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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 11 giugno 2026

DIO VI ATTENDE, ALL’ANGOLO DI OGNI STRADA

Mt 10, 7-13

In quel tempo Gesù
inviò i dodici.

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A fare le stesse cose
che faceva lui:
strada facendo,
predicate che

il regno dei cieli è vicino
e poi guarite, risuscitate,
purificate,
scacciate,date…

Esattamente
ciò che faceva lui,
portare una buona notizia:
Dio è vicino;
e guarire la vita.

Una parola, e 5 gesti:
la Sua vicinanza
fa fiorire la vita.

Il vero apostolo,
quando parla di vangelo
conforta la vita
di chi lo ascolta.

Nominare Gesù
anche per noi
deve equivalere
a confortare la vita.

Mai a giudicare
o a umiliare
nessuno.

Quello dei dodici
è un viaggio
non tanto dentro
la Palestina,
quanto dentro l’uomo
più autentico,
liberato da tutto ciò
che non è essenziale.

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Non procuratevi oro
né argento, né denaro
alle vostre cinture,
né sacca da viaggio,
né due tuniche,
a piedi nudi,
neppure un bastone per appoggiarvi la stanchezza, perché la nostra vita
non dipende dai nostri beni.

Li mandò a due a due,
non soli,
con un amico sul quale appoggiare la solitudine.

Senza cose.
Per contestare così
il mondo dell’accumulo,
dell’avere, dell’apparire,
del denaro.

Come se a tutti,
con la loro stessa vita
proclamassero:

ci sono due mondi
noi siamo dell’altro.

Senza cose,
senza neppure l’essenziale.
Perché risalti la potenza
creativa dell’ amore

Le cose, l’abbondanza
di mezzi spengono
la creatività della chiesa.

E poi è straordinario il fatto che Gesù non manda
i dodici nel tempio
o nelle sinagoghe,
ma per strade e per case.
Come faceva lui.

Frequentava anche
le sinagoghe, Gesù,
di sabato vi insegnava.
Ma ancor di più
lo vediamo frequentare
il lago, le colline, i campi,
la polvere delle strade,
e le case, quante case!
E il deserto.

Per lui questi spazi
sono sacri,
non ci sono luoghi profani.

Anzi, al tempio
preferisce la casa, e
alla liturgia della sinagoga
preferisce la liturgia dei volti
raccolti attorno alla mensa.

Ogni casa e ogni volto
sono sacri.

Entrate nella casa
e lì rimanete

Entrare nella casa è come
entrare nel cuore della vita.

Lì deve risuonare,
portatrice di speranza,
di fiducia e di energia
la Parola di Dio.

Nella casa il vangelo
trova il suo posto più vero,
e anche per formulare
il suo linguaggio nuovo,
il linguaggio caratteristico dell’annuncio,

Gesù prenderà in prestito
il vocabolario della casa:
parlerà di Dio
come di un padre,
anzi un papà;
parlerà di fratelli, di relazioni
d’amore da estendere
a livello di massa,
e di sé come sposo:
è la lingua della casa.

Invece oggi la lingua
del vangelo ha perso
il calore della famiglia,
la fragranza degli affetti.

Ci sono sale di catechismo
in ogni parrocchia, ma
la più vera aula
della catechesi è la casa.

Gesù dà le istruzioni
per il viaggio.
Poche parole:
Dio è vicino, con amore; e molti gesti: guarite, svegliate, ripulite, liberate.

E uno stile.
Uno stile inconfondibile: gratuitamente
avete ricevuto
gratuitamente date.
La gratuità!

Non per amore della povertà o della spogliazione,
ma per dire, con i fatti
e non a parole, che
l’uomo del vangelo
ha fiducia nell’uomo,
si fida di lui
e della sua bontà,
crede che ci sarà
pane per lui nelle case,
conta sulla bontà degli altri.
Vive d’amore!

Partono senza niente
di superfluo, anzi
senza neppure l’essenziale.
Senza cose,
uomini della purezza originaria.

Ma avevano un fuoco.

Il fuoco si propaga
solo col fuoco.

Nessuno di noi
ha meno di loro.
Nessuno può dire
io sono troppo piccolo
per poter diventare
testimone del vangelo,
troppo povero,
non ho cultura.

Vanno bene i pescatori
del lago di Galilea,
va bene un esattore
delle tasse, e altri
senza un mestiere preciso…

e allora vado bene anch’io
per raccontare
la storia di Dio.

Serve però una accensione, una passione.
Se in qualche luogo
non vi ascoltassero,
andatevene…

Al rifiuto i discepoli non oppongono risentimenti,
solo un po’ di polvere
scossa dai sandali.

A un fallimento
(che Gesù ha conosciuto, che ci sarà anche per noi)
i suoi non rispondono
con la depressione o
lo scoraggiamento.

Dice Gesù:
scuotete via anche il ricordo del rifiuto,
non deprimetevi
per una sconfitta,
non abbattetevi
se non vi ascoltano,
non restate prigionieri
di un fallimento.

C’è un’altra casa
poco più avanti,
un altro villaggio,
un altro cuore.

Dio vi attende,
all’angolo di ogni strada.

Il viaggio degli apostoli è
un cammino verso l’essenziale dell’uomo.

Là nel profondo di te stesso,
là dove nascono i sogni
e gli amori, vedrai un volto
che non è il tuo volto.

Vedrai Dio vicino e amoroso,
vedrai Gesù energia libera,
coraggiosa e bellissima.

Sentirai una parola,
la bella notizia che ripete:
Dio è vicino, Dio è con te,
con amore.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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