Commento Vangelo 27 settembre 2026 | La parabola dei due figli
Il commento Vangelo 27 settembre 2026 ci porta nel cuore della ventiseiesima domenica del tempo ordinario, affrontando uno dei temi più sfidanti della vita spirituale: la capacità di cambiare rotta. Attraverso la parabola dei due figli, siamo chiamati a interrogarci sulla differenza tra un’obbedienza di facciata e una conversione autentica. Ascolta la riflessione completa nel video qui sotto.
Ascolta il commento
Nel brano evangelico di questa domenica, Gesù si rivolge direttamente ai sacerdoti e agli anziani del popolo, figure che pur conoscendo perfettamente la teoria religiosa, si dimostrano incapaci di accogliere il Signore e la sua forma messianica. Il confronto si gioca su due atteggiamenti diametralmente opposti: da una parte c’è chi vive di facciata, pronunciando un “sì” immediato a cui non segue alcuna azione concreta; dall’altra, chi oppone un rifiuto iniziale ma poi si pente e compie la volontà del padre.
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La parabola scardina la presunzione di chi si vanta di non cambiare mai idea, mostrando come l’ostinazione e la rigidità interiore siano l’esatto contrario di un cammino di fede autentico. Il vero dramma spirituale si consuma quando l’essere umano, convinto di aver già compreso tutto di Dio e della vita, si chiude in una scatola cranica inaccessibile, perdendo così l’occasione per un incontro reale e trasformativo con la verità.
Approfondiamo il commento di don Fabio.
La riflessione di don Fabio Rosini scava nelle dinamiche psicologiche e spirituali dell’essere umano, mettendo in luce l’urgenza della metanoia, ovvero il cambiamento di mentalità profondo:
La necessità dell’apertura mentale: Non si può vivere la fede, né alcuna relazione umana autentica (come il matrimonio o l’amicizia), senza la capacità di cambiare idea e di aprire il proprio pensiero per andare oltre il proprio centro logico. Il pensiero aperto è ciò che rende possibile incontrare veramente il Signore.
La trappola della coerenza assoluta: Molte persone considerano un pregio il fatto di non cambiare mai opinione, ma la vita reale e la fede richiedono costantemente di rimettersi in discussione e adattarsi alla realtà delle cose.
L’incapacità dei “saggi”: I sacerdoti e gli anziani rappresentano gli specialisti della religione, figure che possiedono la dottrina ma sono di fatto analfabeti nella prassi della vita spirituale.
Il primato degli emarginati: Gesù lancia una provocazione durissima affermando che i pubblicani e le prostitute passeranno avanti nel regno di Dio. Questo avviene perché, a differenza dei religiosi rigidi, chi vive ai margini ha spesso la lucidità di riconoscere il proprio bisogno di salvezza, pentendosi e cambiando strada.
Il pericolo della rigidità: Chi non è disposto a farsi guidare e si chiude nelle proprie assolutizzazioni finisce per trasformare la propria vita in un “coacervo di delusioni”. Pensare di poter inscatolare l’infinita realtà di Dio nei propri piccoli schemi mentali impedisce ogni autentica relazione con Lui.
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Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 27 settembre 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
