- Pubblicità -

Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 14 luglio 2026

Gesù oggi pronuncia parole dure. Non perché abbia smesso di amare, ma proprio perché ama. I suoi rimproveri non sono condanne: sono l’ultimo tentativo di risvegliare un cuore che si è abituato alla grazia.

Corazìn, Betsàida e Cafàrnao avevano visto i miracoli, ascoltato la sua voce, toccato con mano la misericordia di Dio. Eppure non si sono convertite. Il peccato più grave non è non aver visto Dio, ma averlo visto all’opera e aver continuato a vivere come se nulla fosse.

- Pubblicità -

Anche noi rischiamo di diventare come quelle città. Quante Messe, quanti ritiri, quante confessioni, quante grazie ricevute… e poi restiamo gli stessi. Ci scandalizza quando qualcuno ci corregge, ci giustifichiamo sempre, troviamo mille scuse per non cambiare.

Il giudizio di Dio non sarà sulla quantità dei miracoli ricevuti, ma sulla misericordia che abbiamo rifiutato. Dio ci parla attraverso la sua Parola, attraverso una persona che ci corregge, attraverso un avvenimento che ci scuote, perfino attraverso una sofferenza che ci obbliga a fermarci. Ogni suo richiamo è un atto d’amore che ci invita alla conversione e alla santità.

Oggi domandiamoci con sincerità: quando Dio mi rimprovera, mi indurisco o mi lascio convertire? Perché il rimprovero accolto diventa salvezza; quello rifiutato diventa giudizio.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

Leggi la preghiera del giorno