La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 5 giugno 2026

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Gesù non nega che il Messia sia figlio di Davide, ma invita ad andare oltre una comprensione troppo umana e limitata. Se Davide stesso lo chiama “Signore”, significa che il Cristo non è soltanto un discendente terreno, ma possiede una dignità divina.

In queste parole Gesù svela progressivamente la sua identità: egli è uomo vero, nato nella storia di Israele, ma anche Figlio di Dio. La folla lo ascolta volentieri perché le sue parole aprono orizzonti nuovi e conducono al cuore del mistero. Anche noi siamo chiamati a chiederci: chi è veramente Gesù per la nostra vita?

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A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)

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