Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 6 giugno 2026

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Gesù oggi non critica chi prega. Critica chi usa la religione per costruire la propria immagine.

Gli scribi erano persone rispettate, osservanti, presenti nei luoghi sacri. Pregavano, insegnavano, indossavano gli abiti giusti. Eppure Gesù pronuncia contro di loro parole durissime. Perché? Perché avevano trasformato la fede in una recita. Apparivano vicini a Dio, ma il loro cuore era lontano.

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Il Vangelo di oggi è scomodo perché ci costringe a farci una domanda: quanto del nostro cristianesimo è reale e quanto è immagine?

Possiamo frequentare la Messa, guidare gruppi, fare volontariato, pubblicare frasi spirituali sui social, parlare continuamente di Dio… e tuttavia non avergli consegnato il cuore.

Il rischio più grande non è essere peccatori. Il rischio più grande è sentirsi giusti.

Per questo, subito dopo aver denunciato gli scribi, Gesù indica una vedova povera. Non ha prestigio, non ha incarichi, non ha visibilità. Nessuno la applaude. Eppure diventa il modello del vero discepolo.

Gli altri danno qualcosa. Lei dà se stessa.

Gli altri offrono il superfluo. Lei offre ciò che le serve per vivere.

Gli altri mettono monete nel tesoro. Lei mette la sua fiducia nelle mani di Dio.

E qui il Vangelo diventa una provocazione per tutti noi.

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Molti cristiani danno a Dio le briciole del loro tempo, delle loro energie, del loro amore. Gli concedono ciò che avanza dopo il lavoro, gli affetti, gli interessi personali. Dio diventa un’aggiunta alla vita, non il centro della vita.

La vedova, invece, ci chiede: che cosa hai trattenuto per te?

Hai dato al Signore il tuo cuore o solo qualche pratica religiosa? Hai consegnato a Lui i tuoi progetti o solo le tue parole? Ti fidi davvero di Dio o continui a tenere tutto sotto il tuo controllo?

Il cristianesimo non si misura da quanto facciamo per Dio, ma da quanto permettiamo a Dio di prendere possesso della nostra vita.

La vedova non offre due monetine. Offre la sua esistenza.

E forse il Signore oggi non ci chiede di fare di più, ma di smettere di vivere di apparenze e di iniziare finalmente a donarci davvero.

Perché Dio non cerca le nostre briciole. Cerca noi. Tutti interi.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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