca Erode. Alla corte arrivano le voci sui miracoli straordinari compiuti da Gesù. Mentre la folla si meraviglia e pensa che sia un profeta, Erode è in preda al terrore: “Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?”.
In questa breve e tagliente scena emerge tutto il dramma di una coscienza sporca. Erode aveva ucciso la verità silenziando il Battista, ma ora quella voce risuona più forte di prima nella sua anima. È l’eterno dramma dei nostri sensi di colpa irrisolti, degli errori che fingiamo di aver dimenticato ma che ci tormentano dall’interno. Supportati dalle altissime riflessioni di Sant’Agostino, scopriremo che la curiosità intellettuale non salva: solo la coraggiosa confessione della propria miseria può estinguere il fuoco del rimorso.
Frase del Giorno: “Puoi seppellire nel rumore tutti i tuoi errori passati, ma solo le lacrime del perdono sapranno spegnere il tuo rimorso.”
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