- Pubblicità -

don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 2 agosto 2026

Il deserto. Immagino lo stupore dei discepoli, nel deserto, una folla numerosa e da sfamare, un compito da assolvere impossibile per chiunque. “Solo cinque pani e due pesci!” 

C’è il Maestro e non se ne accorgono! Il deserto diviene un luogo di vita, tutta quella folla che seguiva Gesù che si era ritirato in disparte, lo seguono, e rende evidente la fecondità del ministero del Maestro. Anche il deserto è un luogo teologico per imparare a fidarsi a Dio. Nel deserto Gesù rivela la sua identità, ma senza gesti eclatanti e magici. Chi non ricorda il popolo d’Israele sfamato dalla manna del cielo? Qui c’è di più. 

- Pubblicità -

La compassione di Gesù. Ci sono verbi importanti per il discepolo e la comunità: accogliere, spezzare, distribuire, raccogliere, ma prima di tutto, Gesù invita ad assumere i suoi sentimenti, accorgersi, sentire compassione, nel contorcimento delle sue viscere, viscere di pietà, di carità di dolcezza, c’è di mezzo la pancia di Gesù, “c’è di mezzo la sua fame, in quanto è una pulsione vitale primaria. La sua fama è la capacità illimitata di accoglienza. Là dove Gesù è affamato si rivela lo spazio che accoglie la folla umana nell’intimo del suo cuore” (P. Stancari) dell’utero materno e generare a nuova vita. I discepoli vorrebbero rimandarli a casa, ma lui li incalza: “date voi stessi da mangiare”, cioè dare sè stessi

Le urgenze del tempoCi sono urgenze che non posso essere rinviate. E se la chiesa ha dimenticato certe urgenze e per compensare si occupa di altro? Non ci sono solo gente da sfamare ma anche malati da curare, persone che chiedono ascolto e attenzione. Il problema non si evita ma si attraversa. “Ha il cuore tenero Lui: non li rimanda indietro con la scusa che oggi ha da fare, altro a cui pensare, che tornassero domani. Lui ha “compassione”, che è slancio di viscere, istinto di madre. Sfiora i malati e li guarisce, parla di pecore che si perdono e di alberi che si gettano nel mare, di capelli che vengono contati, di figli scavezzacolli che partono e della festa del ritorno. Sfiora con le mani e le parole, tocca ferite del corpo e del cuore e il tempo scorre così veloce, ad ascoltarlo, a guardare i suoi occhi brillare e le mani a disegnare un regno sconosciuto, che non sembra neanche tempo: sembra infinito” (LV).

Le attenzioni della chiesa. Ma senza compassione dove andiamo? Se andiamo dai pastori e non offrono ascolto? Invece di misericordia incontriamo chiusura? Senza attenzione ai bisogni dell’altro, senza quello sguardo empatico e di misericordia che accoglie l’altro? Vale per i discepoli, vale per le comunità e vale per la chiesa, a volte strutture dedite ad offrire dei servizi, una burocrazia che mortifica l’altro. Il dramma della chiesa è la sua istituzionalizzazione e della pastorale stessa. Gesù non intende organizzare uno stato sociale ma un segno della sua divinità nutriente, capace di dare soddisfazione, il Signore offre da mangiare senza pagare.

Il primato dell’ascolto. Quando Gesù dà da mangiare alla gente del deserto, c’è la dimensione dell’ascolto che fa vivere, intendendo che mangiare riguarda la sua persona e la sua parola permette di entrare nella vita. Non si può così che ringraziare e prorompere in un grido di gioia, lodare il Signore per la sua opera misericordiosa, celebrare la potenza di Dio e riconoscere il dono di grazia che gli è stato fatto. Paolo così esclama: “niente e mai nessuno potrà mai separarlo dall’amore di Cristo. Tribolazione, angoscia, spada, nudità, pericolo, fame ..”, non ci separeranno dall’amore di Cristo. In tutte le difficoltà, noi supervinciamo, tutte le potenze non ci possono separare dall’amore di Dio ,l’amore di Cristo nutre, soddisfa e realizza la vita. Anche questi “stati di vita”, di apparente deserto, divengono luogo teologico in cui Dio si rivela e si fa compagno di cammino. 

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. []