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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 10 luglio 2026

«Vi mando come pecore in mezzo ai lupi». Gesù non illude i suoi discepoli. Non promette applausi, successo o una vita tranquilla. Li prepara alla realtà. Chi sceglie il Vangelo dovrà fare i conti con i lupi: il male, la menzogna, la manipolazione, il potere, la violenza, perfino il tradimento di chi è più vicino.

Ma c’è un particolare che spesso dimentichiamo: Gesù non dice alle pecore di diventare lupi per sopravvivere. Non chiede di rispondere all’odio con l’odio, alla menzogna con la menzogna, alla violenza con altra violenza. Chiede invece qualcosa di molto più difficile: «Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».

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La prudenza non è furbizia. È discernimento. È la capacità di riconoscere il male senza lasciarsene contagiare. La semplicità non è ingenuità. È un cuore limpido, libero dal desiderio di vendetta e di dominio.

Oggi, invece, molti confondono la bontà con la stupidità e la prudenza con la cattiveria. C’è chi pensa che per difendersi bisogna diventare come chi fa il male. Ma quando una pecora decide di trasformarsi in lupo, ha già perso il Vangelo.

Il cristiano autentico non è uno sprovveduto. Vede il male, lo denuncia, se necessario prende le distanze, ma non smette di amare. La sua forza non nasce dall’aggressività, ma dallo Spirito Santo, che gli suggerisce parole e scelte quando tutto sembra perduto.

La vera domanda, allora, è questa: nelle situazioni difficili della vita stiamo diventando più simili a Cristo o più simili ai lupi che ci hanno ferito? Perché il male ha già vinto quando riesce a renderci uguali a se stesso.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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