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Frate Alessio delle Cave – Commento al Vangelo del 21 settembre 2026

La sedia della vergogna: da dove parte il tuo vero riscatto

La splendida festa di San Matteo e la chiamata al banco delle imposte: un cammino di liberazione per scoprire che Gesù non aspetta che tu diventi perfetto per amarti, ma entra nel fango del tuo peccato più innominabile per ridarti la vita.

Oggi la Chiesa esulta in tutto il mondo celebrando la grande Festa dell’Apostolo ed Evangelista San Matteo. Il Vangelo che lo stesso Matteo ha scritto ci narra la scena del suo clamoroso, inimmaginabile reclutamento. Matteo è un pubblicano, seduto al banco delle imposte. Per la società del suo tempo, lui non è un semplice peccatore; è il collaborazionista, l’usuraio, il ladro, l’impurità fatta persona.

Il suo è un fallimento radicale, ed è inchiodato a quella sedia di vergogna. Ma Gesù passa, non si copre il naso per il ribrezzo, non gli fa una predica: lo fissa negli occhi e gli dice semplicemente “Seguimi”. E Matteo si alza. Immediatamente, i farisei si scandalizzano perché Gesù mangia con i peccatori, ma il Signore pronuncia la frase che scioglie ogni nostro terrore: “Misericordia io voglio e non sacrifici”.

Attraverso lo sguardo di San Beda il Venerabile, capiremo che Dio sceglie sempre l’ultima ruota del carro per farne il Suo capolavoro.

Frase del Giorno: “Cristo non aspetta mai che noi diventiamo perfetti, ma si immerge nel buio delle nostre cadute per farci rifiorire.”

Frate Alessio delle Cave

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