SIGNORE, SALVAMI!
Nelle tempeste della vita affidiamoci a Cristo, fissiamo lui e non guardiamo le onde delle difficoltà. La nostra fede, seppur piccola, ci sostiene.
Il protagonista del brano evangelico è Pietro con la sua paura.
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Egli, infatti, teme prima le onde della tempesta; poi perché, da lontano, non riconosce Gesù che, infatti, scambia per un fantasma; infine perché, rispondendo all’invito del Signore «Vieni!», dopo aver fatto qualche passo, ha timore di affondare.
In un primo momento, si fida di Gesù ma poi, distogliendo lo sguardo da lui per guardare i propri piedi, non si fida più, ha paura e lancia un grido: «Signore, salvami!».
Il grido di Pietro non è soltanto il grido di chi sta annegando nella tempesta; è il grido di chi, volendo seguire Gesù, si sente espropriato da sé stesso.
In realtà spesso le vicende della vita ci espropriano da noi e mandano in frantumi i nostri desideri e sogni.
Possiamo decidere, nelle prove, se arrenderci oppure abbandonarci all’abbraccio di Gesù, afferrati dalla sua mano che ci salva.
Anche nella prima lettura è descritta una teofania, cioè una manifestazione di Dio che si mostra non nella potenza, ma nel “sussurro di una brezza leggera“.
Talvolta è necessario un udito fine per riconoscere la vicinanza di Dio nella nostra vita e gustare la dolcezza della sua presenza!
don Antonio Sozzo – Fonte Edizioni San Paolo
