Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 19 maggio 2026

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Quando Gesù dice: «Padre, glorifica il Figlio», sta pronunciando una frase che — se fossimo sinceri — non pregheremmo mai.
Perché?

Perché dentro di noi la parola gloria rimanda a successo, riconoscimento, trionfo, miracoli che sbalordiscono, potenza che vince.
Invece Gesù, alzando gli occhi al cielo, sta dicendo:
«Padre, portami fino in fondo alla Croce… perché lì si vedrà chi sei Tu».
La sua “gloria” è l’opposto della nostra.

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✦ La gloria che smaschera le nostre false sicurezze
Se davvero credessimo alla “gloria” secondo Cristo: non cercheremmo di apparire forti, ma di donarci; non difenderemmo il nostro ruolo, ma il bene dell’altro; non vivremmo per essere riconosciuti, ma per rendere riconoscibile Dio.
La sua gloria è servizio, non trionfo;
obbedienza, non autoaffermazione;
offerta, non spettacolo.

Quando preghiamo perché Dio sia glorificato, vogliamo davvero questo tipo di gloria? O stiamo chiedendo una scorciatoia brillante per evitare di soffrire, fallire, perdere?

✦ «Questa è la vita eterna: che conoscano Te»
Gesù non dice che la vita eterna è vivere per sempre.
Non dice che è fare cose religiose.
Dice che è conoscere il Padre.
Ma conoscere, nella Bibbia, significa entrare in intimità, lasciarsi trasformare, non solo sapere.

Siamo cristiani che sanno molto su Dio… o che lo conoscono davvero?
Studiamo la fede… ma viviamo da figli?

✦ «Io prego per loro»: uno scandalo di amore selettivo?
Gesù dice una frase destabilizzante:
«Io prego per loro; non prego per il mondo».
Non significa esclusione.
Significa responsabilità.
Come a dire:
«Padre, custodisci questi… perché il mondo li guarderà per capire Chi sono Io.»
Noi siamo la visibilità del Padre nella storia.
Se la nostra vita non parla, il mondo non ascolterà mai il Vangelo.
Se la nostra comunità non è un segno, il mondo non vedrà mai la differenza.

Il mondo può conoscere Dio guardando me?
Se Gesù si fidasse di nuovo di qualcuno oggi… si fiderebbe di noi?

✦ Una gloria che passa per le tue ferite
Gesù sta per lasciare il mondo, ma non fugge: consegna.
E la sua consegna siamo noi.
Che paradosso!
Il Figlio eterno affida la sua gloria… a uomini fragilissimi.
Forse perché la gloria del Padre non si manifesta nei perfetti, ma in chi si lascia amare proprio nelle sue crepe.

La gloria di Dio non è ciò che noi facciamo per Lui, ma ciò che permettiamo a Lui di fare attraverso le nostre povertà.

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A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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